27 set 2005

Come riscoprire Andrea Pazienza.


Tra le molte cose che ho fatto in questi giorni di cui non vi ho ancora parlato, la più importante è stata sicuramente quella di andare a visitare la Mostra di Andrea Pazienza al Vittoriano. Splendida. Splendida. Splendida.

Io non conosco bene l'opera di Pazienza, ma in questa galleria, partendo dai schizzi di gioventù, fino ad arrivare ai magnifici quadri dei tardi anni 70, ho capito che quest'uomo era un genio. Un artista eclettico, poliedrico, sperimentale, e anche un po' fanciullino, per come riusciva a stupirsi delle piccole cose e trasmettercele con tutta la loro dirompente ovvietà. Questo è quello che viene fuori sopratutto dalle tavole e dalle vignette di satira. Ma anche la cattiveria...la crudeltà cinica e metropolitana delle storie di Zanardi, il ragazzo che tutti noi benpensanti avremmo detestato al liceo...solo perchè non avevamo la sua stessa libertà (anche di autodistruggersi, sia chiaro). Tutto questo mi ha trasmetto delle sensazioni davvero...contrastanti. Ammirazione. Rammarico per non conoscere a fondo la sua opera. Distacco dalle sue scelte creative controcorrente. Forse solo umile riconoscimento di un genio.

La mostra è una raccolta di opere forse tra le ricche che siano mai state esposte. C'erano persino le cover originali degli LP di grandi cantautori, come Vecchioni, o i mitici numeri de "Il male". Insomma di tutto di più. E' anche vero che come tutti i grandi geni maledetti ci ha lasciato troppo presto...e questo ha contribuito ad aumentarne il mito. Ma se fosse vissuto ancora molti anni, sarebbe andato ancora dritto per la sua strada come ha sempre fatto. Di questo ne sono quasi sicuro, perchè, di tutta la mostra, la cosa che mi ha colpito di più è stata una frase dipinta su un suo autoritratto. Una frase che rappresenta il simbolo esasperato del nostro mestiere. Una frase che, forse da domani, mi stamperò su un foglio da attaccare sopra il computer. Questa frase....

"Non sarà la paura della follia a costringerci a tenere a mezz'asta la bandiera dell'immaginazione."

Passano i giorni....e gli anni!


Scusate. Avere un blog è una cosa seria, e sapevo che tornando a Roma non avrei avuto molto tempo per aggiornarlo. Incredibile...è quasi una settimana che non scrivo niente! Cerco di farmi perdonare parlando del fatto che qualche giorno fa ho compiuto gli anni..e devo dire che nella mestizia di un autunno che non sta riservando grandi sorprese lavorative come mi aspettavo, sono andato a festeggiare in compagnia di alcune amiche nella vicina località di Palestrina.

Già da qualche giorno sono in stop creativo e la frenesia di scrivere, scrivere, scrivere mi era passata. Ed è proprio di quel maledetto giorno del mio ultimo compleanno, grazie al mio umore un pò altalenante, il pensiero e la piena consapevolezza di quanto sia massacrante questo mestiere. Che come tutti i mestieri creativi ti lascia grandi soddisfazioni, ma anche momenti di grande sconforto. Come ho più volte detto fare il fumettista è un mestiere che, nel più delle volte e con le dovute eccezzioni, non ti da nessuna sicurezza economica. Poi ieri ho capito. Non è solo una questione di soldi. I soldi non sono tutto e alla fine puoi scegliere di fare qualcos'altro. No, è un mestiere che non ti da certezze emotive. Perchè è molto più brutto lavorare per un anno ad un progetto e vedertelo stoppare senza avere preso una lira, piuttosto che non lavorare per una cosa e basta. O fare un lavoro che tu fai con l'animo che nessuno ti paga. O aspettare di lavorare ad una cosa che sembra sicura e invece si rivela solo una bolla di sapone.

Batoste dalle quali non ti riprendi con grande facilità. Nessuno di questi è esattamente il mio caso ma...per certi versi ci siamo andati vicino. Ricordatemi le cose per cui vale la pena nella vita fare lo sceneggiatore..altrimenti per scaricarmi spacco la faccia al promo disegnatore che mi capita davanti (i disegnatori hanno sempre qualche colpa...che lo sappiano o meno, ehehe).

21 set 2005

La Minardi. Piccolo grande mito...

Ci sono piccoli e grandi miti italiani. Nella F1 la Ferrari è un grande mito. La Minardi un piccolo mito...ma forse per questo è molto più grande di quello della Ferrari. Voglio dire. Tifare MInardi è come, nel calcio, tifare Inter invece che Juventus. Devi avere a cuore una squadra per quello che significa, non per quello che vince. Ecco, la Minardi è una di quelle squadre che no vince quasi mai, ma ha un fandom di veraci appassionati da fare paura. Adesso la Minardi, piccolo italico mito, è stata comnprata dalla Red Bull ('sti americani!) e si rischia che la scuderia cambi nome. Come qualcuno ha detto: non importa chi mette i soldi, importa che il nome...la storia della scuderia non venga cancellata da quegli stessi soldi che la dovrebbero rivitalizzare. Perchè farebbe sicuramente molto più effetto una Minardi che improvvisamente vince, piuttosto che una anonima scuderia tipo "Red Bull 2" (una già ce l'hanno premetto...) infarcita di soldi, che scala le pole.
Per questo, e perchè anche io nel mio piccolo ho sempre amato i piccoli miti (italici e non), accetto l'invito del mio amico Salvo a pubblicizzare la notizia, con anesso invito ad andare sul forum di ForzaMinardi per sottoscriver la petizione on-line per non fare cambiare nome alla scuderia....salviamo quei piccoli miti italici che ci sono rimasti!
Ve lo dice uno che odia Capitan America ma adora Wonder Man, che non sopporta Superman ma che è affascinato da Alan Scott (la prima Lanterna Verde, adesso risorto a nuova vita con un nome che non ricordo), che odia il calcio ma adora la pallavolo, che non sopporta Dylan Dog ma stravede per Martin Mystère. E con questo credo di avere dato un quadro abbastanza chiaro della situazione....

W la teledipenza!


Ogni tanto nella vita essere un pò teledipendenti fa bene. Quindi, dopo alcuni messaggi meno autoreferenziali sulla mia persona e sul fumetto (come auspicava qualche mio visitatore meno avvezzo all'argomento...), si torna a parlare del nostro argomento preferito. Beh, del secondo, per essere precisi: cioè i Cartoni Animati.

Ieri sera ho visto in TV l'ennesimo episodio di quella che io reputo essere la serie d'animazione giapponese più bella degli ultimi anni, soprattutto dal punto di vista delle atmosfere e delle storie: COWBOY BE-BOP (di cui potete scaricare dei bellissimi wallpaper qui). Il cartone narra le vicende di tre cacciatori di taglie, immersi in storie dalle atmosfere noir e disperate...ognuno con un passato alquanto misterioso e turbolento. Loro sono tre: un duro dal cuore tenero, un deluso mascherato da cinico e la solita donzella discinta della serie, arrivista, un pò strafottente e più attenta al suo tornaconto che a quello del gruppo (come Fujiko, insomma).
Io sono innamorato di questa serie. Mi provoca le stesse emozioni che mi provocano film come Casablanca (e scusate il paragine blasfemo..), come Sin City (per restare più vicino al tema), o come Il Grande Sonno. Storie disperate e senza vittorie di personaggi sconfitti, che cercano di rialzarsi nel circo della vita, per riscattare un passato che non li lascia in pace. E l'immagine che cita il famnoso quadro di Hopper dovrebbe darvi un'idea di quello che voglio dire...
Divertente, commovente, con una colonna sonora da brividi, una sigla bella come non se ne vedevano da tempo. Insomma, da vedere. Chiaramente per chi cerca occhioni lacrimosi, spadone fiammeggianti, cosce e mutandine, robot spaccatutto, ciborg e armature senzienti...ha sbagliato canale.

Io i cartoni animati sto cominciando a scriverli. Per questo motivo, in qualche modo, mi piace vedere qui e là cosa danno nei vari canali: dalle porcate solenni alle cose più affascinanati come Cowboy BeBop. Forse mi capiterà la stessa cosa che mi capita quando scrivo fumetti: un occhio alle cose che vanno, ma lontano dalla mediocrità, cercando di mettere sempre del mio in quello che scrivo. Emozioni e modi di raccontare che solo alcune cose che leggo mi trasmettono. Forse nella vità non mi produrranno mai in Italia un cartone come questo, ma cercherò di non fare mai un One Piece o uno Yu-Ghy-Ho, di questo potete starne certi (con buona pace dei fan di questi ultimi due...).

19 set 2005

La Notte Bianca...e bagnata!

Metropoli che vai, metropolitana che trovi. No, scherzo. Volevo dire che quando cambi città ti sembra tutto più normale. Ogni evento che tu hai sempre osservato da lontano, averlo a due passi ti fa una strana impressione. Così è stato per il Concerto del Primo Maggio, e non ha fatto eccezione anche la Notte Bianca, a cui l'altro ieri sera ho partecipato con alcuni amici, il Clan dei “Gian”: una cricca che ama mettere prima del proprio nome Gian...come GianManlio, ad esempio. Certo, la serata è iniziata sotto il segno del maltempo, e questo mi ha messo di pessimo umore, ma nonostante tutta l’acqua che ci siamo presi...ci siamo divertiti. Infatti con il mio umore altalenante certe volte avevo modi da Principe di Salina di gattopardesca memoria, e altre volte da “Er Ventresca”, nella migliore tradizione burina di “Febbre da Cavallo”. E le mie amiche ovviamente rimanevano spiazzate. Ma è sempre meglio sorprendere che essere prevedibili!

La cosa più interessante che ho visto è stata la mostra di un pittore cinese, Jiang Guo Fang, che su enormi tele a olio ha rappresentato momenti della vita di corte ai tempi dell’impero nella Città Proibita di Pechino. Dipinti affascinanti e di un realismo impressionante. I soggetti sono semplici: concubine sedute o sdraiate, il piccolo imperatore in un momento a corte, sul trono. Ma i dettagli.... Abiti, monili, oggetti, arredi: tutto dipinto con esasperante verosimiglianza. Ma la cosa che faceva veramente impressione erano i volti...soprattutto delle concubine. Sembravano foto. Anzi. La prima cosa che ho pensato era che in quei quadri, con qualche stramba maledizione della magia cinese, fossero state imprigionate le anime di quei personaggi, e per un attimo mi sono detto: se fossi un autore di Dylan Dog ci scriverei una storia. Ma poi ho pensato che di storie così ce ne saranno almeno una decina...

Il momento più drammatico? Quando davanti ad una fila di almeno due ore abbiamo rinunciato a vedere la mostra di Andrea Pazienza al Vittoriano. Pazienza. Ma ci tornerò....statene certi. E me la godrò dal primo all’ultimo disegno. Ho scoperto con grande piacere che è anche ad ingresso libero ;-)

Il momento più divertente? Quando a Palazzo Farnese, durante un affascinante recital di fiabe, Alessandro Bergonzoni ci allietava con il suo Cappuccetto Sordo.

Il momento più esasperante? Quando sotto la pioggia scrosciante delle 4 del mattino salta la luce, e dobbiamo attendere dieci minuti buoni perché Bergonzoni riesca a finire la sua favola....per poi terminare il recital per problemi tecnici.! In quel momento ho detto: “Questa pioggia mi ha rotto i coglioni”! E con fare dimesso ci siamo incamminati verso casa...

Insomma, una strana Notte Bianca. Poi sarà stata la pioggia della notte, sarà stato il tempo uggioso che da due giorni incombe su Roma...ma proprio non riuscivo a scrivere due righe che avessero senso. Sono meteopatico. Lo so. Comunque, anche se con un paio di giorni di ritardo, vi lascio le mie impressioni sulla Notte Bianca 2005...
Vale et valete.

18 set 2005

I nuovi corsi della Scuola del Fumetto di Palermo

Ecco, questa è una di quelle notize-comunicato che è importante diffondere. In Sicilia sono stati fatti negli ultimi anni parecchi tentativi di aprire una seria Scuola del Fumetto, ma solo da un paio d'anni, grazie alla Grafimated Cartoon di Palermo e alla Scuola del Fumetto di Milano, la prima e più importante scuola italiana del settore, è stato raggiunto questo importante obiettivo. Riporto così come l'ho trovato il comunicato dal blog di Claudio.

La Scuola del Fumetto di Palermo, inaugurando il secondo anno di attività�, organizza a partire dalla prima settimana di ottobre, i nuovi corsi di Fumetto e Cartoni Animati triennali. Sono ancora aperte le selezioni a questi corsi, a cui possono accedere 20 allievi. Sono anche in fase di selezione i corsi di sceneggiatura, colorazione digitale, manga, i corsi orientativi (della durata di 5 mesi) legati al media fumetto e i corsi per i più piccini fino all'età di 13 anni, in cui si porgeranno nozioni elementari sui comics per stimolare la fantasia e rafforzare le capacit�à di socializzazione dei bambini.

Gli insegnanti della Scuola, Giuseppe Franzella, disegnatore di Brandon per la Sergio Bonelli Editore, Claudio Stassi (Eura, Pavesio, Avalonia e Avatar, Le Lombard), Marco Sonseri (Dream Colours, Panini Comics, San Paolo Edizioni), Salvo Di Marco (Avalonia, Peo, La gabbianella e il Gatto, Cocco Bill) e Sergio Algozzino (Disney, Panini Comics) terranno le lezioni che si concluderanno a Giugno, per il corso triennale, e a marzo, per il corso di 5 mesi.

Sono previsti interventi del direttore Giuseppe Calzolari e degli insegnanti della Scuola del Fumetto di Milano: Giuseppe Quattrocchi (Esseffe Edizioni), Luciano Regazzoni (Esseffe Edizioni, Xenia), Diego Cajelli (Sergio Bonelli Editore, Esseffe Edizioni, Alta Fedeltà), Alfio Buscaglia (BD edizioni, Xenia) che si avvicenderanno a Palermo nei locali della Scuola insieme ad altri autori e professionisti del settore quali:
Daniela Vetro (Disney, Buena Vista), Enza Fontana (Panini Comics, Image Comics, Eura Editoriale), Marco Failla (Panini Comics Image, Buena Vista), Giovanni Di Gregorio (Buena Vista , Sergio Bonelli Editore), Manlio Mattaliano (Panini Comics, Avalonia, Italycomics e Free-Books), e Marco Rizzo (Alta Fedeltà�, Alien Press e redattore del sito www.comicus.it).

Per informazioni e iscrizioni chiamare:

Scuola del Fumetto di Palermo
Via De Spuches, 6
Tel: 091/582741
www.grafimated.com
grafimated@libero.it

oppure Scuola del Fumetto di Milano
Tel: 02/8356371 – 02/8393267
www.scuoladelfumetto.com
info@scuoladelfumetto.com

17 set 2005

Cartoon School a Latina!

Ecco la prima delle news ufficiali che mi riguardano, per la stagione autunno/inverno 2005/2006! Dal 5 novembre inizierò ufficialmente il mio incarico di docente di sceneggiatura alla Cartoon School di Latina, piccola scuola di fumetto con tanta voglia di crescere, della quale, con grande piacere e onore, anche io entro a fare parte! Io ho sempre amato insegnare e i miei amici, ma soprattutto quelli che sono stati miei alunni, come Rossana Baldanza, lo sanno bene. Si dice sempre che la crisi del fumetto in Italia sia sempre più una crisi di idee, e che sia sempre più difficile entrare nel settore come sceneggiatori che come disegnatori (e il mio amico e guru Giovanni che lavora da poco in Bonelli ne sa qualcosa...). Speriamo quindi di crescere tanti nuovi bravi autori insegnandogli quelle poche cose che so e che ho imparato sulla mia pelle...tanto, nella peggiore delle ipotesi, organizziamo insieme a Quello Sceneggiatore una bella piantagione di canapa indiana!
E se siete curiosi di sapere altro...beh, dovrete aspettare ancora qualche altro giorno! il Matta dalla Città Eterna vi restituisce la linea! Bona to vada.

14 set 2005

Roma nun fa la stupida stasera!

Ahhh, Roma, la città eterna! Lo so, lo so. State pensando che la mia proverbiale logorrea si è dissolta. Ma no, non preoccupatevi. Nei prossimi giorni dovrebbero esserci importanti novità che condividerò con voi. E poi sabato andrò alla notte bianca. Comunque non so voi...ma se c'è una cosa che amo (e odio) di questa città è la metropolitana! Molte volte mi perdo a fissar ela gente, a osservare la varia umanità che la popola a tutte le ore del giorno della notte: dall'operaio slavo all'avvocato che non ama l'auto, dalla casalinga che si carica sacchi e sacchi di spesa per andare a risparmiare chissà dove lonntano da casa sua; studenti e suonatori, modelle e monelli, ragazzini brufolosi e curiosi turisti. Insomma, ci sarebbe da scriverci un libro di storie. Anzi...di Storia. Visto che siamo sempre nella città eterna. E voi non sapete quanti personaggi o caratteri mi ispirano quando scrivo...solo che spesso devo stare attento a non fissare troppo le persone, che in metro tutte abitualmente non guardano nessuno in particolare: verrei scambiato per un borseggiatore che punta una preda, per un maniaco (soprattutto...), per un cretino che vuole attaccare bottone, o peggio ancora. Però cerco di non lasciarmi sfuggire lo stesso nessun particolare... Ci sentiamo al più presto con grandi novità e sulle mie impressioni sulal notte bianca! Aò!

12 set 2005

Ci si vede...



E'andata! Stasera ritorno a Roma, da dove manco da più di un mese. Li mi aspetta parecchio lavoro e i tanti amici che mi sono fatto in questi mesi. Ma certe volte lasciare Palermo...con tutto il gruppo dei fumettari del Gruppo Trinacria....è proprio difficile! Insieme abbiamo costruito a Palermo, e da Palermo, iniziative fino a qualche anno fa insospettabili. Quelli di noi che avevano quel po' di esperienza in più, hanno cresciuto una nuova generazione di bravissimi autori che adesso veleggiano con le loro chine. Tre nomi su tutti: Roberto Di Salvo, il creatore grafico di Avalonia, Gianluca Gugliotta, che adesso lavora con Diego Cajelli per l'Eura, e Rossana Baldanza, che senza battere ciglio esordisce con una serie sua a Lucca: AVATAR. Alle fiere ci muoviamo spesso insieme, in un improbabile incrocio tra la Corazzata Potemkyn (o come cazzo si scrive!) e l'Armata Brancaleone! Ieri sera ci siamo visti al solito posto...il nostro ufficio come lo chiamiamo...il rinomato (ed economico) locale palermitano Agricantus, che ormai ci ospita ininterrottamente ai suoi tavoli da anni! Tutto questo per dirvi anche che dai prossimi giorni vedrete i post rarefarsi (per buona pace di chi viene spesso sul mio blog...) perchè a Roma non ho l'adsl e quindi mi dovrò arrangiare per riuscire ad aggionare il mattapensiero. Cmq venite a trovarmi lo stesso. Quando meno ve l'aspettate, troverete qualche nuova amenità postata... Baciamo le mani!

11 set 2005

Anticipazioni per Lucca (1)



Ebbene si, non potevo resistere. Questa tavola è la prima del numero zero di una mia nuova serie che esordirà a Lucca Comics. E' un progetto ambizioso e a cui tengo molto, ma per il quale sono anche molto cauto e responsabilmente timoroso. Il numero 1 infatti, se tutto va bene, dovrebbe esordire in tutte le edicole dalla primavera del 2006. La mia prima serie da edicola! Insomma..mica bau-bau micio-micio! Non aggiungo nulla perchè è ancora tutto top-secret per ragioni contrattuali, ma gli autori ve li posso anticipare: il sottoscritto ai testi, che non leggerete mai per non avere nessuna anticipazione, ai pennelli il mitico Giuliano Piccininno, e ai colori lo strepitoso Davide Corsi. Gustatevi le lugubri atmosfere...e restate in attesa!! ehehe! Come si dice in questi casi...avrete mie notizie!

Red Army Blues...per non dimenticare.

Oggi volevo parlarvi di tante cose...del nuovo blog di Rossana, di un nuovo progetto che sto portando avanti, del fatto che domani finalmente tornerò a Roma...poi ho visto un telegiornale. Uno qualsiasi, non importa. E mi sono ricordato che oggi cade l'anniversario dell'11 settembre. E ho pensato a questa bellissima canzone dei Waterboys, un gruppo rock irlandese che ho amato moltissimo negli anni 90. E ho pensato di condividerla con voi...che assistete come me alle quotidiane guerre dei ricchi in televisione. Ma soprattutto a quelle che non ci fanno conoscere. Quelle dei poveri. Quelle dove vengono mandati a morire ragazzini. Quelle li. Quelle che fanno così paura alla nostra benpensante mentalità occidentale che preferiamo non conoscere. Quelle, insomma, di cui parlava spesso Enzo Baldoni...

WATERBOYS - RED ARMY BLUES

When I left my home and my family
my mother said to me
Son, it's not how many Germans you kill that counts
It's how many people you set free!
So I packed my bags
brushed my cap
Walked out into the world
seventeen years old
Never kissed a girl
Took the train to Voronezh
that was as far as it would go
Changed my sacks for a uniform
bit my lip against the snow
I prayed for mother Russia
in the summer of '43
And as we drove the Germans back
I really believed
That God was listening to me
We howled into Berlin
tore the smoking buildings down
Raised the red flag high
burnt the reichstag brown
I saw my first American
and he looked a lot like me
He had the same kinda farmer's face
said he'd come from some place called Hazzard, Tennessee
Then the war was over
my discharge papers came
Me and twenty hundred others
went to Stettiner for the train
Kiev! said the commissar
from there your own way home
But I never got to Kiev
we never came by home
Train went north to the Taiga
we were stripped and marched in file
Up the great siberian road
for miles and miles and miles and miles
Dressed in stripes and tatters
in a gulag left to die
All because Comrade Stalin was scared that
we'd become too westernized!
Used to love my country
used to be so young
Used to believe that life was
the best song ever sung
I would have died for my country
in 1945
But now only one thing remains
but now only one thing remains
But now only one thing remains
but now only one thing remains
The brute will to survive!

Mike Scott, London April 1982.
On "A Pagan Place" and "The Whole Of The Moon"

Riporto anche una nota al testo dello stesso autore che vi traduco: "Anni dopo avere pubblicato questa canzone ho ricevuto la lettera di un russo che mi diceva che ogni parola della canzone era la pura verità. Tranne la strofa "It's not how many Germans you kill that counts, it's how many people you set free" (Non importa quanti tedeschi uccidi, ma quanta gente rendi libera). Quell'uomo mi disse: "la gente andava in guerra per uccidere i tedeschi!". Ho capito che, quando scrissi Red Army Blues, ho permesso ai miei ideali di gioventù di distorcere il senso e la realtà della canzone con un velato sentimento pacifista assolutamente fuori luogo. Adesso l'avrei scritta diversamente. Mike Scott"

10 set 2005

E se proprio sei in crisi...naviga sul blog di Steve99!


Ah...che bellezza! Ogni volta che vado sul suo blog scopro nuovi fantastici disegni, come quello che vedete qui a fianco.
E' un omaggio alla serie "Sky Doll", uno dei successi commerciali in Francia degli ultimi anni, creato da due autori italiani che adesso hanno fatto scuola per la loro bravura: Alessandro Barbucci e Barbara Canepa. Steve invece è un ragazzo milanese giovanissimo ma già bravissimo...e infatti ho scoperto che anche lui lavora per la Francia. Tutti i miei migliori in bocca al lupo...perchè sei davvero in gamba! E scusa se mi sono appropriato della tua immagine...ma quando sei in crisi hai bisogno di volare un po' con la fantasia. E non c'entra niente il fatto che ci sia una ragazza discinta nell'immagine...oppure si?!
Cmq adesso vado a nanna, perchè nonostante il caldo umido mi è venuto sonno. Chissà se domani sarò ancora in crisi....

Quando sei in crisi...vattene al cinema!



Io non amo.... Anzi. Non riesco proprio ad andare al cinema da solo. Quindi, entro i prossimi giorni, dovrò trovare qualcuno con cui andare a vedere a Roma (amici...siete in ascolto?!) il nuovo e spero bellissimo film di Miyazaki: "Il Castello Errante di Howl", tratto da un omonimo romanzo inglese (scommetto che questa non la sapevate!!!). Premetto che io non sono un fan assoluto dell'animazione giapponese. Ma ho la giusta dose di curiosità e ammirazione per quel mondo. E per Miyazaki in particolare. Tutto quello che ho visto di lui mi è piaciuto. Alcune cose molto, altre un pò meno. Ma siamo sicuramente su un altro pianeta rispetto all'animazione americana ed europea, sia come sensibilità artistica che come stile di narrazione.

Perchè alla base c'è una differenza sostanziale: da loro l'animazione non ha nessuna ghettizazione rispetto al target. Ci sono cartoni e film d'animazione per bambini...come per adolescenti...e anche per adulti. Non so se andando a vedere questo film mi toccherà assistere alle stesse pietose scene a cui ho assistito durante la Città Incantata: bambini che si lamentavano del film, mentre le mamme, disgustate dalle immagini forti che i cartoni propinano ai bambini, non si opponevano ad andarsene a film cominciato. Certo...la CI non era proprio quello che noi (con la nostra ristretta mentalità formata sui film Disney) siamo abituati a definire un cartone animato per bambini. Infatti non era affatto per bambini. Al massimo per adolescenti avanzati...

Insomma, "Il Castello Errante di Howl" è il mio mattaconsiglio della settimana. Vi saprò dire dopo che l'avrò visto. Au revoir!

09 set 2005

Quando sei in crisi....cerca aiuto!

Oggi è stata una delle mie periodiche giornate no creative. Ingolfato mentalmente da tutte le cose che sto seguendo e facendo contemporaneamente, per non fare torto a nessuna, non ho fatto niente. Tranne rispondere a qualche mail.
Allora sono andato in cerca di aiuto e ispirazione. Così...per vedere che aria tirava sul web. E mi sono imbattuto nel bellissimo sito www.sceneggiatori.com, dove i miei compagni del corso di Sceneggiatura per Fiction che ho frequentato quest'anno in Rai, sono assidui frequentatori.

Riporto quindi un breve paragrafo tratto da un libro di Jean Claude Carrière, inedito in Italia, "Exercice du scenario", e preso a prestito proprio dallo splendido sito sceneggiatori.com.Sono consigli utili non solo a chi è alle prime armi con la scrittura cinematografica...ma anche a chi, come me, ci lavora ogni giorno e ogni tanto si lascia distrarre dal cercare l'ispirazione, senza mettersi davanti un bello specchietto di cose che servono e che fanno sempre e comunque andare avanti una storia.

QUALCHE CONSIGLIO PUO' SEMPRE SERVIRE

Eccone qualcuno a caso:
- dare ai personaggi un'occasione. Non condannarli in anticipo, come nel melodramma, non renderli più scuri o più chiari in maniera artificiosa. Per i ruoli secondari, pensare di dare ad ognuno il "suo momento" nel film, la scena dove si esprimerà a pieno, dove andrà in fondo a se stesso. L'attore e gli spettatori ne saranno ugualmente soddisfatti.

- coltivare con discrezione l'ambiguità, e anche le sfumature. Sapere che la regia e l'interpretazione - uno sguardo qui, un gesto là - diranno più delle frasi stesse, e in ogni caso lo diranno diversamente. I bei personaggi procedono sempre in una zona di incertezza. La loro azione non è predefinita in anticipo. Può accadere di tutto. E quello che accade sul loro volto o sul loro corpo sarà interpretato in una maniera personale, ogni volta differente, dagli spettatori. Ognuno di loro, ogni volta, completa, perfeziona, a suo modo, il personaggio.

- non temere di partire da un cliché, da una situazione conosciuta. Lavorandoci sopra si arriverà all'originalità, poco a poco. Tant'è che cercando ad ogni costo una situazione di partenza assolutamente originale, stupefacente, la si rigetterà a poco a poco, la si addolcirà, la si arrotonderà, per terminare piattamente sul convenzionale. Ricordarsi la frase di Hitchcock "è meglio partire da un cliché che arrivarci" ed anche qualche celebre citazione "tutto quello che non appartiene alla tradizione è plagio" (Eugenio d'Ors), e "l'originalità è il ritorno all'origine" (Antonio Gaudì).

- tenere a mente ad ogni istante la sacrosanta regola "non annunciare quello che si deve vedere. Non raccontare quello che si è visto".

- sapere che la frase appena scritta ha conosciuto notevoli eccezioni. In Persona di Bergman, Bibi Andersson racconta a Liv Ullmann una storia che dura otto minuti. Non lascia l'inquadratura un solo istante. Dopo di che l'ascoltiamo parola per parola, ma questa volta sul viso di Liv Ullmann. Interpellato, Bergmann ha risposto che era ricorso ad un montaggio classico, un po' sull'una e un po' sull'altra. Ma questo non funzionava, non andava bene. Allora guardò i due racconti l'uno dopo l'altro dicendo (ed è vero) "una storia raccontata non è la stessa di una ascoltata".

- ripetersi che la letteratura è il nemico numero uno, che ogni sortita letteraria avvelenerà il regista, che non saprà come trasporla. Sacrificare le belle frasi, le belle idee.

- sapere che un dialogo breve obbliga il regista ad avere immaginazione.

- immaginare immagini compatte, belle e ricche, immagini emblematiche, ognuna delle quali sembra contenere il film intero. Cercare in ogni scena questa immagine centrale e costruirci intorno la scena. Fare intervenire dopo il dialogo - a meno che il centro della scena non sia proprio una parola o un effetto sonoro.

- scrivere nel tempo cinematografico, che non è il tempo teatrale né quello romanzesco. Sapere che niente è più facile che scrivere in un romanzo l'indomani mattina. Niente è più difficile che mostrare in un film che siamo nel giorno successivo e che è mattina.

- sapere che la celebre psicologia - vicina alla tipologia e alla caratterologia - è una disciplina arbitraria, da cui la verità apparente dipende da ognuno di noi. I caratteri più veri sono imprevedibili - e pertanto logici. Preferire alla logica psicologica il rigore della costruzione drammatica. Sapere che ogni azione rivela qualcosa, che non siamo più nel teatro borghese del XIX secolo, dove le reazioni del personaggio erano conosciute ancor prima della sua entrata in scena. Il cinema è come un uomo a cavallo che arriva in una cittadina del West, e noi non sappiamo niente di lui. Si va definendo poco a poco, dai gesti, dagli sguardi.

- tenere bene a mente un solo elemento teorico: ogni accadimento drammatico, per essere veramente soddisfacente, deve essere inatteso e inevitabile. Barcamenarsi come si può in questa ammirevole contraddizione.

- non dimenticare mai il suono, non considerarlo come un accessorio. Si costruisce la traccia sonora di un film nella sceneggiatura. È bene, quando si crede che la sceneggiatura sia finita, fare una lettura minuziosa seguendo solo il suono, provando a sentire già il film. Anche qui si possono trovare ripetizioni, lungaggini, come in un racconto, ed anche il vuoto, l'assenza, una povertà manifesta.

- prevedere sempre un ultimo lavoro sulla sceneggiatura insieme al regista nella settimana che precede le riprese, quando la scenografia è pronta e gli attori ingaggiati. Il film comincia a precisarsi, ad apparire. È stupefacente vedere i cambiamenti importanti che d'un tratto sembrano necessari a qualche ora dalle riprese.

- ripetere tre volte ad alta voce ogni mattina questa citazione di Céchov (dalle sue Carnets des notes) "la cosa migliore è evitare la descrizione di uno stato d'animo. Bisogna provare a renderla comprensibile dalle azioni dell'eroe".

08 set 2005

Polemiche al fulmicotone su NerosuBianco!

Dovete sapere che una volta ho incontrato uno sceneggiatore di Nathan Never che mi disse che tra lo scegliere di fare fumetti e andare a coltivare una piantagione di banane in Bolivia...è molto meglio la seconda! Questo per dire che questo mestiere (come tutti quelli creativi, credo) si sceglie solo se si sente quell'insopprimibile spinta interiore che, nonostante le porte in faccia, ti fa andare avanti, deprimendoti per poco magari, ma poi facendoti rialzare, proprio come un pugile che per quanto gliele suonano non si arrende ("Non mi fai male! Non mi fai male!", Rocky). E ringrazio Diego per il felice paragone inventato da lui.

Ieri scopro che un mio blogmate (Claudio...link sul titolo) è stato oggetto di una discussione piuttosto accesa con uno sceneggiatore di una casa editrice per cui ha lavorato. Accidenti...se se ne sono dette! Il tutto partendo da un'affermazione piuttosto incisiva di Claudio stesso, sul fatto che ha avuto la fortuna di andare a lavorare in Francia...dove il rispetto con cui ti trattano è solo paragonabile a quanto ti pagano, e non potendosi ovviamente non lamentare delle condizioni da fame con cui molti editori italiani (esclusi i soliti noti Bonelli e Disney) ti fanno lavorare. Tra cui anche quello in oggetto nella discussione. Non entro nel merito perchè sono andati sul personale...ma tiro qualche conclusione. Spero solo che questo post lo legga chi, magari, di fumetti capisce ben poco.

Il mondo del fumetto è un mondo bastardo. Ti sacrifichi una vita per cercare di guadagnare abbastanza per poter dire alla tua fidanzata (e magari futura moglie!) che quest'estate si parte, che ci possiamo permettere la macchina nuova, che per il mutuo non c'è problema, ma non ti puoi mai sentire sicuro di dove sei arrivato perchèoggi si lavora. Domani inspiegabilmente no. Claudio si sta facendo il mazzo quadrato da quando lo conosco (4 anni ormai); le ha provate tutte. Una serie di delusioni, ma soprattutto la sufficienza di molti editori che prima lo invitavano a farsi avanti, per poi non dire un "no, non mi interessa, mi dispiace". Solo il silenzio. Ma lui ha le spalle larghe...perchè ci crede dannatamente in questo mestiere. Ci crede come un pugile che si fa spaccare tutte le ossa della faccia ma non si arrende. E guarda che gli va a capitare. Solo perchè nel suo blog esprime la sua personale opinione su una situazione di mercato abbastanza oggettiva....

Dovete sapere che di recente ho sentito di nuovo quello sceneggiatore. Era stupito che non avessi ascoltato i suoi consigli e che non avessi aperto la piantagione di banane. E io gli ho detto che anche grazie a lui adesso sto facendo, più o meno, lo sceneggiatore. Come dire...tuttto quello che non ti uccide ti rende più forte. E io mi sento ora, nonostante le tranvate subite negli anni, molto più determinato di quando non ho cominciato. E anche Claudio. E se qualcuno mi chiedesse..."Ma non sei dispiaciuto per quello che è successo?!" risponderei con la frase votata dall' AFI come la migliore nella storia dei primi cento anni di cinema...."FRANKLY, MY DEAR, I DON'T GIVE A DAMN!" Che possiamo tradurre (non ricordando la battuta precisa dal film): "Francamente cara...me ne infischio!". Buonanotte.

07 set 2005

A proposito di Jessica Alba...



A proposito di Jessica Alba, di cui avevo parlato a proposito di Wonder Woman, sperimento tutte le nuove scoperte su come fare link, usando da oggi Mozilla al posto di Safari come browser. Il titolo è linkato, la foto è linkata, Jessica Alba è linkata. Insomma, sto diventando un hacker.
Cmq, per non sembrare un netnerds che passa le sue ore a cercare donnine e sperimentare nuove cose, uso il volto di Nancy per ricordarvi di vedere assolutamente SIN CITY se non l'avete ancora visto: è un film spettacolare, con una fotografia da paura, e un'insospettabile performances di Mickey Rourke nei panni del più famoso antieroe mileriano di Sin City: Marv!
L'immagine è il solito banale trucco per fare aumentare gli accessi...ehehe ;-)

Accura alla Belladonna! (post maschilista)



Altri nomi: ciliegia della pazzia, solatro furioso

Famiglia: Solanaceae.
Giacimento (Habitat): raramente esistente, in boschi e paesaggi coltivati.
Aspetto: Cespuglioso, fetida e vischiosa, foglie ovate. Frutti a bacca, lucidi e neri, sferici con un persistente calice a cinque lobi.

Principi attivi: Alcaloide, principalmente atropina, josciamina, scopolamina.
Commento: assicurarsi sempre della classificazione della pianta, viene usata come stupefacente

Pericolosità tramite: frutto.
Principalmente mangiato: frutto.
Periodo: luglio-novembre.

Valutazione: notevole pericolosità
Subito: portare rapidamente dal medico e assicurarsi della classificazione della pianta

Sintomi:
Siccità della pelle e della bocca, pupille dilatate (Midriasi), tachicardia, nausea, vomito,disturbi gastrointestinali fino all'atonia, alti stati di eccitazioni psichiche, allucinazioni, in fasi successiva turbamenti della coscienza, raramente crampi. Sintomi d'intossicazione possono avvenire in tempo differito.

Terapia:
Domestica: nessuna, ma assicurarsi della classificazione della pianta.

In caso di consumo di parti della pianta:
Medica: Ipecacuanha, dopo il vomito: Carbone (Ultracarbon(R)), controllo.

In casi di eccezionale gravità procedere sempre con la richiesta allo specialista
In caso di una sintomatica grave e identificabile "anticholinerger": "Physostigminalicylat".

Anche Bond sbaglia. Figuriamoci io...


Vignettina carina trovata casualmente sul web. E visto che ne è protagonista uno dei miei personaggi preferiti, 007, è ancora meglio. Tutto questo per dirvi che mi cospargo il capo di cenere. Rileggendo alcuni post ho visto ignobili errori di ortografia, per sviste di battitura. Mi faccio anche un pò schifo, visto che dico di fare lo sceneggiatore, cioè in teoria uno che con le parole ci lavora...comunque: tipo fioretto (mai fatti) del catechismo (mai frequentato) da oggi cercherò di rileggere i post e scovare gli erroracci prima di pubblicarli...
Parola di boyscout (mai fatto neanche quello!)

06 set 2005

Avalonia special preview!

Ecco a voi la strepitosa cover del primo numero di Avalonia Special! Il primo di una minserie di 3 albi, a colori e in formato A4, edita da Salvatore Taormina e in uscita a Lucca Comics! Un albo di cui sono particolarmente orgoglioso...ma della cover ancora di più! Un tripudio, opera di Claudio Stassi (ai disegni e ai colori a mano) e Sergio Algozzino (al ritocco digitale)!



ps: adesso si dovrebbe vedere....

Mazinganostalgia


Un titolo preso a prestito dal bel libro di Marco Pellitteri sulla "Goldrake generation" (che consiglio caldamente...) e vi lascio sognare con delle parole che da sempre risuonano nelle nostre orecchie.
Dopo aver scritto quelle righe sui cartoni moderni mi sono depresso e quindi ho pensato a tutti i miei amici coetanei della generazione dei robottoni....

Mazinga Z

Quando udrai
Un fragor
A mille decibel
Su dal ciel
Piomberà
Mazinga
Veloce e distruttore come un lampo
Non dà scampo
Odia la paura
Non conosce la pietà.
Altolà
Falsità
Fermati malvagità
Su di voi
Avvoltoi
C'è Mazinga
C'è Mazinga Sì!!
Con gli occhi può incendiare
Un'astronave che va!
Quando tu
Soffrirai
Sotto la schiavitù
Su dal ciel
Piomberà
Mazinga.
Col cuore fermo
Nell'immenso vuoto
Va contro l'ignoto
Se lassù lo incontrerà.
Ama la verità
Gli oppressi difenderà
Per la tua libertà
C'è Mazinga.
Mazinga Z
Mazinga Z
Mazinga Z
Mazinga

Di cartoni, pterodattili, libri e occhiverdi...



Buongiorno a tutti. Oggi mi sono svegliato con tanti buoni propositi per la giornata e prima di cominciare vi lascio alcune riflessioni carine che ho fatto. Poi arriviamo alla copertina, che sembra male che parlo solo dei libri dei miei amici.

La prima: ieri è cominciata la maratona Anime su MTV. Quella di pomeriggio me la sono persa, ma quella di sera l'ho "vista" (si fa per dire!). Non c'era un cartone, dico uno, che non fosse la solita stronzata di ragazzini con gli occhioni che piangono che picchiano con spadone più grosse di loro e si impacciano come deficienti appena arriva una persona dell'altro sesso!!!! Per giunta erano tutti primi episodi e tutti in giapponese!!! Io odio il giapponese!!! Sergio millantava cose fantastiche, tipo la nuova serie di Harlock, ma niente in vista! Aspetteremo e vedremo. Ma credo di aver capito che saranno tutte prime puntate per vedere se qualcuna va bene, e poi tradurle e programmarle...

La seconda riflessione è un pensiero da Settimana Enigmistica. "Lo sapevate che"....chi lascia commenti nei blog deve decifrare "il verso di uno pterodattilo a cui va l'acqua di traverso" (cito testuale il grande sceneggiatore Giovanni Di Gregorio)?! Effettivamente non mi ero mai reso conto di come certe volte (con certi caratteri soprattutto) è veramente difficile leggere quegli sgorbi...che sembrano profezie della Pizia!

La terza è la copertina. Quest'estate ho letto credo sei libri. Uno di quelli è questo. E lo dico a GianM e agli altri amici appassionati di giallo e noir. E' un romanzo fantastico, un thriller crudo, che a volte sfiora l'horror, ci sono tracce di mistery (gli ufo nazisti), e una storia d'amore appassionata e disperata. Ti lascia l'amaro in bocca e soprattutto ti fa venire voglia di leggerne il seguito (è il primo tomo di una quadrilogia!!!). Mitico Nerozzi!

La quarta è "occhiverdi". Un pensiero a GianF che mi lascia tracce nel blogghe! Ci vediamo presto!

05 set 2005

Vecio Wonder


Ah, oggi sono stato bravo. Ho cercato di lavorare, anche se ogni tot buttavo un occhio a internet, e non vi ho inondato di messaggi. Avevo pensato a tante cose da scrivere. Su Mazinga, su Lupin, su OO7, ma poi mi rimettevo a lavorare e amen.
Cmq non disperate. Sono argomenti nel cassetto che prima o poi affronterò.
Voglio concludere la giornata con questa cosina carina che ho trovato sul blog del "vecio della montagna", che vi consiglio caldamente di visitare perchè più o meno ogni giorno quell'uomo (amico di Giuliano, ovviamente) riesce a fare una striscia nuova...ed è sempre divertente!!! Questa è un omaggio a Wonder City, di cui tanto si parla ormai (ma aspettate ottobre e poi...), per la quale anche il nostro Stassi ha fatto un disegno strepitoso che trovate al solito blog...

nero su bianco

...una delle altre amiche di WW!



Non vi avevo detto che ci sarei ritornato?! Infatti, sorpresa-sorpresa, è apparso il calendario di settembre 2005!
Prometto che i primi due che mi dicono chi è (non il nome, è chiaro) questo personaggio vincono una copia di un numero qualunque di Avalonia prima serie che gli manca! Ahhh...che bello! Mi sento ai tempi del Marvel no-prize!

Tutt'a un tratto...il libro di Sergio!



Parliamo di fumetto. Anzi...di Fumetto. Credo sia già abbastanza difficile scrivere dei buoni fumetti. Forse è ancora più difficle scrivere dei buoni saggi sul fumetto. Si rischia nel primo e nel secondo caso di cadere nel già visto, nella sterile ripetizione, in analisi qualunquiste o estremamente personali che in nessun caso aggiungono qualcosa al già detto o al già fatto. Beh, Sergio c'è riuscito. A fare entrambe le cose intendo. Fa buoni fumetti (e le cover della serie Avatar di cui vi parlerò parlano da sole...) ma è riuscito a scrivere anche un buon saggio sul fumetto. Anzi. Un saggio sull'evoluzione del tratto nel fumetto. Un excursus dalle origini che non incensa i grandi maestri e dice quanto sono bravi. Anzi, spesso lascia spazio ad autori diciamo secondari, che hanno fatto proprio un segno, un'evoluzione del tratto fumettistico e che, magari, solo altri ben più famosi hanno portato a compimento e fatto diventare uno standard. Una lettura molto piacevole anche per chi non è appassionato, ma solo curioso. Si legge bene, è divertente, e vi rinfresca le idee su cosa sia il fumetto.
Da leggere a tutte le ore del giorno, non ha controindicazioni. Ah! Segnalato nella shortlist del Premio Fossati. Mica cotiche!

http://www.zainoblog.splinder.com/



Non ci posso credere! Anche il Faillone ha il suo blog! Io lo metto subito nei links! La mania del blog contagia il mondo!
Ho scelto un disegno di Marco che credo rispecchi la sua enorme abilità tecnica, e anche un pò il suo gusto dethguttural...

Due parole su Enzo Baldoni scritte da Trudeau.



Ecco: cercavo un'immagine da mettere nei precedenti post, ma non me la sentivo di mettere una sua foto. Indelicato.
Non sono un'agenzia di stampa e non sono nessuno, in fondo. Poi ho trovato questa. La copertina del numero di Linus dedicato a lui, con un disegno originale in copertina di Garry Trudeau in sua memoria. Commovente, come lo sono sempre le cose più semplici dette con partecipazione. Era la cosa più vicina forse alle spirito di questo blog, che di fumetti parla e straparla. Ma che vorrebbe parlare e straparlare anche di cose più serie, ogni tanto...

Due parole su Enzo Baldoni scritte da me.

Ho visto sul sito di Comicus l'accorato ricordo a firma di molti autori di fumetto italiani, e anche io ho voluto prendere la palla al balzo per scrivere un mio pensiero su di lui. E Marco Rizzo mi perdoni se lo metto nel mio blog invece che su Comicus, come gli avevo promesso un pò di tempo fa.

Io Baldoni lo conoscevo. Professionalmente parlando, s'intende. Anche io ho lavorato in pubblicità, per cinque lunghi anni. E lui, insieme a pochi altri, era davvero uno dei miei punti di riferimento. Quando in agenzia si faceva una campagna io dicevo sempre: "Facciamo una cosa stile Balene!". Poi, ma solo dopo, ho scoperto che quest'uomo era molto più vicino a me di quanto non credessi: i fumetti tra le sue grandi passioni (come molti pubblicitari), traduttore di Corto Maltese, di Linus e di altre cose. Quello che ha portato la striscia di Donnesbury in Italia. Inutile dire che quando ho visto al telegiornale la notizia (un anno fa, ormai) del suo rapimento prima, e della sua morte poi sono rimasto davvero sconvolto. No. Sconvolto non è la parola esatta. Schifato. Ecco, schifato è meglio. Quando seppi che era stato ucciso, con un nodo in gola dissi a me stesso: "Ma perchè proprio lui, cazzo?! Ne liberano e pagano per decine di ostaggi e invece lui...".

Non amo essere retorico e non riesco a esserlo neanche troppo quando scrivo così di getto. Da quando ho cominciato a leggere quello che scriveva nei suoi diari di guerra, nel suo sito, l'ho cominciato ad ammirare. Più di quanto già no lo facessi. Diciamocelo pure: il fumettista non è solo un mestiere pigro...è anche un po' vile. Tranquillo nella tua stanzetta, te ne frega ben poco (o comunque ti sfiora solo sottilmente la coscienza...) di quello che succede fuori dalla finestra. Beh, io mi sono sentito un pò così. Scrivo fumetti. Faccio intrattenimento. Ma cosa faccio...non dico per cambiare, ma almeno per aiutare questo schifo di mondo in cui viviamo?! Un cazzo. Speriamo sempre che ci sia qualcuno migliore di noi che faccia qualcosa. E quando qualcuno di questi uomini migliori ci lascia pure la vita, come la mettiamo?!
Mi vado a fare un drink con Marco Rizzo e gli dirò che ho scritto queste righe. E poi me ne faccio un altro per cercare di dimenticare quanto siamo bravi a parlare e scrivere ma non a fare, noi fumettisti. E poi mi darò due schiaffi...

Due parole su Enzo Baldoni scritte da lui stesso.

"Supera il quintale, è alto 1 metro e 86 e le sue cinture vanno dal 110 in su: Enzo Baldoni è certamente uno dei creativi più grossi d'Italia (forse d'Europa). Viene da esperienze molto formative: dopo aver fatto il muratore in Belgio, lo scaricatore alle Halles, il fotografo di nera a Sesto San Giovanni, il professore di ginnastica, l'interprete e il tecnico di laboratorio chimico, un incontro con Emanuele Pirella gli fa capire che fare il copy è meglio che lavorare. Il suo maestro è Pino Pilla, il suo primo art è Fritz Tschirren, il secondo Franco Moretti, il terzo Maurizio Dal Borgo: con quest'ultimo ha fondato il gruppo creativo leader in Italia: "Le Balene colpiscono ancora."
(tratto dalla presentazione del sito www.lebalene.it, il gruppo creativo guidato da Enzo Baldoni)

"Non c'è niente da fare: quando uno è ficcanaso, è ficcanaso. E' insopprimibilmente curioso, gli interessano i lebbrosi, quelli che vivono nelle fogne, i guerriglieri. E poi non gli basta fare il pubblicitario, deve occuparsi anche di critica di fumetti, di traduzioni, di temi civili e perfino di robbe un sacco zen. Ma soprattutto di ficcare il naso dove i governi non vorrebbero: dal Chiapas alle fogne di Bucarest, dallo sterminio dei Karen birmani ai massacri di Timor Est, dal lebbrosario di Kalaupapa ai dissidenti cubani fino alle montagne della Colombia dove si annida il più potente esercito guerrigliero del mondo: le FARC"
(tratto dalla presentazione del sito www.lebalene.it/enzo, il diario on-line di Enzo Baldoni)

Guardiamo al wonderfuturo!



Ma quante cose belle e carine si vedono su internet! Solo che senza blog come cacchio facevo a condividerle?!
Cmq, quest'immagine è un'imperdibile capo d'abbigliamento che spero alcune nostre amiche (come Cecilia...) non si faranno scappare. Costerà una barca di dollari, ma visto come è riprodotta male l'immagine nulla vieta che uno se lo possa fare in casa.


Questa invece è la prima immagine teaser del film (?) di Wonder Woman (dicono...), che a quanto leggo sarà scritto da Joss Whedon, l'autore di Buffy, che ha dimostrato di saper gestire i personaggi femminili. Ma in televisione e sui fumetti, dico io! I film dei supereroi sono già difficili da fare quando i protagonisti sono maschili. E poi il pubblico di questi film sarà almeno al 95% maschile, quindi c'è una forte immedesimazione. Ma con un personaggio femminile? Del calibro di WW per giunta? Cioé, mica bau bau micio micio: si parla della prima supereoina della storia del fumetto moderno! Poi ripenso ad Elektra...e sento che uno dei miei miti verrà distrutto dalla celluloide, lasciando alle generazioni future il ricordo ridicolo di un personaggio che ridicolo non ha proprio nulla. Anzi, è come Supes e Bats e come tutti gli eroi Dc: si prende dannatamente sul serio!
Comunque....staremo a vedere. Spero solo che non ci mettano Jessica Alba...

Wonder nostalgia



Purtroppo quando sento la parola Wonder Woman si accende anche il file dei ricordi: la famosa, naif, e indimenticabile serie per la televisione che tutti noi abbiamo visto, con quel mito di donna che era Linda Carter...e che nel nostro immaginario maschile era accompagnata forse solo da Daisy Duke di Hazzard, da Margot di Lupin, e da poche altre. Se cercate sul web troverete migliaia di sue foto...ma per lasciarla nella memoria di questo sito ho scelto questa! Spero vi piaccia!

04 set 2005

Edizioni Bertuccia



Sono davvero molto contento di poter fare un pò di pubblicità a questi ragazzi delle Edizioni Bertuccia. Li ho conosciuti quest'estate, durante un seminario che ho fatto alla Scuola Internazionale di Comics di Roma, dove sono tutti allievi.
Sono in gamba, sono organizzati e si danno da fare. Dal sito traspare un continuo inventarsi, e questo mi piace. Spero che le nostre strade professionali si incroceranno, prima o poi. Intanto sono proprio curioso di vedere questa Maya....che mi sembra che abbia tutte le carte in regola per essere qualcosa di carino. Ci becchiamo in capitale, silvano! Aloha!

Tutti al mare!



Sapete che vi dico?! E' domenica. C'è un sole che spacca le pietre. In vacanza mi sono beccato solo brutto tempo. Adesso, tornato in città dovrei scrivere un sacco di cose. E io invece sapete che faccio? Me ne fotto (come dissero in quel celebre film di cui non rammento titolo, regista, attore, etc)! E me ne vado tre ore al mare a riposarmi la schiena (che stare seduto 10 ore al mac, dopo il mio bel colpo della strega non mi fa proprio bene...), a finire di abbronzarmi sennò le mie amiche romane pensano che il mito del sole siciliano è solo una bufala pubblicitaria, e a mangiarmi una bella "brioscia col gelato!"

Ps: lo so, Snoopy non c'entra un cazzo! Ma non volevo lasciarvi senza la solita immagine che fa tanto blogghe...

Wonder Woman e le altre...




Ma come facevamo quando i blog non c'erano?! Decido di smettere di scrivere perchè voglio cambiare il desktop con un'immagine di Wonder Woman, una delle mie eroine dei fumetti preferite in assoluto. Digito su Google e cosa ti becco?! Questo fantastico sito argentino di fumetti che ha in archivio un bel pò di wallpaper...con le più famose eroine scollacciate!!!
Peccato solo che molti fanno riferimento a mesi passati...che aspettano ad aggiungere quelli per i restanti mesi del 2005?!
Comunque grazie alla tecnologia (infatti questo non il posto originale di ieri) sono riuscito anche a capire come linkare le immagini ai rispettivi siti. Quindi cliccate e scaricatevi il vostro mese preferito... Io da parte mia ho trovato quello che cercavo (a parte questo) e mi sono messo una bella immagine di WW in versione animated series. Però quasi quasi domani ci torno...

...a proposito di maestri!



...anche se, per sdrammatizzare, devo aggiungere che è stato un mio maestro, ma forse lui neanche lo sa, anche questo tizio qua accanto con la pistola che risponde (quando lo fa) al nome di Diego Cajelli. Molto di quello che so l'ho imparato sul suo libro "Scrivere Fumetti", il resto l'ho copiato dalle sue sceneggiature (ma no, scherzo!). So che è stato a Cuba in vacanza. Porca zozza, che racconti! Leggete due righe sul suo blog (vedi sempre colonna dei liks) e salutatemelo!

ps: aspetto con ansia le tue storie disegnate da Giuliano....

The Spirit Will never pass away!



Volevo condividere con voi quest'omaggio a Will Eisner che ho pubblicato su un quotidiano di Latina, Il Territorio, realizzato da due miei amici disegnatori romani, Alessandro Scoccia e Tiziana Trimboli. E' passato qualche mese ormai e non se ne palrla più di tanto, ma visto che questa tavola l'avranno vista solo i pochi lettori del giornale, beh, mi sembrava giusto condividerla. L'ho scritta di getto praticamente due giorni dopo che ho saputo che il maestro se n'era andato.
E' stato un maestro per tutti noi....sia disegnatori che sceneggiatori. Ha fatto la storia del fumetto, sia con i suoi lavori che con la consapevolezza di farli. Ma di questo ve ne parlerà più approfonditamente Sergio Algozzino....

A Giuliano, o' Piccininno!



Scelgo quella che penso sia una sua autocaricatura perchè oggi pomeriggio volevo parlarvi di lui, adesso disegnatore di Dampyr ma negli anni insospettabile autore di tutto: dai Masters of the Universe ad Arthur King, da Tiramolla ad Alan Ford.
Mi credete se vi dico che ci conosciamo telefonicamente da quasi quattro anni ma non ci siamo mai visti in faccia?!
Porca miseria, uno che non lo conosce non lo capisce subito, ma è uno degli artisti più eclettici e interessanti del panorama italiano. A lui non interessa essere visto e riconosciuto dai tanti...no. A lui interessa fare ancora le cose che gli piacciono, che lo divertono, anche a costo magari di "starci stretto". Per questo forse siamo entrati subito in sintonia...
Conosce tutti! E quando dico tutti, intendo proprio tutti. Non so quanti autori sono suoi amici e sono cresciuti insieme a lui...quante ne hanno combinate insieme che noi neanche ce l'immaginiamo! Per quanti editori ha lavorato e fatto lavorare amici e colleghi (grazie a lui, ad esempio, io sono entrato su Prezzemolo)! Quanti omaggi, disegni e illustrazioni ha distribuito per il mondo (scopro solo oggi che ha disegnato un biglietto di Buon Natale per il sito ufficiale delle Orme!)
E' un grande! Ed è anche il creatore grafico di una serie scritta da me che uscira a Lucca. Non dico niente per scaramanzia, ma vi terrò aggiornati! Vai così Giuliano che il mondo lo conquistiamo davvero!

Ma che Maraviglia! E' tornato Giulio!




Con questo oggi la faccio finita, prometto. Sarà che i miei cinque anni da pubblicitario hanno lasciato un segno, ma non riesco proprio a non fare "consigli per gli acquisti". Sia chiaro, parlo e parlo bene solo di quello che mi piace veramente. E scoprire che c'è una casa editrice attenta a recuperare questi gioiellini del fumetto italiano mi fa molto piacere (ciao Andrea!).

'Sta prosopopea per dire che torna in fumetteria in versione deluxe il capolavoro di Bilotta e Giandomenico (ciao ad entrambi!) Giulio Maraviglia inventore. Poi diciamo che c'è la crisi del fumetto. No, cazzo. C'è la crisi del buon fumetto. Tutti comprano porcate più o meno solenni e tanti piccoli gioiellini come questo magari non riescono neanche ad andare in pareggio. Meno male che ci sono editori coraggiosi che ancora scommettono sulle nuove idee! E meno male che alcune di queste sono anche mie, diavoli dell'inferno! (Sia chiaro...nulla al livello di Giulio Maraviglia: l'ho detto solo per scuotere gli animi, non per autocelebrazione!)

Ritornano dal passato.



Chi mi frequenta da qualche anno, sa bene che io sono un fan sfegatato (critico si, ma sfegatato comunque) di Martin Mystere. Si parla da tanto in Italia della crisi del fumetto Bonelli, ma credo che purtroppo sia una crisi generazionale di formato e di target, perchè le cose stanno proprio così: Bonelli, con i suoi lettori in media ultratrentenni crolla, e Disney, con i vari Monster Allergy e Witch veleggia alla grande.
Ed è proprio per combattere questa crisi che Castelli, geniale come sempre, propone un'iniezione di vitamine al suo personaggio più famoso, convincendo Bonelli a passarlo bimestrale a 164 pagine. Beh, che dire.
Io il primo numero del nuovo corso l'ho adorato! Mi è piaciuto moltissimo, la storia è bella e ha un colpo di scena fantastico.
C'è Atlantide, c'è Orloff, c'è un riferimento al primo numero, del lontano aprile 1982, di cui questa storia vorrebbe essere una sorta di chiusura ideale. Certo, è verboso è didascalico come e più di tanti altri fumetti italiani: ma qui non potete lamentarvi più di tanto. E' la caratteristica del personaggio e della serie. Spero che il BVZM possa risalire la china e durare altri vent'anni...in fondo anche io faccio parte di quella categoria di lettori trentenni.
Certamente sono critico verso molte serie, sia chiaro. E lo sono stato per anni anche con MM (in quasi due anni e mezzo di numeri ne avrò letti con interesse una decina). Ma proprio perchè lo adoro (e un giorno, da sceneggiatore, vi dirò cosa penso sulla genialità di questo personaggio tanto attaccato a tutti gli stereotipi del fumetto popolare da riuscirne a uscire ed entrare con disinvoltura senza apparire mai ridicolo!) vi dico di comprarlo. Adesso in edicola trovate già il 280. Ma non ho trovato sul web la cover....

03 set 2005

Zorry Kid




Qualcuno se lo ricorda?! E' un personaggio di Jacovitti non famoso come Cocco Bill o come Cip e Zagar, ma altrettanto, se non più divertente. Parodia dichiarata di Zorro, si allontana dal genere parodistico con una vena creativa tutta sua, nel più tipico stile jacovittiano. Perchè ve ne parlo?! Perchè sto rileggendo i miei vecchi volumi e mi convinco sempre di più che il patrimonio fumettistico ormai quasi dimenticato dei nostri gloriosi anni 70 dovrebbe essere recuperato dalle nuove generazioni. E poi perchè bolle in pentola qualcosa...ma è presto per parlarne.
Un pensiero quindi anche alla Compagnia della Forca, edita da Panini, piccolo misconosciuto capolavoro del grande Magnus, e all'immortale Ken Parker, il più bel fumetto italiano popolare che sia mai stato pubblicato.
Leggete queste cose, per favore. Non soltanto Vagabond, Ultimates, e altre recenti amenità che, sia chiaro, leggo anche io. Ma tutto il meglio noi ce lo siamo lasciato alle spalle. Sempre per la serie "conoscere e ricordare".....

War helmets




Non riesco a resistere. Lo sapete qual'è la collezione più affascinante che io conosca?! Quella degli elmetti da guerra. L'ho scoperta proprio di recente a Roma. Un mio collega, Maurizio, ne ha pieno lo studio. Dietro ogni casco c'è la storia di un uomo e anche un pò di Storia con la S maiuscola. Non sempre è chiaro, si può risalire a chi l'abbia indossato, ma vi posso assicurare che indossarne uno (meglio quando il padrone della collezione non vi vede...sono molto delicati, soprattutto le parti in cuio che ancora resistono) è come fare un piccolo salto nel tempo. Basta decidere da che parte stare....perchè puoi trovarne delle SS come dell'Afrika Corps italiano, dei Marines come degli inglesi.

Ovviamente non devi per forza essere un fanatico militarista per fare una collezione del genere. Maurizio, per esempio, è l'esatto contrario. Condanna la guerra senza mezzi termini. Conoscere e ricordare sono le uniche cose che ci potrebbero aiutare a non ricadere negli errori del passato. Ma vedo che sempre meno persone sono abituare a conoscere e ricordare...al massimo conoscono l'ultimo modello di macchina sportiva e ricordano il risultato della loro squadra del cuore. Mah!

Neverwhere. Nessundove se preferite.



Sono caduto ancora nella trappola!
Non volevo scrivere fino a stasera e invece cosa rivedo negli scaffali dela mia libreria?! Il libro che mi è piaciuto di più quest'estate. Un romanzo di Neil Gaiman (che non lo conosce dia una testata allo spigolo della Porta del salone...) precedente ad American Gods, altro vero capolavoro, ma forse anche più affascinante e visionario.
Non sto qui a raccontarvi la trama ma di una cosa sono sicuro. Neil Gaiman, che in Inghilterra e in America ha un enorme successo anche come romanziere, qui da noi tarda a decollare. E perché?! Perchè le sue storie sono sempre così fantastiche e oniriche che il pubblico italico non si identifica?! Boh? Io effettivamente vedo le classifiche e trionfano solo successi annunciati e plurisbandierati, come il Codice da Vinci, gialli vari da Camilleri a scendere, oppure libri di barzellette e barzellettieri, amenità amorose spacciate per grandi saghi commoventi, e poi...e poi basta, cazzo!
Beh, rifatevi gli occhi: accendete la spina della fantasia e lasciatevi trasportare nella Londra Sotto di Neverwhere.
E per chi volesse leggerlo aspetto commenti sul perchè ho scritto Porta con la Maiuscola...
In regalo un Bel Niente. Che è sempre meglio di Niente. eheheh

Ps. Edito da Fanucci. Grande casa editrice nella quale sto scoprendo tanti piccoli capolavori...ma io sono un pò avvantagiato perchè a Roma c'è proprio la Libreria Fanucci. Comunque leggetelo...

Requiem per l'87° Distretto!





http://www.michelemedda.com/

"[...] Il parallelismo è presto spiegato: Ed McBain e Evan Hunter sono la stessa persona. Sono, anzi, due pseudonimi utilizzati da Salvatore Lombino, nipote di un sarto, figlio di un postino, nato in una cucina di New York, anche possessore di ulteriori nom de plume come Richard Marsten, Hunt Collins, Ezra Hannon, Curt Cannon. Le due principali anime letterarie sono entrambe famose e radicalmente diverse: McBain scrive polizieschi (due le serie più celebri, quella dell´87? distretto e quella che ha come protagonista l´avvocato Matthew Hope), Hunter no. Il proprietario delle due personalità è stato chiarissimo in proposito quando, in un´intervista rilasciata al giallista Andrea G. Pinketts, ha precisato: «Sono convinto che tra i libri di Evan Hunter e quelli di Ed McBain ci sia una notevole somiglianza. Si avvicinano nello stile, sempre di più col passare degli anni, ma non nei contenuti: se così fosse io non saprei quello che sto facendo. C´è una grossa differenza tra lo scrivere un mystery e lo scrivere un romanzo puro e semplice».

Due note. Il primo è il link al sito di Michele Medda, sceneggiatore di Nathan Never e, posso dirlo, uno dei miei ispiratori nella scelta di voler fare lo sceneggiatore, che nel suo editoriale ha commentato con partecipazione la notizia. L'altro uno stralcio tratto da un articolo on-line di Repubblica su Ed McBain. Perchè?!
Perchè uno dei più grandi giallisti contemporanei, l'inventore del police-procedural con l'87 distretto, è morto.

una droga telematica!

Ach, non credevo che il blog fosse una droga a questo livello di assuefazione!
L'ho creato stamattina e già ho lasciato sei post.
Cercherò di mettere tra tante cose facete anche un pò di cose serie...non vi preoccupate!

Per esempio, ieri leggevo Repubblica.
Vogliamo parlare della tragedia di New Orleans?! Delle immagini quasi da dopobomba che passano nei telegiornali?!
Io sono rimasto senza fiato, oltre che sconvolto. E come sempre l'America, che si crogiola nella sua invincibilità, nel momento in cui viene colpita al cuore mostra tutta la sua fragilità.

Ahhh...che soddisfazione!



Dategli un'occhiata. E' il minisito dedicato a Spidergek, l'improbabile spalla dell'Uomo Ragno, che mi diverto a scrivere da più di un anno ormai sulle pagine dell'Uomo Ragno, e disegnata magistralmente da Sergio (vedi ai links).
Direte voi perchè "che soddisfazione?!". Beh, fate conto che io ci sono cresciuto con Spidey (dal numero 1 della Star), e avere avuto la possibilità di pubblicarvi regolarmente una striscia...è stata la più grande delle piccole soddisfazioni del mio mestiere di sceneggiatore!
Se ogni tanto vi fanno sorridere...lasciatemi un commento. Così so di poter contare sul vostro appoggio!
Se ogni tanto non vi fanno ridere....lasciatemi lo stesso un commento. Saprò di dover fare meglio!

Scuole di fumetto...onore al merito!

Anche io insegno in qualche Scuola di Fumetto, qui a Palermo e da ottobre anche a Latina, Roma.
E devo dire che ancora qualcuno, che non nomino, si ostina a voler fare la sua inutile battaglia donchisciottesca su scuole gratuite, etc. Io sono convinto che chiunque ti trasferisca delle conoscenze, un kwow-how come dicono gli americani, dovrebbe essere in qualche modo retribuito. Ma qui dalle nostre parti tutta questa storia si tinge di buffonata.
Da un anno a Palermo c'è la Scuola del Fumetto, proprio quella di Milano per intenderci. L'originale e, a mia personale opinione, la migliore. Ma qualcuno, sempre lo stesso, dice che...
Vabbé...andate a visitare i blog di Claudio Stassi (www.comicus.it/nerosubianco) e Sergio Algozzino (www.foolys.splinder.it) e vrete le idee più chiare. Io su questa storia mi sono un pò rotto le scatole di parlare...ma è giusto che qualcuno lo faccia!

Avalonia Special!




Quest'autunno ci saranno molte novità che porteranno la mia firma. Sono contento, inutile dirlo.
Ma forse quella che più mi sta a cuore è il lancio della serie a colori di AVALONIA, la serie steamfantasy che scrivo per Salvatore Taormina. Per ora soltanto un paio di tavole di preview, ma l'appuntamento è per Lucca....

Ultimo Appello



Ci conosciamo da più di 20 anni. E' stato mio compagno di scuola alle medie, al liceo, per breve tempo all'università.
E' colpa sua se ho cominciato a scrivere. Ma siccome lui è una persona seria, invece di scrivere fumetti scrive gialli.
Io sono di parte, è chiaro. Ma tutti ne parlano bene, quindi compratevelo. E' ambientato a Palermo, è divertente, si legge in breve perchè ti tiene agganciato dalla prima all'utima riga.
Ultimo Appello, di Salvo Toscano, Dario Flaccovio Editore, 2005.

recente....ma indecente!

Parlo della foto nel mio profilo, ovviamente.
Scattata alle prime luci dell'alba del giorno di ferragosto, dopo avere passato la notte in spiaggia, non mi fa fare proprio una bella figura! Qualche mio amico ha detto che ho una faccia da maniaco. Vuol dire che appena trovo quella in cui sono abbracciato a Claudia Shiffer, o Naomi Campbell, o Linda Evangelista, o Jessica Alba....
Non farà nessuna differenza, tanto saranno comunque fotomontaggi. ;-)

Ah, quello che vedete accanto a me, anche lui assonnato, è il mitico Salvo Di Marco, animatore, colorista delle copertine di Avalonia e ovviamente compagno d'avventure insieme agli altri amici del Gruppo Trinacria!

parola del mattapensiero!

Ciao e tutti e Benvenuti! Che emozione essere qua ed avervi qui!
Sembrava che nella comunità dei fumettari italici solo io non avessi il blog...ed era un controsenso, visto che la mia prolissità e logorrea sono famose tra i miei amici. Certo, niente a che fare con quella del maestro Castelli....

Tutto quello che vedete è ancora work-in-progress, ma spero al più presto di potere dare un aspetto definitivo al sito.
Spero di ritrovarvi tutti presto. Da parte mia cercherò di mettere ogni volta che posso dei mattapensieri diversi. Chiaramente l'argomento principe sarà il fumetto...ma non solo. Sfogherò di tanto in tanto le mie passioni musicali, librarie, cinematografiche, su siti interesanti e non, vi parlerò di me e spero che mi parlerete di voi.
Insomma, come direbbe Mamma Rai, di tutto, di più!

Vale et valete!