04 mag 2007

In quel di Lanciano c'ero anche io!

Ok, cominciamo dal remoto passato, visto che sono passati quasi 15 giorni, con il reportage di Lanciano Fumetto!
Partenza domenica 22 aprile in clamoroso ritardo alle ore 12:00 (prevista era 10:30-11:00) con sveglione fantozziano del sottoscritto completamente vanificato.
Brigata automunita formata dal sottoscritto, che sfoggia orgogliosamente la maglietta dell'Omino Bufo di Castelli, Pontrelli, Keison e Torti Jr.
Attraversamento perpendicolare dell'Italia quasi alla velocità della luce (180 o giù di lì). Era emozionante vedere gli animaletti volanti che si spalmavano sul parabrezza a velocità fotonica.
Quindi arrivo e sistemazione in lussuosissimo alberghetto fuori Lanciano, con insperati benefit riservati solo ai grandi vips (frigorifero da svuotare e altre cose che non si possono dire...almeno senza provocare le ire delle rispettive fidanzate).

Da infiltrato ho assistito alla book review fatta in una grande sala riunioni da Sergio Toppi, Angelo Stano, Andrea Di Vito, Pongio, Keison & Torti (che sagome: una strana coppia tipo Ale & Franz prestata al fumetto). Io ero il sostituto della fidanzata di Pongio (nessuna ilarità, please ;-) e quindi, mentendo sulla mia appartenenza alla scuderia Eura (perdonami Lorenzo...), mi infiltravo discretamente nelle sale gremite e inaccessibili di Lanciano Fumetto. La grande serenità e pacatezza di persone come Toppi, o la severa lucidità di uno Stano in gran forma (mai sentito Stano parlare così tanto...) erano prima che una lezione di disegno, una lezione di vita. E quando ti ritrovi fino alle tre di notte a vagare per una cittadina dormiente, ridendo delle più solenni minchiate ("Frankie! Frankie!") in compagnia di alcuni dei sopracitati, più Andrea Plazzi e Paolo Bacilieri, ti rendi conto che ogni tanto fa bene "fare il fumettaro tra i fumettisti" (Anonimo del basso Mattalianesimo, 1345 dC ca).

Chiaramente parlo delle persone con cui sono stato maggiormente, ma a Lanciano avevamo ospiti del calibro di Steve McNiven ("Stiv Miniven" qualcuno diceva), oltre vari autori di Zagor tra cui Chiarolla, Laurenti e Verni. Strana gente, gli autori di Zagor: tutti eterni Peter Pan che hanno realizzato il sogno di disegnare il personaggio della loro infanzia.
Ma sicuramente quello che è stato considerato il matto di turno era questo strano tipo qua, che tutto bardato alla Blade Runner con portatile, macchina fotografica, Ipod e altre diavolerie tutte attaccate addosso, si aggirava furtivo per i corridoi e nessuno riusciva a capire cosa stesse facendo esattamente. E l'ho sentito anche ribadirlo con tracotanza ad una povera hostess: "Ma lei sa cosa sto facendo?! No? E allora mi lasci fare!" Voi non l'avreste preso per pazzo? E poi dite che noi fumettari siamo gente strana. Mah!

Se osservate con attenzione la foto qui accanto troverete un esterefatto Keison che si chiede: "Aò, ma per chi m'ha preso?! Per malato? Daje ste porzioni ar gatto e portame il resto der trancio!" (trascrizione a cura del Matta). Ma la battuta da ricordare è stata quella del congedo dalla cena di Toppi:
Pongio: "Arrivederci maestro, grazie di tutto".
Toppi: "Se mi chiami ancora maestro non ti saluto".
E mentre Angelo Stano si alzava il bavero della giacca e scompariva tra le ombre di un vicolo, novello Dylan Dog, noi ci buttavano esausti nelle nostre brande, pronti per ritornare nella capitale. Segue reportage Napoli Comicon.

1 commento:

Riccardo Torti ha detto...

matte risate!!!