29 nov 2007

Grazie Alfredo...

Lui non lo sa (ma dai miei discorsi forse l'ha capito): al suo modo di scrivere, al modo di creare storie e al suo personaggio devo molta...moltissima parte della mia passione per la sceneggiatura. Passione che, ovviamente, spero di trasmettere nella creazione di soggetti per Martin Mystère: molta continuity, molti comprimari eccellenti caduti nel dimenticatoio, trame e sottotrame storiche e sul presente, recupero di fili lasciati in sospeso anni prima...e tutto quello che farebbe godere un nerd medio di qualunque fumetto.
Oggi ci siamo sentiti con calma dopo la visita a Milano di qualche tempo fa.
Mi ha dato una buona notizia, una "normale" e una, purtroppo, cattiva.
Ma volevo ringraziarlo lo stesso. Collaborare con MM è comunque un'esperienza gratificante che spero, nei limiti del possibile, continui.
Ma dopo la nostra telefonata le riflessioni del tipo "l'uomo giusto al momento sbagliato", oppure "dovevo andare là e non là", si accalcano vorticose nella mia testa.
Comunque, transeat.
Torno a buttare giù il soggetto su cui sto lavorando, che farà tornare in scena alcuni personaggi ed episodi FONDAMENTALI della "saga di Atlantide".
Ad maiora Alfredo, e grazie comunque.

27 nov 2007

Facezie, amenità e divertissement (4)

Beccatevi questa amenità, a voi nostalgici dei robottoni: Noi Robot.
Per ora "'er patata sta in una situazione teribbbbbile"...e non ci sta troppo con la testa per scrivere cose più o meno serie. Un esempio qui sotto...

18 nov 2007

Tu chiamala se vuoi....graphic novel.

Ovvero romanzo grafico.
Oppure, semplicemente, romanzo a fumetti.
E noi oggi parliamo proprio di un romanzo a fumetti.
Di un GRANDE romanzo a fumetti, se mi consentite.

Un romanzo a fumetti "all'italiana"...se permettete questa definizione, che in qualche modo lo vorrebbe inquadrare, pur con tutte le dovute riserve, nel glorioso filone del nostro fumetto popolare.

Romanzi a fumetti Bonelli n. 2:
GLI OCCHI E IL BUIO
Scritto e Disegnato da Gigi Simeoni.
Sergio Bonelli Editore, Euro 8,00.

Simeoni non avrà la sperimentazione grafica di Igort, la freschezza ingenua di Gipi, la forza espressiva minimalista di chissa chi, o il tratto nervoso e cinematografico di chissà chi altro. Ma di una cosa potete stare certi: è uno che sa RACCONTARE una storia. Con le parole e con le immagini. E, se devo dire la mia, anche un'ottima storia.
E' questo, lasciatemelo dire, non è cosa da poco, visto che ormai la graphic novel sta cominciando a diventare un termine quasi pubblicitario e di moda per "spacciare" polpettoni fumettistici in libreria. E non sempre chi si pavoneggia di aver scritto un Graphic Novel ha la più pallida idea di che cosa significa raccontare una storia a fumetti. Non voglio entrare in polemica ma si, il riferimento era proprio al team Carofiglio.

GLI OCCHI E IL BUIO è una storia meravigliosamente narrata dal punto di vista "del cattivo". Con tutti i meccanismi tipici del foulletton, dal quale eredita non solo la coraggiosa e abbastanza inedita ambientazione italiana di inizio secolo scorso, ma anche quel gusto per "l'anticipazione" scientifica che poi è diventato la cifra stilistica di autori come Verne.

Se vogliamo dirla tutta, una storia molto più sperimentale e azzeccata per essere un one-shot di quanto non sia stato Dragonero. Secondo me la Bonelli, con la professionalità dei suoi autori, ha segnato un altro punto a suo favore. Alla faccia di tutti quelli che la accusano di non sapersi evolvere. Prima le miniserie (alcune riuscite, altre meno), adesso i romanzi.

Si cambia il formato editoriale, si sperimentano nuovi percorsi narrativi, gli autori possono spaziare liberamente in ambientazioni inedite ed affascinanti (vedi quel capolavoro che è la miniserie di Volto Nascosto!!!), ma la professionalità dell'intrattenere, del saper tirare fuori le storie appassionanti, è una cosa che i suoi autori sanno fare bene. E Simeoni è tra questi.

17 nov 2007

Facezie, amenità e divertissement (3)


Un nuovo amico in rete.
SalvoImpressioni.
Creatività artistica di un designer pubblicitario con manie di sperimentazione.
Non fatevi impressionare...e lasciategli le vostre, di impressioni.

15 nov 2007

Facezie, amenità e divertissement (2)

CORRERE O TROMBARE?

Quando corri sei solo. Se si corre con qualcuno è inevitabile che si cerchi di correre più veloci dell'altro.
Trombando no, si cerca sempre di raggiungere la meta assieme.
Pertanto, trombare "Sviluppa il lavoro di gruppo e combatte l'egoismo".
Correre no.

Per correre è necessario l'acquisto di molti indumenti, anche costosi.
Per trombare è invece sufficiente togliere gli indumenti che si indossano.
Come si può constatare, trombare "Sviluppa il senso del risparmio e combatte il consumismo sfrenato".
Correre no.

Per correre è necessario alzarsi dal letto.
Per trombare è tutto il contrario. Tutti sappiamo che nel letto si sta meglio che in qualsiasi altro posto.
Pertanto, trombare è un modo per "Esercitarsi nel nostro posto migliore".
Correre no.

Correre esige un grande sforzo, in cambio di poco piacere.
Trombare da' invece un enorme piacere e lo sforzo è minimo.
Così scopriamo che trombando "Otteniamo il massimo col minimo sforzo",
una regola fondamentale che non viene conseguita correndo.

Dopo la corsa normalmente ci si ritrova di malumore, a causa della stanchezza, e fanno male le ginocchia.
Al contrario, dopo una trombata ci si ritrova con un sorriso da orecchio a orecchio.
E' chiaro che trombando "Scopriamo l'allegria del vivere".
Correndo no.

Se ti chiamano per correre, in genere trovi scuse per non andarci.
Ora, siamo sinceri: dovesse trattarsi di trombare... eh? A qualsiasi ora esci di corsa.
E' chiaro: trombare "Aumenta il senso della puntualità".
Correre, invece, no.

La morale è chiara.....
NELLA VITA HAI SBAGLIATO TUTTO!!!!
STAI CORRENDO TROPPO!!!



Ps: la prossima volta si torna a parlare di fumetti....

06 nov 2007

E finalmente Di Gregorio bissa!

LA STANZA NUMERO 63
Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Ugolino Cossu
Copertina: Angelo Stano

Un pericoloso assassino si è asserragliato all’interno un vecchio studio cinematografico in disuso. Minacciando di uccidere l’ostaggio che è nelle sue mani (la giovane e bella cliente di Dylan Dog) il maniaco costringe Bloch a entrare nell’edificio, solo e disarmato. Una situazione che sembra la classica resa dei conti al termine di una storia già vista, ma che si rivelerà invece una spaventosa avventura ai confini dell’impossibile. Una nuova sfida per l’Indagatore dell’Incubo che, invischiato in un assurdo gioco mortale, non potrà sbagliare una mossa se vorrà sfuggire ai tranelli che lo attendono stanza dopo stanza.

Dal 28 Novembre in tutte le edicole!

02 nov 2007

....esci e fatti un regalo!

In giorni come questi, di solito esco e mi faccio un regalo.
Spulcio su internet le ultime novità e scopro questa chicca.
Sedici racconti di maestri del noir italiano rendono omaggio al padre del genere, Giorgio Scerbanenco, creatore dell'indimenticabile Duca Lamberti, con altrettanti nuovi racconti che hanno per protagonista questo tormentato medico-detective radiato dall'albo per avere praticato l'eutanasia ad una sua paziente in agonia.
Duca Lamberti è stato protagonista di 4 romanzi che hanno riscritto un genere, quello del noir, forse fino a quel momento mai veramente nato in Italia. Il volume, tra l'altro, contiene anche le due tracce, finora inedite, che lo stesso Scerbanenco aveva stilato per i seguenti romanzi con "il Duca". Imperdibile, cacchio.

Vorrei anche dirvi che per il mio compleanno mi sono regalato Buona Apocalisse a tutti, di Gaiman/Pratchett. A quanto sembra, a detta dei molti che l'hanno già letto, il miglior romanzo di Gaiman. Vi saprò dire di entrambi.

Farewell Lucca my love...

Ci saranno Lorenzo (con il libro del suo Cuori da Bar) , la Barbato (che volevo conoscere da anni), la festa per i dieci anni di Innocent Victim, Diego con le sue novità, Michele Medda, che non veniva a Lucca da anni, Stefano, con il secondo volume di Cuba, Bruno e Stefano Enna, tutti i ragazzi del Gruppo Trinacria, e decine di altri colleghi, amici e conoscenti che vedo, come sempre, una volta l'anno.

Quest'anno neanche quello. Stavolta Lucca salta. Per la prima volta da 5 o 6 anni. Anche se, per come mi sento ora, prenderei il primo aereo, anche a mille euro, e ci andrei.
O meglio. Prenderei il primo aereo e me scapperei.
Non posso? Non voglio? Non lo so. Forse in questo momento non me ne fotte niente.
Ci sono momenti della vita in cui ti sembra di perdere tutto.
Questo è uno di quei momenti. E, per farvi capire, Lucca non è certo la cosa più importante...

Se mi volete bene, fatemi un favore. Divertitevi anche per me. Fate come se fossi li. Offritemi un bicchiere di vino ogni tanto, e fate una battuta su di me.
Have a good time in Lucca.
Farewell Lucca, my love...