08 gen 2007

Alle origini del mito di 007

Ieri sera grande ed entuasiasmante visione di Casino Royale.
Il film mi è piaciuto. Molto. La sceneggiatura, rarefatta ma ineccepibile, lascia molto più spazio all'azione che alle parole. Ma ogni volta che Bond fa una battuta, il cinema applaude.
E' difficile descrivere questo film avendo in mente tutti gli altri della serie. Perchè questo è un 007 diverso. Fisico, essenziale, senza mezzi incredibili, senza gadget...senza R (ricordiamoci che Q era uscito di scena ne Il Mondo non Basta...anche perchè l'attore che lo ha impersonato in tutti i precedenti film, unica eccezione al rinnovo dei cast, è morto)!
Adattando il primo, e mai trasposto ufficilmente, romanzo di Ian Fleming la produzione ha voluto dirci che con questo film si ricostruisce il mito di James Bond. Il film è davvero ben girato. La scena al Casino Royale, nonostante avessi letto che era stata criticata per la sua lentezza, io l'ho trovata egualmente ben confezionata e senza momenti di stanca. Il montaggio mi è sembrato in molti punti un pò "brutale" nella scelta degli stacchi di scena, ma tutto sommato ci fai caso solo se stai con gli occhi fissi sullo schermo a vivisezionare il film.
La storia è bellissima. Verso i trequarti del film pensi che tutto finisce a tarallucci e vino, e invece negli ultimi 10-15 minuti si riscrive tutto il film, e anche tutto il mito di 007. Da quella battuta "E' morta, la puttana!" si rinnova l'intramontabile James Bond. (segue spoiler) E il film finisce proprio dove tutti gli altri iniziano: con la celebre frase "Il mio nome è Bond. James Bond." Insomma. Un bellissimo film...un ottimo film di 007.

L'unica cosa che non mi ha ancora convinto è Daniel Craig (a parte il suo doppiatore...che non c'entra proprio niente). E' un ottimo James Bond, e potrei passare sopra il fatto che non sia alto e moro, ma basso e biondo. No, il problema è che a Craig manca quel fascino british, quell'eleganza innata, quel bucare la scena con qualsiasi gesto che è proprio di Bond (per Craig puntano tutto sui suoi occhi azzurrissimi). Craig è uno 007 virile, possente, palestratissimo, che punta tutto sulla sua fisicità. Corre e non fa altro che correre dall'inizio alla fine del film, quasi come un novello Jet Li. Picchia come un Martin Riggs di Arma Letale. Ma questo non significa nulla perchè, ripeto, come interprete di James Bond Craig mi può anche stare bene. Comunque aspetto il prossimo film per sciogliere le ultime riserve che ancora ho su di lui.

Riporto qui una dichiarazione dello sceneggiatore che secondo me offre una perfetta chiave di lettura per il film:
Paul Haggis (regista) sceneggiatore di 007 Casino Royale
: Mi è stato chiesto di scrivere il terzo atto del film. E' piaciuto così tanto alla produzione che mi hanno chiesto in seguito di scrivere la parte centrale. Poi, alla fine, mi è stato chiesto di scrivere anche l'inizio. Pur avendolo scritto a ritroso devo dire che è stata un'esperienza molto interessante e divertente. Amo molto 007 e potere scrivere il film che determina la sua nascita, che spiega le origini del suo rapporto con le donne, del perché beve vodka martini, perché è un assassino, perché è così chiuso emotivamente e di tutto il resto mi ha fatto molto piacere. Avevo accettato questa sceneggiatura a patto di non venire citato sui giornali. Cosa che, invece, è puntualmente capitata. Adoro i film di James Bond e considero un onore avere potuto scrivere Casino Royale, quello che è praticamente un prequel all'intera serie con un personaggio da reinventare. In realtà ho preso la sceneggiatura che era stata già scritta e l'ho resa più facile e complessa al tempo stesso.

Per concludere: Casino Royal è un film imperdibile per tutti i fan di 007. Ma, secondo me, imperdibile anche per tutti quelli a cui il mito di Bond non interessa molto. Proprio perchè spoglio di tante frivolezze ed esagerazioni, sia tecnologiche che strutturali, è un ottimo film che può piacere per quello che è, non per quello che rappresenta. Buona visione.

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