27 nov 2008

Un mattapensiero dopo AnnoZero

Ma come possiamo sperare e pensare, in un paese con un'economia malata come Italia, di potere dignitosamente vivere in Italia facendo fumetti, cioè vivendo di un lavoro artistico, quando gli operai delle grandi aziende nazionali, che lavorano 12 ore al giorno, prendono 900 euro nette al mese?! Poi ci lamentiamo che gli editori nostrani, piccole realtà da 5/6 dipendenti e magari qualche migliaio di copie vendute ad opera, non ci pagano dignitosamente per il nostro lavoro.
Ma se non lo possono fare i grandi gruppi industriali, come possono farlo i piccoli imprenditori?!

23 nov 2008

Ballata per Fabrizio De Andrè!

Ho letto quello che senza tema di smentita definirei il capolavoro di Sergio Algozzino.
Sul finire del libro un brivido alla schiena e gli occhi umidi mi hanno fatto capire quanto la lettura di questo volume mi abbia preso, coinvolto, emozionato. Nella sua semplicità, nella sua poesia, ma anche nella profondità con cui tratta certi temi di cui si fanno portavoce i personaggi di De Andrè, il libro Ballata per Fabrizio De Andrè è uno di quei libri che vanno letti e riletti. Guardati e riguardati. Fissati in silenzio, dopo averli chiusi, per assaporare le parole e le immagini che vi sono rimaste dentro.

Io ascolto le canzoni di Fabrizio De Andrè da molti anni. Il suo doppio "In concerto" con la PFM è, per me, la quintessenza di un certo tipo di  musica italiana: la poesia di un grande cantautore, e la potenza musicale di una band come la PFM unite in un'energia musicale che non può non lasciare il segno. Poi ho ascoltato di tutto: i primi dischi, quelli in genovese, altri concerti. E ad ogni canzone mi convincevo di quanto fosse difficile definire De Andrè "cantautore". Forse il termine più adatto era "cantastorie", tornando con la memoria a quei girovaghi che, di paese in paese, raccontavano di uomini ed eroi accompagnati dalla musica di qualche strumento.

Ed è proprio di uomini ed eroi (nel senso più letterario di "protagonisti") che parla questo libro. Perchè Sergio ha fatto quello che forse molti autori solo si sognano: ha dato voce e figura ai personaggi delle canzoni di uno dei suoi autori preferiti. Ed è riuscito a restituirci, con pochi tratti e dialoghi semplici, la profondità dei personaggi insita nelle canzoni di Faber, la loro psicologia, il loro legame unico con colui che li ha "concepiti". Per fare quello che ha fatto lui ci vuole un grande coraggio ed una grande sensibilità. E Sergio dimostra di averne a sufficienza per uscire vittorioso da questa grande prova d'autore. Bravo Sergio. Grazie Faber.



Ballata per Fabrizio De Andrè, di Sergio Algozzino.
Beccogiallo Editore, 2008.
Cartonato con sovracoperta, 112 pp, b/n, Euro 15,00
Clicca QUI per la scheda del libro sul sito Beccogiallo.

22 nov 2008

18 nov 2008

Rosso a più non posso!

Tra atmosfere alla Sin City con cravatte rosse svolazzanti...

...e chiome di capelli color fiamma, non saprei cosa scegliere.
Una cosa è certa: ad Hollywood deve andare di moda il rosso quest'anno! ;-)

17 nov 2008

DC_Girls viste da Adam Hughes!





Ingrandite le immagini per leggere le gag. Non penso sia necessario aggiungere altro... ;-)
Solo che quest'uomo è un genio...e che disegna le migliori super-pinup del mondo!

12 nov 2008

007: Quantum of....Sola!

ATTENZIONE: questo post contiene SPOILER!

Una premessa: il film inizia (dicono le critiche) più o meno mezz'ora dopo la conclusione di Casinò Royale. Bond e il suo capo, M, interrogano uno degli affiliati della potente organizzazione che ha costretto Vesper a tradire 007, catturato dallo stesso Bond nel precedente film. Il tipo in questione, Mr White, afferma che l'organizzazione è molto più potente e ramificata di quanto tutti i servizi segreti sospettino. Fine premessa.

LA TRAMA: ridicola, senza una vera spinta in avanti, non c'è obiettivo, la "posta in gioco" (questa guerra dell'acqua) viene trattata come un siprarietto da sub-sub-plot; il nemico di turno, Greene, è ridicolo; il vero nemico rimane nell'ombra (cioè la misteriosa organizzazione che ha costretto Vesper, in Casinò Royale, a tradire 007 per poi uccidersi) e ne sappiamo meno che all'inizio del film (ma 007 è diventata un serial e nessuno ci ha detto niente?!); Mathis/Giannini viene fatto fuori in modo assurdo e Bond lo mette nella spazzatura...cioè: NELLA SPAZZATURA!, e solo alla fine del film scopriamo "perchè"; M invadente a livelli quasi imbarazzanti; Bond più muto di un pesce, con 4-battute-4, che in confronto Rambo è un chiaccherone.

Inoltre nessuno si preoccupa di cercare Mr White dopo che fugge da Siena, che nella scena della Tosca noi spettatori capiamo non solo essere vivo e vegeto, ma anche tornato alle sue funzioni nell'organizzazione! Alla fine 007 si vendica di Mathis (sai che sforzo!), trova l'ex fidanzato di Vesper, cioè quello che l'ha costretta a tradire, e...lo lascia vivo! Perchè?! Perchè ci serve per lanciare il prossimo film, ovviamente! Quello che lui dirà, sarà il punto di partenza delle nuove indagini. Bah! Se ce ne sarà un terzo con Craig, me lo vedrò in televisione!

JAMES BOND/DANIEL CRAIG: Ribadisco quanto affermato dopo avere visto "Casinò Royale" (che in confronto è un capolavoro). A me Craig non piace. Non mi piace affatto. Troppo tarchiato e muscoloso. Gli manca quel sorrisetto cinico, un po' strafottente un po' spavaldo, che era il marchio di 007. Pierce Brosnan, secondo me, rimane il miglior 007 dopo Sean Connery. 
I suoi film, di contro, stavano rasentando l'idiozia al limite della fantascienza. Anche se il primo e il terzo, Goldeneye e Il Mondo non Basta, li ho trovati eccellenti (anche se già carichi di quelle esagerazioni che porteranno alla rovina questo ciclo produttivo).

In soldoni? Risparmiatevi 'sti quattrini!

The Agenzy trasloca: scusate il disagio.

06 nov 2008

...e Lucca coi suoi fumettari!

(foto presa in prestito da De:Code)

Dopo un intenso periodo di lavoro extrafumettistico, e cambiamenti più o meno epocali nella mia vita, è tornato il Matta. Soprattutto è tornato il Matta fumettaro. Si, perchè dopo un paio d'anni spesi solo a concentrarmi su una collaborazione con Bonelli, sentivo il bisogno di riaprirmi al mondo del fumetto con alcuni progetti "congelati" che secondo me avevano qualcosa da dire.
Quindi era doveroso un ritorno a Lucca Comics, dopo la latitanza dello scorso anno. Quest'anno Lucca è stata un pò particolare: due giorni di pioggia infinita, con umidità e mal di testa per il sottoscritto, e due giorni di ressa disumana che hanno funestato qualunque tipo di contatto umano e professionale dentro i padiglioni. Ma alla fine qualcosa si è combinato lo stesso. Mi sento carico, ho voglia di scrivere, riprendere in mano vecchi soggetti e progetti che adesso, sembra abbiano trovato il loro posto sul mercato.
Senza dilungarmi troppo vi elenco gli eventi clou a cui ho partecipato:

1. L'arrivo nell'appartamento regale che ha ospitato me, Gianluca, Roberto e Rossana. Roba da siuri, come direbbe Max Bunker. Io e Roberto, che siamo stati i primi a metterci piede, abbiamo passato ore a osservare la strana collezione di portauova da tutto il mondo, alcuni misteriosi gusci giganti di uova (forse di struzzo, di cammello, di rinoceronte, non lo so), ed un enorme quadro contemporaneo, illuminato da un suo faretto personale, che non siamo riusciti a capire se era una crosta a cui erano affezionati i padroni, o un inestimabile capolavoro.

2. Il mio orgoglioso ingresso a ritirare il pass (di un'altra persona, in quanto ne aveva due), solo per vedermelo reclamato dalla stessa dopo poche ore, perchè l'altro era stato bloccato. Colpa mia che non l'avevo richiesto prima, che avevo creduto al favore di qualcuno, che ancora non mi rendo conto di quanta gente si imbuca con sta cosa dei pass. Ma io dico: entro gratis ad Angouleme soltanto dichiarando che sono un autore (magari portando una prova, anche un giornalino fotocopiato) e poi devo combattere a Lucca che fino a quando non pubblichi qualche cosa che "fa il botto", rimani sempre un giovane e sconosciuto autore?! Comunque poi si è risolto tutto per il meglio. Mi sembra che pranzando, cenando, bivaccando e bevendo caffè per 4 giorni si contribuisca abbastanza al PIL di Lucca, senza dover pure pagare i pedaggi all'ingresso.

3. Il dialogo surreale tra me, Susanna Raule con il sacchetto della spesa in testa e Diego Cajelli che arriva, saluta, risponde al tel e ci pianta mentre noi aspettavamo di rispondergli...

4. Direttamente connesso al primo episodio: avere conosciuto oltre che il buon Armando Rossi, sia Susanna che Alex Crippa. Abbiamo tutti e tre qualcosa in comune (io meno di loro, ancora. Ma vedrò di mettermi in pari), e non vedevo l'ora di scambiare due chiacchere con loro in merito. Di Susanna ho preso Ford Ravenstock 2: L'allegria dei Naufragi, e si conferma come uno dei personaggi più ben delineati e interessanti del panorama fumettistico "indipendente" italiano.

5. Il premio "Gran Guinigi" come miglior sceneggiatore a Diego Cajelli, con annessa ovazione spontanea di tutti gli amici presenti e performance del Diego, che si inchina ostentando il piatto per raccogliere il plauso del pubblico in delirio. Era ora, dico io!

6. La fatica fatta a cercare di tenere il conto di quanti siciliani, e palermitani in particolare, bazzicassero in quel di Lucca. Tra amici, colleghi, docenti, alunni ed ex-alunni della Scuola del Fumetto....almeno una cinquantina!!! Cazzo, quanti siamo! Se ne sono accorti in molti, a dire il vero. Anche perchè, con tutti i premi che stiamo (stanno) raccattando, non passiamo proprio inosservati.

7. La mia caccia al SOMMO durata quasi tre giorni. Al fine, quasi sconfitto per non riuscire a beccarlo, stavo gettando la spugna. Poi all'altoparlante annunciano una conferenza con LUI come ospite! Lo incontro, importunandolo in seconda fila durante la conferenza, e lui, il SOMMO, mi confida che nulla ancora è stato fatto, e che tutte le mie soluzioni per accelerare i tempi non sono valide. Il momento con l'umore più basso di tutta la manifestazione...

8. La ressa diabolica allo stand del Vernacoliere per farsi fare un disegno sul volume di Don Zaucker da quei due Paguri di Caluri & Pagani! Tanto diabolica da farmi mollare la presa! Incrocio Caluri almeno altre 5-6 volte, e tra quelle in cui andavo di fretta, e quelle in cui era al tel non sono riuscito neanche a presentarmi...figuriamoci a farmi fare un disegno! E questa cosa mi è dispiaciuta molto...
9. Il dialogo scherzoso tra me, Alfio Buscaglia e Giovanni Di Gregorio. Alla fine emerge il fatto che quando Alfio rifiuta un progetto si rivela un bestseller. Intuendo la prospettiva, gliene propongo due sedutastante...che lui ovviamente rifiuta. Quindi il successo mi arriderà prestissimo! :-D Grazie Alfio, sei un amico!

10. La festa Self-Comics che, in odore di mega-pacco, è diventata per noi riunione in Piazza Anfiteatro. Qui assisto ad una trattativa "amichevole" tra Giorgio Pontrelli ed uno sconosciuto, che mi sembrava fosse solo un fan accanito, per uno scambio di tavole. E invece era Raoul Cestaro, disegnatore di Tex. Testa sotto le scarpe infangate...e fuga a prendere una birra per evitare inutili balbettii di giustificazione.

11. Francesco Ripoli e il suo 1890 per le Edizioni BD. Meraviglioso incontrarlo e complimentarmi con lui, schivo come sempre e restio a mettersi a disegnare davanti le persone. E allora via ad imboscarsi per fumare una sigaretta. E dopo che lunedì ho potuto vedere anche l'edizione originale francese del volume, era ancora più commosso. Le Edizioni BD avevano un catalogo davvero da fare invidia, soprattutto la sezione romanzi. Un'interessante deviazione dal mercato fumettistico da tenere sott'occhio, secondo me.

12. Vedere Giuseppe Franzella (autore di Brendon) che firma le stampe allo stand Bonelli dopo dieci anni di mancanza da Lucca, e che gongola dopo avere scambiato due sue tavole per una di Mari e una di Dell'Agnol. E' stato un piacere tale rivederlo così carico, così convinto a continuare la sua carriera di disegnatore, che mi si è aperto il cuore...

13. Cena Red Whale "da Giulio, in Conceria". Uno stormo di amici e collaboratori di Katja e Co (tra cui quella pazzerella di Mariantonia), tra vino, scherzi, lazzi e sollazzi. Ho conosciuto di persona Davide De Cubellis: un uomo che ammiro tanto. Vediamo in anteprima la brochure della RED: meravigliosa, con un sacco di bei progetti dentro. Se tutto va come deve andare, ci sarà da lavorare parecchio...;-)

14. Momento di massima invidia. Susanna e Palumbo, ospiti allo stand della Scuola del Fumetto, che disegnano una tavola da mettere all'asta. Susanna concentrata e quasi imbarazzata dalla presenza del maestro, e Palumbo che sforna quelle meravigliose vignette direttamente a pennello...che solo lui sa come diavolo fa!

15. Un editore che mi chiama per propormi un'opera titanica. Difficile, perchè argomento già ampiamente trattato, ma con ancora grandi spunti di narrazione. Ci sto riflettendo...è una cosa che potrebbe tenermi occupato anche un intero anno. Al disegnatore anche di più. Mah!

16. Pranzo "Da Francesco". Su consiglio di Andrea Domestici, mi godo la migliore mangiata "toscana" da quando vado a Lucca. Io, Ripoli, Andrea, Stefano e altri amici extrafumetto tra un buon bicchiere di vino rosso, due risate e tante piccole idee che possono venire fuori solo fuori dala ressa dei padiglioni.

17. Lorenzo Bartoli in cerca del suo pass, che chiede a me (cioè...a ME!) di farlo entrare allo stand per ritirarlo. Detto questo, con azione felina, mi sguscia dietro mentre io esibisco il mio, e lui entra senza problemi. Io, ammirato e basito (F5) mi dileguo nella coltre di umidità del padiglione.

18. L'incontro per dare seguito ad un mio progetto, tanto maltrattato in Italia che mi ha fatto quasi pena, ma con grandi potenzialità per qualche editore lungimirante. E' tutto bello e veloce: stanno partendo i plichi e noi stiamo firmando un contratto. Cose di pazzi! Dopo due anni!

19. L'amara constatazione di avere visto molte meno cosplayer del solito. A parte la solita Giorgia vestita da PonPon, sulla cui mise già si sono scatenati pettegolezzi in rete (vedi blog di Alex), e un paio di strane Fate o Diavolette allo stand Arcadia. Non capivo se erano lì per attirare l'attenzione o per farsi fare un disegno esclusivo dal fortunato di turno.

20. Il ritorno in macchina verso roma con Federica Manfredi, Andrea Domestici, Stefano e Don con riflessioni toutcourt sul perchè fare fumetti, perchè farlo in Italia con editori che ancora si ostinano a definirsi tali, visto che non pagano (tranne i soliti 5-6), e la definizione concordata di "editori" e "pubblicatori". Inutile stare qui a rimarcare le differenze....;-).


NdA: aggiornato con tutti i link, qualche commento in più e qualche errore di battituta in meno il 9/11/08.