27 dic 2005

Boogie con nonsense


Non riesco a scrivere un post. Ho molte idee, ma nessuna che sembra degna di essere comunicata. Dopo due giorni chiuso in casa a smaltire un po' di lavoro arretrato ho sentito il bisogno di ascoltare Paolo Conte, che con il suo nonsense riempe di grandi verità la mia vita.

Madam e messiers....BOOGIE!

Due note e il ritornello era già nella pelle di quei due
il corpo di lei madava vampate africane, lui sembrava un coccodrillo…
i saxes spingevano a fondo come ciclisti gregari in fuga
e la canzone andava avanti sempre più affondata nell’aria…
quei due continuavano, da lei saliva afrore di coloniali
che giungevano a lui come da una di quelle drogherie di una volta
che tenevano la porta aperta davanti alla primavera…
qualcuno nei paraggi cominciava a starnutire,
il ventilatore ronzava immenso dal soffitto esausto,
i saxes, ipnotizzati… dai movimenti di lei si spandevano
rumori di gomma e di vernice, da lui di cuoio…
le luci saettavano sul volto pechinese della cassiera
che fumava al mentolo, altri sternutivano senza malizia
e la canzone andava elegante, l’orchestra era partita, decollava…
i musicisti, un tutt’uno col soffitto e il pavimento,
solo il batterista nell’ombra guardava con sguardi cattivi…
quei due danzavano bravi, una nuova cassiera sostituiva la prima,
questa qui aveva gli occhi da lupa e masticava caramelle alascane,
quella musica continuava, era una canzone che diceva e non diceva,
l’orchestra si dondolava come un palmizio davanti a un mare venerato…
quei due sapevano a memoria dove volevano arrivare…
un quinto personaggio esitò
prima di sternutire,
poi si rifugiò nel nulla…
era un mondo adulto,
si sbagliava da professionisti...

2 commenti:

Anonimo ha detto...

E' un'andante lento ma inesorabile. Anima in un Natale di scambi commerciali. Mi piace proprio.

Giulia Messina

Giovanni Villino ha detto...

Ciao. Qui solo di passaggio ma ben presto sarai linkato. Il chitarrista della terrazza dell'Addaura!