4 feb 2012

20MILARIGHE: DAGO, I BEATI PAOLI E L’EPICA DEL ROMANZO POPOLARE.


Robin Wood e Luigi Natoli sono due eleganti padroni della scrittura al servizio della narrazione popolare. Sceneggiatore di fumetti il primo, giornalista e scrittore il secondo. In comune non hanno quasi nulla, se non il fatto di essere, stati, nel caso di Natoli, tra i più prolifici autori del loro settore. Nel nostro percorso di cultura e avventura vogliamo parlare ancora una volta di Palermo, o meglio della Sicilia in genere, protagonista nella fiction. E l’occasione ce la fornisce proprio DAGO, forse il personaggio più conosciuto e amato di Robin Wood, pubblicato in Italia sin dai primi degli anni 80 e che rivaleggia solo con Tex o Dylan Dog per numero di storie presenti in edicola.

Dago è un personaggio di finzione che si muove in un ambiente storico, ovvero la prima metà del 1500: dall’Europa all’Oriente, dal Nuovo Mondo all’Africa, in una sarabanda continua di azione ed avventura storica, che si intreccia con personaggi realmente esistiti e fatti realmente accaduti. Dago è conosciuto come il rinnegato, il giannizzero nero. Una volta era un uomo chiamato Cesare Renzi, ma adesso, per i pochi amici e i molti nemici, è solo Dago. Nobile veneziano, poi schiavo, soldato, pirata, avventuriero, brigante, e persino conquistador. Nel suo eterno girovagare alla ricerca di una pace che non trova, più in fuga da se stesso che dagli uomini, Dago sbarca in Sicilia, più precisamente a Catania, dopo un’avventura nell’altra delle due Sicilie, Napoli, proprio nei numeri della serie DAGO RISTAMPA di quest’inverno (vedi sotto).

Un’occasione troppo interessante per non approfondire un’analisi non tanto del personaggio, quanto dei meccanismi del romanzo popolare che lega le opere narrative più famose dei due scrittori sopracitati: DAGO e i BEATI PAOLI. Si, perché il Giannizzero Nero in questa breve ma intensa avventura siciliana si allea proprio con i “Vinnicusi”, per l’occasione fatti agire da Robin Wood un paio di secoli prima e in una città diversa rispetto al romanzo omonimo. L’uomo che non ha padroni, Dago, si allea con la setta che difende il popolo dallo strapotere dei padroni, i Beati Paoli, per affrontare il male minore e mantenere lo status quo: fermare cioè un tentativo di assassinio di Carlo V, l’allora imperatore spagnolo, in visita a Catania proprio in quelle pagine. Wood si rivela meno magistrale e preciso di Evangelisti nella descrizione della città e della Sicilia in genere, bensì più retorico e suadente, anche perché lascia che siano le immagini del disegnatore Carlos Gomez a trasmettere l’atmosfera e i dettagli che lui omette nelle didascalie. Ma non per questo risulta meno efficace. Come nelle splendide pagine in cui Dago scala la vetta dell’Etna, per poi affermare che “così deve essere stato creato il mondo…”.

In Dago i tòpoi del grande romanzo popolare, come nei Beati Paoli, ci sono tutti. Mi piace quindi definire la serie di Dago come un “romanzo popolare a fumetti”, perché nasce con le stesse caratteristiche evidenziate da Eco nella brillante analisi sulla collocazione storica e narrativa de I Beati Paoli, nell’introduzione al romanzo edito da Flaccovio. Dago, esattamente come i Beati Paoli, nasce come narrazione seriale d’appendice. Le sue storie inedite, infatti, sono presentate in episodi settimanali di 12 tavole sulla rivista Lanciostory, così come Luigi Natoli pubblicava i Beati Paoli in appendice al Giornale di Sicilia nel 1909. Nelle pagine dei Beati Paoli, la narrazione fluisce lenta, ma continuamente alla ricerca di un colpo di scena che possa agganciare il lettore alla puntata successiva. Così gli episodi di Dago si muovono nella continua esasperazione della fluidità narrativa, alla ricerca di una “cliffhanger” efficace, sapendo bene che nei fumetti la domanda che si pone il lettore non è: “Riuscirà il nostro eroe a…?!”, bensì “Come riuscirà il nostro eroe a….?!”, perché, è risaputo, i personaggi dei fumetti, ma Dago davvero in particolare, appartengono a quella categoria narrativa del Superuomo, teorizzata abilmente da Umberto Eco, che si definisce, tra l’altro, appassionato lettore del personaggio. E i Superuomini qualche volta possono perdere, ma non possono essere sconfitti. Altrimenti finirebbe lo “stupor” del lettore, ed anche le sue avventure.

Per continuare il parallelo, i Beati Paoli sono un esempio tardivo di romanzo popolare della prima fase, quello romantico-eroico, con l’ambientazione storica imprescindibile per questo genere, perché figlio del più blasonato e riconosciuto nelle letterature, ma forse meno interessante, “romanzo storico”, che mette in scena la storia, ma senza pretese di moralizzazione, identificazione archetipica degli eroi e rappresentazioni manichee del bene e del male. Anche Dago si muove tra le pieghe della storia, ed è lui stesso un personaggio romantico-eroico che incarna in tutto e per tutto il Superuomo “alla Eco”, impersonato nei Beati Paoli non da Blasco D’Aragona, bensì da Coriolano della Floresta. Come ne I Tre Moschettieri il personaggio protagonista dell’azione è il noto D’Artagnan, ma il Superuomo, l’eroe carismatico del romanzo, è Athos. Dago quindi come Athos, o come Edmont Dantes, per rimanere in tema di paralleli con altri romanzi popolari: eroi problematici, spesso incapaci d’amare, mossi da ideali che non appartengono a nessuna classe sociale, ma solo a loro stessi, sulle cui spalle pesano il proprio passato e le responsabilità delle azioni del presente, proprie e spesso anche altrui. Personaggi alla ricerca di una “giustizia” quasi chirurgica, applicata cioè caso per caso, e non trasmessa alle classi con cui viene in contatto. Altrimenti questi personaggi diventerebbero dei rivoluzionari. Invece rimangono dei “vendicatori solitari”, anche se più propriamente sono detti “angeli viaggiatori”, tema sul quale torneremo in una delle prossime rubriche.

Dago come i Beati Paoli, dunque. Entrambi romanzi popolari. Entrambe figure dell’immaginario, consegnate alla coscienza collettiva della “grande avventura”, nella quale tutto diventa possibile: anche che un personaggio a fumetti del 2010 incontri nelle sue pagine i protagonisti di un romanzo scritto nel 1909. Perché i Superuomini dell’immaginario non muoiono mai. Neanche editorialmente. Poichè non appartengono alla storia…ma alle storie. E le storie, come sempre, parlano di noi.

Abbiamo parlato di:

Robin Wood e Carlos Gomez, “Ristampa DAGO”, nn. 102, 103, novembre-dicembre 2010, Editoriale Aurea. Dago creato da Robin Wood e Alberto Salinas.

Luigi Natoli, “I Beati Paoli” “, Flaccovio Editore, 2007.

Per approfondire il discorso sull’epica di DAGO consiglio due letture disponibili sul web:

- http://www.ubcfumetti.com/enciclopedia/?12218.

- http://guardareleggere.wordpress.com/2010/06/24/di-dago-e-dei-suoi-misteri/

NOTA dell'autore:

L'articolo è apparso originariamente sulla rivista on-line www.altanox.eu

11 giu 2011

20MILARIGHE: Rex Tremendae Maiestatis


REX TREMENDAE MAIESTATIS.

Parlare di cultura e d’avventura vi potrà sembrare una provocazione gratuita. Un modo per far passare le note, i pensieri, le recensioni che animeranno questa rubrica, come il tentativo di sdoganare all’attenzione di molti, materiali letterari conosciuti e apprezzati solo da pochi appassionati. Purtroppo molti dimenticano che le grandi innovazioni letterarie di massa, tranne i singoli ed inarrivabili capolavori di pochi grandi autori (penso alla Divina Commedia, o ai Promessi Sposi), sono sempre arrivati dal basso, sono stati appannaggio della “fiction”, come la chiameremmo oggi. Della letteratura di genere, come si chiamava qualche decennio fa. Dei pulp, dei feuilletton, o dei giornaletti, come erano chiamati nei vari decenni del secolo scorso.

Vi porto un esempio su tutti: Sherlock Holmes. Chi non lo conosce? Chi non sa che il suo assistente è il fido e a volte poco perspicace Dottor Watson? Ecco, Sherlock Holmes non solo è un personaggio entrato a pieno diritto nell’immaginario della “fiction”, perché ha ispirato film, serie televisive, pièces teatrali, romanzi e racconti apocrifi, ma è anche il capostipite più famoso (quello vero è Auguste Dupin di Edgar Allan Poe, ma non siamo qui a fare filologia spicciola) di quello che ormai noi siamo abituati a vedere ogni giorno in tv o al cinema: il genere detection con protagonisti investigatori, più o meno privati, come Holmes. Lo stile e l’inventiva di questi grandi e prolifici narratori seriali, dei quali Arthur Conan Doyle era solo uno dei tanti, ha influenzato generazioni di autori, che adesso sfornano best seller venduti in tutto il mondo. E faccio solo due nomi su tutti: Dan Brown e Ken Follett. Chi di voi non ha a casa almeno un volume di uno di questi due autori?! Libri letti la sera, in treno o in metrò, come spesso accade nelle metropoli, magari prestati, oppure comprati usati, ma comunque letti almeno una volta e conosciuti. Quindi questi spesso poveri ma prolifici autori, scrivevano “avventura” ma ci hanno lasciato “cultura”. Come l’autore italiano di cui mi accingo adesso a scrivere: Valerio Evangelisti.

La mia scelta è ricaduta su di lui perché alla fine dell’anno scorso è uscito in libreria il suo ultimo romanzo, REX TREMENDAE MAIESTATIS, ultima avventura, non solo in ordine di uscita, del ciclo del suo personaggio seriale più celebre: l’inquisitore domenicano del 1300, realmente esistito, Nicholas Eymerich. Anche questo personaggio è, a suo modo, un detective. È l’inquisitore supremo del Regno d’Aragona, ed agisce come un investigatore della fede cristiana contro i malefici dei negromanti di ogni razza e religione, in lungo e largo per l’Europa dell’epoca. Un personaggio severo, fanatico, a volte crudele, quasi spietato. Ma anche debole, umano. Personaggio che unisce il gusto per l’orrore ed il macabro ad una severità di atteggiamenti dettati da profondi codici d’onore che ricordano moltissimo, ad esempio, il personaggio di Conan il Barbaro. Ma Eymerich, come tutti i grandi eroi, da Achille in poi con il suo “tallone”, non è invincibile. È terrorizzato da due cose soltanto: gli insetti (pensate alla fobia per i serpenti di Indiana Jones) e le donne (siamo nel 1300, non dimenticatelo). Per certi versi l’inquisitore domenicano è stato un antesignano letterario di più famosi antieroi come il Dottor House o il Cal Lightman di Lie to me, perché la sua prima avventura risale al 1993. A sua volta però è figlio di una sterminata tradizione letteraria popolare che inventa, reinventa e aggiorna stilemi e codici avventurosi, senza mai perdere la propria presa sul pubblico. Perché alla fine, molti non lo ammetteranno, ma è proprio questo che il pubblico vuole. Divertimento. Azione. Mistero. In una parola: avventura.

In questo primo appuntamento ho deciso di parlare di questo romanzo non per fare una apologia gratuita del personaggio e del suo autore, ma perché questo meraviglioso affresco pseudo-storico è ambientato in buon parte a Palermo prima e a Napoli poi. E qui torniamo al discorso iniziale di cultura e avventura. Rex Tremendae Maiestatis è sì, un romanzo di finzione, in cui il sagace inquisitore dà la caccia al suo più mortale avversario, come ogni personaggio seriale che si rispetti, il negromante Ramón de Tarrega. Ma questo non impedisce ad Evangelisti, grazie alle sue approfondite ricerche storiche e bibliografiche, di restituirci una immagine di Palermo come doveva apparire circa 800 anni fa. Palermo era una metropoli da cinquantamila abitanti, fiorente di commercio e cosmopolita, perché accoglieva cristiani cattolici e ortodossi, ebrei e musulmani convertiti. Quando Eymerich entra a Palermo da una delle sue dodici porte, alla vista di quella città popolosa e attiva, pronuncia per bocca del suo autore una frase significativa: “Poche città d’Europa vantano un simile sfarzo”. Il suo interlocutore, una nobildonna del Regno di Sardegna, gli risponde con altrettanta chiarezza: “[…] Non meravigliatevi del lusso delle chiese e dei palazzi: Palermo è la capitale del Mediterraneo e rivaleggia in splendore solo con Napoli. Ha più giardini, però.”

Ma il romanzo di Evangelisti, tra un sortilegio misterioso ed un inseguimento, tra la manifestazione di prodigi inspiegabili e pranzi alle corti dei potenti, ci restituisce anche lo scenario politico della città e dell’isola in genere: uno stato di semi-indipendenza dal regno di Federico IV in cui le potenti famiglie di baroni, conti e marchesi si arricchiscono alle spalle della povera gente, vivendo nel lusso sfrenato dei loro palazzi e castelli, esigendo tasse e gabelle per alimentare piccole scaramucce con le famiglie avversarie ed acquisire altri territori dell’isola da porre sotto il proprio controllo. Insomma, sempre la solita storia. Allora come oggi. Corsi e ricorsi storici, come diceva Gian Battista Vico. Evangelisti ci propone quindi avventura sì, ma anche uno spietato ed interessante affresco storico sulla Palermo dell’epoca, ricco di descrizioni di luoghi, fatti e persone che rende la lettura di questo romanzo affascinante quanto appassionante.

Provate a fare studiare ai vostri figli, nipoti, alunni, lo scenario storico della Palermo di quel periodo sui libri di scuola, e poi provate a fare leggere loro un romanzo d’avventura ambientato nello stesso periodo. State sicuri che si ricorderanno meglio le suggestioni del secondo piuttosto che le nozioni del primo. Perché se ai tempi delle poleis greche gli aedi cantavano in piazze gremite le gesta degli eroi dell’Iliade e dell’Odissea, era solo per un motivo: de te fabula narratur. Alcuni millenni fa, come oggi. Buona lettura.

Abbiamo parlato di:

Valerio Evangelisti, Rex Tremendae Maiestatis, Mondadori Strade Blu, 2010.

Arthur Conan Doyle, Tutto Sherlock Holmes, Newton Compton Editori, 2008.

Nicholas Eymerich (personaggio storico): http://it.wikipedia.org/wiki/Nicolas_Eymerich


Nota: L'articolo è stato pubblicato originariamente su www.altanox.eu

14 mar 2010

Il chi e il cosa di questi primi mesi del 2010.

Questo 2010 sembra essere entrato nel segno della zecca pulciosa rompicoglioni.
Se da un lato ti lascia stare, in altri momenti ti fa venire tanto di quel prurito che dopo esserti grattato allo sfinimento, ti lascia col fiatone.

Tra grattacapi personali e grattarole, alti e bassi emotivi, notti insonni e sieste quotidiane, bollette da pagare e pagamenti da riscuotere, alcool e fumo da scrittore maledetto, maledizioni su computer che defungono, squilli di trombe e progetti trombati, ecco cosa si è fatto e cosa si sta facendo in questo 2010, in silenzio, senza parlarne qui o li.

1 - un cortometraggio animato da 13 min (vabbè...saranno alla fine circa 16-17) prodotto da Grafimated e Cinesicilia sulla rivolta dei Vespri siciliani. Insieme a Rossana Baldanza.

Il mio ritorno all'animazione dopo una lunga pausa durata quasi quattro anni. Dai tempi di Zorry Kid ne è passato di tempo, e devo dire che mi sono trovato molto più a mio agio con lo strumento della sceneggiatura per movimenti. E mi sono anche divertito.

2 - l'adattamento a lungometraggio animato del soggetto di Favola di Palermo di Silvestro Nicolaci. Insieme a Davide Venturi.

Davide è un amico e un collega. Mi trovo benissimo a lavorare con lui e questo adattamento, pieno di invenzioni ma nel massimo rispetto della trama originale del fumetto è una cosa di cui entrambi andiamo orgogliosi. Si spera di trovare i finanziamenti almeno per sviluppare la sceneggiatura e il pilota.

3 - il provino per una web sit-com palermitana, Panelle e Crocchè. Nella speranza che parta la produzione (leggi: "soldi") della prima stagione.

Un divertimento inaspettato, venuto fuori casualmente. L'ideatrice della sit-com, Fabiana D'Urso, sceneggiatrice con trascorsi in Rai e Mediaset, l'avevo conosciuta anni fa, ma non c'eravamo mai più sentiti. E un giorno scopriamo che collaboriamo con la stessa azienda...

4 - una storia breve di fantascienza, di sesso e amore telematico, che sarà pubblicata nel numero zero della rivista DENTI. Disegni di Rossano Piccioni.

Una delle storie brevi alle quali sono maggiormente legato. Scritta parecchi anni fa non c'era stata occasione di pubblicarla da nessuna parte. Finchè Rossanon non mi chiede se avevo qualcosa nel cassetto da fargli disegnare...visto che lui è il coordinatore della rivista e solo all'ultimo si era liberato uno spazio per pubblicare lui stesso una storia.

5 - la ripresa di un progetto a cui tengo moltissimo, Villa Transilvania. E' presto comunque per aggiungere altro, ma per rinfrescarvi la memoria potete andare a leggere QUI.

6 - Un nuovo tentativo di collaborazione con la casa editrice per antonomasia del fumetto italiano.

7 - un paio di moduli di ore di docenza in corsi di sceneggiatura e animazione, oltre che il solito percorso di insegnamento alla Scuola del Fumetto di Palermo.

Per questo non mi chiamo Claudio Stassi...

Date a Cesare quel che è di Cesare. E io non mi chiamo Cesare.
E neanche Sergio, o Claudio se è per questo.

Il nuovo romanzo di Claudio Stassi, Per Questo Mi Chiamo Giovanni, è un altro capolavoro della letteratura disegnata. Vi sembrerà stano, ma trovo difficile trovare le parole per parlare di questo libro.

Per questo non mi chiamo Claudio Stassi. Perchè i grandi autori come lui riescono a parlare al cuore dei lettori. Scatenano le emozioni, amplificano i sentimenti, trasmettono le sensazioni. Io invece mi reputo un discreto autore di sano intrattenimento. Per questo penso sia importante che in questo pazzo mondo delle nuvolette parlanti ci siano autori come Claudio, che con la loro sensibilità raccontano grandi storie.

Quella che vedete qui sopra è una delle prime, meravigliose, tavole di questo romanzo grafico.
Questo per dimostrare che qui si parla di questi libri, non perché gli autori sono miei amici, ma perché i miei amici sono bravissimi autori di fumetti. Ad maiora.

Per questo mi chiamo Giovanni.
Di Claudio Stassi, tratto dal romanzo omonimo di Luigi Garlando.
Con postfazione dell'autore e una nota di Maria Falcone.
Rizzoli Oltre, 164 pg a colori, 18 Euro.


11 gen 2010

Per tutti quelli che..

- si aspettavano nuovi e frequenti aggiornamenti;
- volevano curiosare tra le storie e i progetti in lavorazione;
- volevano leggere pistolotti di critica e/o di lode su libri e fumetti;
- volevano in sostanza farsi un po' i cazzi miei;
...sappiate che si, il blog esiste, ma non c'ho voglia di scrivere.
Soprattutto perché da qualche tempo sono cambiati i miei ritmi di lavoro, passo molto tempo in studio e sono indaffarato con i colleghi, e la sera se proprio devo fare qualcosa, scrivo storie.
Se proprio volete sapere come mi vanno le cose, per ora mi sono dato alle "epigrafi" su Facebook. Molto più veloce.
Quindi, per chi mi cerca, sono lì.
Ad maiora.



20 set 2009

Abbiamo riattaccato la spina!


Ed eccomi ancora qui! Ho dato corrente ai cavi. Mi sono dato una leggera scossa nelle gengive per riprendermi quel sorriso che era tanto che non riuscivo più ad avere. Mi sono buttato nel lavoro ed un poco nella vita, perchè "il lavoro nobilita l'uomo, se prima non lo debilita". Sono pronto a ricominciare. A scrivere. Ad insegnare. A pubblicizzare. Fatevi sotto!

21 giu 2009

Ah già...ecco la prima, vera, novità 2009!





E' un progetto in nuce, in fieri, in divenire....insomma, siamo ancora in rodaggio, assemblaggio, e forza-e-coraggio. Però la mano c'è...e la storia...beh, quella è tutta sulle mie spalle. Speriamo.
L'autore è un mio nuovo compagno di viaggio. Il secondo autore dal segno umoristico con il quale collaboro concretamente (dopo Giuliano Piccinninno) da quando qualcuno si ostina a dire che faccio "lo sceneggiatore di fumetti" ;-)
Si chiama Massimo Asaro, e insegna come me alla Scuola del Fumetto di Palermo. Quando gli ho proposto questo progetto, il Max ha aderito con grande entusiasmo, e devo dire che nel suo segno (lontano da quello che avevo in mente all'inizio, ma ugualmente efficace, anzi di più) sto trovando gli stessi stimoli che mi diede Gianluca quando mise matita a JEK VANS.
Se son rose...speriamo di non pungerci! ;-)

2009: a volte ritornano...ancora!



Prima Jek Vans, poi Avalonia...e adesso forse...tra qualche mese...non è sicuro niente, ma...anche lui potrebbe tornare ad agitare la spada e finire impigliato nel mantello.
Chi lo sa...il futuro è fluido, e da questo anno di rivoluzioni, involuzioni e casini non mi aspetto sventagliate vittoriose di bandiere. Ma sperarci un po'...perchè no?!
Un 2009 di inattesi ritorni di serie che hanno avuto tutte come conclusione quel fatidico 2006...anno spartiacque della mia vita professionale, anche se in negativo. Sarebbe la chiusura di un cerchio, non c'è dubbio. Un nuovo starting-point. Come dire....un Matta reloaded.

Sul resto del fronte occidentale, tante piccole novità ma, in sostanza, niente di eclatante.
Sono stato di recente a Roma, per raccogliere chiacchiere e possibilità lavorative. E qualcosa sembra essere venuto fuori. Ma di questi tempi è meglio stare con la bocca chiusa fino a cose fatte...quindi, per ora, non aggiungo altro.

Sul resto dei fronti, mi dedico a svariate attività collaterali, tra cui anche lo sviluppo un portale di servizi turistici in Sicilia, curato dalla mia società. Se qualcuno di voi, lontani amici in giro per l'Italia, volesse trascorrere qualche giorno di relax in "terronia"....me lo faccia sapere! ;-)


19 mag 2009

Stato di abbandono

Blog in completo stato d'abbandono. Lo so.
Chissà se entro questo 2009 riuscirò a riprenderlo...a farmi tornare la voglia di scrivere qualcosa. Ora come ora non mi viene in mente niente...

25 feb 2009

Le prime novità del 2009....

JEK VANS tomo 1: "Atmosfera Zero". Edizioni Claire De Lune
Autori: Mattaliano/Gugliotta/Bonechi. Da Aprile 2009 oltralpe.

Avalonia: LISISTRATA. Albo per il ventennale della Festa di Cronaca di Topolinia.
 Autori: Mattaliano/Campidelli. Pinup di: Pontrelli, Fortunato, Gugliotta, Rossi.
In fumetteria, e soprattutto alle fiere, da marzo 2009.

5 feb 2009

Annunzio vobis...

Dampyr n. 108, mensile: dal 5 marzo in tutte le edicole!
IL DIVORATORE DI ANIME

Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Arturo Lozzi
Copertina: Enea Riboldi

Una leggenda nera circola nell’ambiente malavitoso di Bordeaux. Il potente gangster Brungevin non si toglie mai i guanti, perchè le sue mani provocano la morte al solo contatto. Ma chi è veramente Brungevin? Solo uno squallido individuo che sfrutta la prostituzione oppure la reincarnazione di un negriero di tre secoli prima? Toccherà ad Harlan Draka e ai suoi amici scoprire l’orribile verità...

NDA: Come ho detto, segnalazioni sparse. Questa gliela devo, al Di Gregorio. Lontano nel suo eremo barcellonese, aspettava credo da un paio d'anni l'uscita di questa storia. Storia alla quale tengo molto e che sono curioso di leggere perché...diciamo gli ho regalato qualcosina all'inizio del lavoro. 

IL 2009 entra con una pausa di riflessione.

Se la fine del 2008 è stata abbastanza avara di post, questo inizio di 2009 sembra che lo sarà ancora di più. In mezzo a tutte le novità lavorative più o meno belle, in mezzo a mille problemi e qualche pensiero, in mezzo al mio ritorno ai fumetti, in mezzo a tutto questo...beh...in mezzo c'è proprio il blog. Blog che per ora non riesco e, forse, non voglio curare. 
Non riesco ad essere abbastanza rilassato da condividere con voi pensieri, parole opere e facezie della mia vita, lavorativa e non. Il solo pensiero di scrivere qualche post più lungo di 5-6 righe mi terrorizza, e mi fa arrendere stremato davanti la pagina vuota. Quindi diciamo che, a parte qualche sporadica comunicazione, questo blog rimarrà in standby fino a tempi migliori.
Se mi cercate mi trovate su FB. Più facile focalizzare un pensiero, uno stato, e condividerlo con gli altri. Più rapido scrivere un saluto o un commento allo stato di qualcuno. Più facile, insomma, per un inizio di anno che sembrava partire a razzo e invece si sta dimostrando più difficile del previsto. Quando volete farmi un fischio, come vi ho detto, mi trovate su FB.
Ci sentiamo presto.
E fate i bravi mentre sono via.

28 gen 2009

La catenella di chi si vuole fare un pò di fatti degli altri...

Regole: Una volta taggati, dovete scrivere una nota con 25 cose a casaccio su di voi; fatti, abitudini, obiettivi raggiunti. Alla fine, scegliete e taggate 25 persone a cui inviarla. Dovete taggare anche la persona che ve l'ha inviata, se l'ha fatto è perché si voleva fa' un po' di fattacci vostri.

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25 che (forse) non sapete di me:

1. rispondo a questa maledetta cosa solo perchè Susanna mi sta simpatica, e perché in un angolo vanesio del mio cervello mi sta bene dire qualcosa su di me pubblicamente. Ma non costringerò altri 25 a fare questo outing. Ne selezionerò solo qualcuno...

2. Odio il traffico. Odio le macchine in doppia fila. Odio le persone che tagliano la strada o escono dai parcheggi senza freccia. Odio, insomma, l'inciviltà automobilistica tout court!

3. Il mio personaggio preferito è Martin Mystère. Lo seguo da più di 15 anni e lo conosco in lungo e in largo. Una delle mie soddisfazioni personali (e professionali) più grandi è avere firmato (per ora...;-) un soggetto che è stato sceneggiato da Castelli.

4. Maxi Martin Mystère n. 4. Soggetto di Manlio Mattaliano, Sceneggiatura Alfredo Castelli. Disegni Paolo Ongaro.

5. Non seguo la politica perché sono schifato dalla classe politica italiana, che purtroppo, duole ammetterlo, è solo quella che ci meritiamo! E a nulla valgono proclami di cambiamento dall'una o dall'altra parte: è sempre la solita banda di....(evito per incorrere in censure).

6. Oltre a collezionare fumetti di supereroi da quando ero piccolo, per i quali nutro un affetto enorme e non rinuncerei mai a quella mezz'oretta ogni tanto di sogni, cazzotti e ideali, colleziono anche tazze (mug per la precisione) sia delle città del mondo, che dei personaggi di fumetti e cartoni. E ogni giorno scelgo quella con cui fare colazione....a secondo dell'umore.

7. Sono un pigro. Io sono del partito della "domenica pigiama tutto il giorno". E se qualcuno mi sveglia, mi chiede, mi vuole, mentre io ancora sonnecchio, rimango nervoso tutto il giorno. Il mio cervello ha bisogno di ricaricare le batterie e la domenica non accetta stimoli esterni di quasi nessun tipo...sono fatto così, e così è. Non ci posso fare niente.

8. Penso che la televisione sia diventata uno schifo. A parte qualche telegiornale per informarsi (anche se molto parzialmente), i serial televisivi americani e qualche rarissima trasmissione di cultura e approfondimento (tipo Piero Angela e soci, o Manfredi), il resto fa schifo!

9. La mia rovina lavorativa è che coltivo molti interessi, e che ho acquisito esperienze e capacità in diversi campi, per varie traversie della vita che non sto qui a dire. E fare troppe cose insieme, alla lunga corrode il cervello. L'unica cosa che poi mi mette in pace con il mondo è scrivere storie. A quello non potrei rinunciare per nulla al mondo.

10. Musica e libri sono i regali migliori che possa ricevere. Non c'è mai un libro che non valga la pena di essere letto o una nuova musica da essere ascoltata. Se in questo paese ci fossero meno scrittori e più lettori, forse alcuni cervelli si risveglierebbero dal torpore in cui sonnecchiano.

11. Vivo a Palermo, ma ho vissuto due anni e mezzo a Roma. Uno dei periodi più belli della mia vita: disperato ma spensierato. Un girovago senza meta, che si spostava per case e fiere, che viveva in una casa con altre 4 persone incredibili. Ho trovato amici e amicizie così profonde e sincere che quelle in 30 anni di vita a Palermo, in confronto, si contano sulle dita.

12. Non sono un nostalgico dei "bei tempi andati" (tranne il punto di cui sopra). In nessun caso. Nemmeno in quella tipica deformazione del lettore di fumetti che vede bellissimo tutto quello pubblicato fino a 5 anni prima. Io guardo sempre avanti, anche nella mia vita. Riesco a lasciarmi esperienze, errori e amarezze alle spalle, perché cerco di darmi degli obiettivi che guardino sempre avanti. Forse per questo non amo scorrere i vecchi album di fotografie...

13. Mi chiedo come abbia fatto Susanna a scrivere 25 cose di lei, che io alla 13 (anzi 12, perchè c'è il trucco dell'immagine) non so più cosa scrivere. Alla faccia della parte vanesia del mio cervello...che secondo me alla fin fine è timida e si è nascosta chissà dove!

14. Valerio Evangelisti e Neil Gaiman sono tra i miei autori preferiti in assoluto. Ho letto quasi tutto quello che hanno scritto e, con alti e bassi, non c'è un loro libro che non mi sia piaciuto.

15. Sono un machintoscista incallito e convito. Uso i Mac dalla fine degli anni 90, e per me la Microsoft potrebbe fallire. Ma non solo computer...anche iPod, iPhone: tutto! Non c'è un persona che conosco che per risparmiare qualche centinaio di euro comprandosi un PC, non ce li abbia lasciati tra assistenze e pezzi di ricambio. Io, l'ultima volta che ho avuto un problema al Mac, la Apple me l'ha cambiato con uno nuovo di pacca! Vedete la differenza?

16. Negli anni, senza rasentare la paventata sociopatia di Susanna (che forse mi sta simpatica ANCHE per questo motivo ;-), ho imparato a scremare i rapporti sinceri e le amicizie, dalle semplici conoscenze. Su un amico puoi e devi sempre contare. Sugli altri no.
Quindi si evita di prendere fregature e delusioni.

17. Nonostante una certo "amore-odio" diffuso, io apprezzo FB. Perchè il fatto di riuscire ad entrare in contatto facilmente con le persone lontane (i miei colleghi sparsi per l'Italia, gli amici che vivono su e giù per lo Stivale, etc) mi sembra una cosa bellissima. Certo, non sopporto l'uso tipo "taglia-e-cuci" che ne fanno molti, che magari vivono anche nella stessa città, per non dire magari nello stesso quartiere o, peggio, pianerottolo!

18. Sono un bucolico. Mi piacerebbe vivere in una casa con due alberelli ed un giardino. Per svegliarmi con il canto degli uccellini, invece che con i clacson e le sirene. Mi renderebbe tutto più facile: anche alzarmi e andare in ufficio a lavorare con più serenità ogni mattina.

19. Qualcuno disse di me: "Sei umile, ma non modesto!". Forse aveva ragione. Ma in questo mondo la modestia non ti porta da nessuna parte. Ogni tanto bisogna difendere i propri ideali, la propria professionalità, il proprio carattere e orgoglio. Perchè purtroppo l'Italia è la terra in cui spesso vanno avanti i "chiacchieroni" e i "palloni gonfiati", che non è detto che alla fine siano sempre all'altezza delle proprie chiacchiere. Ma intanto stanno dove stanno.

20. Sono un amante del buon cibo e del buon vino, che preferisco di gran lunga alla birra. Datemi una serata tranquilla a casa di amici, con un pezzo di formaggio fresco ed un vinello sincero, e mi farete felice. Non guasta anche un buon sigaro, o al massimo qualche tirata di pipa.

21. Fumo. Più o meno da quando avevo 25 anni. Assurdo cominciare a quell'età, lo so. Ma è andata così. E quando qualcuno cerca di convincermi che fa schifo, che smettere è facile, che posso rinunciare alla sigaretta dopo il caffè, mi fa solo venire voglia di fumare di più. Quindi, per favore, silenzio. Quando e se deciderò di smettere, lo maturerò da solo.

22. Insegnare Sceneggiatura ai miei alunni per me non significa insegnargli cosa sono i Campi e i Piani, saperli elencare a memoria, e via. Per me significa insegnare loro ad usare il cervello, a ragionare su quello che fanno, ad aprire loro la mente con trucchi e tecniche. Poi lascio che la loro creatività e il loro talento facciano il resto. Ma lo capiranno poi...non ora.

23. In tempi immemori e insospettabili, ero un patito collezionista di tutte le storie di Paperinik che uscivano su Topolino. Avevo scritto cronologie, evoluzioni narrative, autori di punta, etc. Poi l'ha capito anche la Disney che era un personaggio dalle enormi potenzialità.

24. Ho un rapporto di profondo amore-odio con la mia città. Soprattutto da quando ci sono tornato nel 2006. Come dice Susanna, vorrei vivere altrove, ma ancora non so dove.

25. Sono un lunatico. Ma potente. Come Keison. Quando c'è la luna piena il mio umore peggiora e sprofonda nella depressione sociopatica. E non è suggestione! Scopro che c'è la luna piena sempre DOPO essere isterico per qualche giorno di seguito...

25 gen 2009

Buoni propositi...

Oltre quello di non fondere per le troppe attività che faccio contemporaneamente....raccogliere i soldini per comprarmi questa qua:

Mamma che bella, ragazzi! L'ho vista di persona a Lucca ed è veramente una figata! Con questa cosa qua il mio orgoglio nerd sale alle stelle! Neanche la mia donna, che tutto sopporta e tutto capisce delle mie molteplici sclerosi compulsive da collezionismo,  riesce ad accettare che debba spendere quasi 200 euro per una statuina! NON è SOLO una statuina le ho detto..ma lei, ovviamente, da profana, mi ha mandato a caghè!

Anche se, a voler essere sinceri, se volessi cadere in tentazione con un altro mio mito fumettistico, neanche questa qua sotto scherza...


21 gen 2009

Anno nuovo...vita nuovissima!

Lo so, è una vergogna. Nessun aggiornamento dall'inizio dell'anno. 
Avevo iniziato almeno 5 post diversi, poi abbandonati per mille cose da fare. 
Volevo parlarvi degli ultimi libri che ho letto (I Ragazzi del Massacro, La Luce di Orione, Il Club Dumas), ma ho glissato. Volevo fare la classifica del "decalogo filmico del buon parte familias", ma la rimando a tempi di maggiore speculazione intellettuale.
La verità è che questo 2009 è entrato con parecchie novità, molte belle, alcune meno. 
Un malumore diffuso dovuto al primo plenilunio dell'anno poi, ha bloccato tutti i miei entusiasmi sotto la Befana. Dicevo molte le novità in pentola quest'anno, anno di cambiamenti che potrei senza paura definire "epocali", e soprattutto un esubero non previsto di lavoro in agenzia dall'inizio dell'anno. Ma io sono sempre qui con voi...

Potrei parlarvi del destino di Jek Vans...ma non è ancora il momento.
Potrei dirvi che finalmente la storia breve di Avalonia, Lisistrata, vedrà la luce, ma anche qui è presto per fare annunci.
Potrei dirvi che ho aperto una piccola società, ma di questo non ve ne fotte granchè.
Allora, per consolarvi, vi anticipo una delle pin-up inedite che appariranno sull'albetto
Lisistrata, tutte affidate ad autori con un segno particolare e personalissimo, perché non mi andava di vedere solo le solite bonone in primo piano...e quindi ho detto loro di fare come vogliono. Vedrete tra gli altri Pontrelli, Fortunato, ed alcuni altri.

Quella che vedete sotto è opera di Armando Rossi, pregiatissimo autore di Ford Ravenstock insieme alla machiavellica e multiforme Susanna Raule. Ritrae una quasi irriconoscibile Calliope, protagonista dei tre Special e nota soprattutto per le sue forme e le sue chiome fluenti. Ecco...Armando mi ha salvato solo le seconde! ;-)

30 dic 2008

Anno nuovo, vita nuova!

Tavola 1, 2, 3: nuovo look! Come dicevo: anno nuovo, vita nuova! Questi i miei buoni propositi per l'anno che verrà! Il resto lo scopriremo insieme...

24 dic 2008

Auguri 2009!

Quest'anno semplicità, riciclo dal web, e soprattutto poca creatività: ma l'augurio è sincero!
Buon Natale a tutti voi!

16 dic 2008

La sindrome dei numeri 1!

Quando arriva in edicola il numero 1 di una nuova serie italiana (bonelliana-bonellide, per essere precisi), spero sempre che mi inchiodi alla lettura e mi faccia affezionare fin dal principio. Cosa, ahime, sempre più difficile. La novità più significativa dell'ultimo periodo rimane, secondo me, il Volto Nascosto di Gianfranco Manfredi. Ma quest'anno molte case editrici si sono date appuntamento a Lucca per sfornare le loro novità: sia Bonelli, che "bonellidi". Andiamo a vederle... 

L'INSONNE: Un nuovo inizio per la saga di Di Bernardo e Matteuzzi
Consideriamo questa "recensione" un fuori concorso: infatti L'Insonne 1 della Edizioni Arcadia è in realtà il numero 11 della serie interrotta dalla FreeBooks. Serie che ho seguito fin dal numero 0 con sempre grande entusiasmo, forse per certe atmosfere "martinmysteriane", ma anche per la capacità di dipanare intrecci a lunga scadenza, che finalmente in questo numero 11 stanno per venire al pettine. Infatti ho apprezzato molto il senso di predestinazione che aleggia in tutta la storia. Desdy capisce che c'era una ragione in tutto quello che le è successo di recente. E poi, finalmente, il riassunto con tutti i riferimenti ai numeri precedenti e le note all'interno dell'albo che rimandano agli altri albi. Adesso mi sono fatto un'idea più chiara della grande matassa narrativa storica alla base della saga di Desdy Metus. Ma avrebbero dovuto cominciare a farlo prima, non nel restart. Poveri i nuovi lettori, dico io. Ottima la veste editoriale. Spero di riuscire a vedere i rimanenti due o tre episodi prima della pensione.


DAVID MURPHY 911: Il nuovo blockbuster di Roberto Recchioni.
Roberto Recchioni sa cosa significa confezionare un "prodotto" fumettistico. E quindi con un'idea semplice, ma non per questo non forte, confeziona questo albo all'adrenalina che strizza l'occhio (forse tutti e due a dire il vero) a John MacLane di DieHard. Ma secondo me è troppo "prodotto" e poco "fumetto". Se serie come Magico Vento stregano pubblico e critica, non capisco una serie come David Murphy 911. Secondo me, è una serie che stancherà presto. Vorrebbe essere un blockbuster, ma secondo me si rivelerà un boomerang. E da Roberto, che ha una fortissima coscienza del seguito che ha tra i lettori, mi aspettavo una prova che stupisse i suoi fedelissimi e magari facesse ricredere i suoi detrattori (non io, per carità). Comunque non credo che la continuerò...magari vado a leggere gli altri albi a scrocco in fumetteria ;-)


TRIGGER: la nuova idea di Ade Capone.
Anche questa una miniserie. Capone lo apprezzo molto più di Roberto, devo ammetterlo, perchè con il suo Lazarus ha saputo percorrere idee e percorsi del fumetto molto prima di altri. L'idea c'è anche qua, e si vede fin dalle prime pagine. Le premesse ci sono, la storia si fa leggere ma i momenti di "deja-vu" sono tanti. I disegni non sempre all'altezza, devo dire, ma comunque sempre professionali. A sensazione è la struttura che non mi finisce di convincere. Quattro episodi dedicati ad ognuno dei protagonisti, e poi un numero finale in cui si intrecceranno. Temo che andrà incontro alla maledizione dell'italico fumetto, che se non sbatte il nome di un personaggio in copertina non tira lettori neanche se dentro ci sono capolavori. Va bene la storia corale, ma il sistema adottato secondo me destabilizza il lettore. Avrei tentato un intreccio più fitto per fare interagire i personaggi all'interno degli albi. Ma sono fiducioso. La seguirò senz'altro.


LILITH: il nuovo fumetto di Luca Enoch.
E non ho usato la parola fumetto a sproposito. Solidamente ancorato nella tradizione delle regole bonelliane, come sempre Enoch gioca tutte le sue carte per emanciparsi dalle stesse, e far si che le serie con il suo nome non siano solo "serie Bonelli", ma serie di "Luca Enoch". L'albo a me è piaciuto tantissimo. L'ambientazione durante la Guerra di Troia, la violenza selvaggia della protagonista mai gratuita ma funzionale al racconto, il suo destino nei flashback provenienti dal futuro, la definizione dei personaggi, e poi quel finale...quell'ultima tavola che ti fa capire come un personaggio che avevi forse snobbato per tutta la storia si rivela come il più importante di tutta la Storia (si, con la maiuscola). In più mi piace molto l'idea della "viaggiatrice del tempo" (un tema narrativo, ancora oggi, ricco di potenzialità): ogni albo un periodo storico e un'ambientazione diversa, con personaggi quindi sempre diversi. Insomma, un altro bel colpo della Bonelli, che continua a rinnovarsi alla grande, secondo me. E grande Enoch, ovviamente, che continua ad essere uno degli autori che seguo con interesse sempre crescente.

Giovani talenti crescono...

Il mio terzo anno alla Scuola del Fumetto è pieno di giovani abbastanza talentuosi. 
Ad alcuni di loro dovrei tirare le orecchie per l'approccio mentale che hanno verso il fumetto...o meglio, verso il LORO modo di voler fare fumetti...ma credo che certe cose le capiranno affrontando le avverse traversie di questo mestiere.
Intanto è capitata l'occasione di fare una storiellina con uno di loro, il bravo CIROLMO, del quale vi invito a visitare il blog. Un stile grottesco che deve molto ad Andrea Domestici e anche al mitico Zalozabal (di cui ho parlato in tempi non sospetti con il suo meraviglioso Genetic Grunge QUI), ma con qualche ingenuità in più, ovvio. Ma come si dice da queste parti: il ragazzo si farà...non sappiamo di cosa, ma si farà!
Ah...volete sapere di cosa parla la storia e dove uscirà?!
Parla di infermiere teutoniche e robot malconci. Leggermente erotica, ma con sobrietà.
Pubblicazione nel 2009. Il resto delle notizie strada facendo.