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27 nov 2008

Un mattapensiero dopo AnnoZero

Ma come possiamo sperare e pensare, in un paese con un'economia malata come Italia, di potere dignitosamente vivere in Italia facendo fumetti, cioè vivendo di un lavoro artistico, quando gli operai delle grandi aziende nazionali, che lavorano 12 ore al giorno, prendono 900 euro nette al mese?! Poi ci lamentiamo che gli editori nostrani, piccole realtà da 5/6 dipendenti e magari qualche migliaio di copie vendute ad opera, non ci pagano dignitosamente per il nostro lavoro.
Ma se non lo possono fare i grandi gruppi industriali, come possono farlo i piccoli imprenditori?!

6 ott 2008

Andare per andare (o Il mal di città).

"Andare per andare via non solo una pazzia, 
se io chiedo di vivere all'uomo che c'è in me." (PFM).

"L'euforia del ritorno dura solo 48 ore." Claudio Stassi.

Sono in città da neanche una settimana e il mio viaggio a Parigi sembra già un ricordo lontano. Torno in questa città da buttar via, di questo paese da buttar via, e mi vien voglia di ripartire, anche senza una metà e senza un perché. Andare...per andare via.

Stanotte ho riletto due volumi interi di Corto Maltese, a causa dell'insonnia che mi prende quando torno a casa. E ho apprezzato ancora una volta la maestria di Pratt nel farti visitare luoghi magici e angoli misteriosi del mondo schizzandoli e abbozzandoli con pochi colpi di pennello e di colore. Mi sono sentito un po' Corto Maltese, questa sera. Con la voglia di tornare da qualche parte quando è via, ma con l'irresistibile tentazione di partire quando sta troppo nello stesso posto. Lucca è tra poco meno di un mese, e non vedo l'ora di andarci.

Sicuramente il viaggio a Parigi mi ha lasciato tante sensazioni, ma sicuramente quella di non sentirmi più a casa quando torno a casa...quella è la più forte. E ogni volta che parto per lunghi periodi, al mio ritorno, la sensazione si acuisce e ci mette sempre di più per spegnersi. Certo, per ora in casa (ancora in famiglia: ammettiamolo!) ci sono tensioni che aleggiano nell'aria, e tutto diventa più difficile. Anche riambientarsi dopo un lungo viaggio. Poi in agenzia si è deciso di cambiare ufficio, e c'è pure il trasloco alla soglia della mia partenza per Lucca. Insomma, tutto più difficile.

Quando dal mio rumorosissimo balcone sento cacofonie di sirene, traffico e clacson al mattino, e rumori di harley, camion della spazzatura e stereo a tutto volume di notte, mi verrebbe di scendere in strada e sparare a tutti quelli che passano davanti il mio balcone, come Michael Douglas in quel film. E vorrei sottolineare che sto all'ottavo piano, mica al primo! O forse è proprio per questo?! Boh, non l'ho mai capito. Comunque l'inquinamento acustico è a livelli ormai per me insopportabili.

Sono questi i giorni in cui anelo una casa fuori mano, circondata dagli alberi per svegliarmi con il canto degli uccelli la mattina. Come quando stavo a Roma. In fondo basta poco: qualche albero attorno e le strade lontano da te di almeno cento metri. PS: ecco che passa il solito tascio (o coatto, per capirci) con la musica house a palla di notte. Ma Palermo non è Roma, per non dire Parigi o Londra. Qui il verde cittadino non esiste, tranne che in 2-3 isole felici in tutta la città. Poi sono solo palazzi, palazzi, palazzi. Che alla fine non si vede neanche il mare, in certi punti. Ma vi sembra possibile? Una città sul mare in cui il mare non si vede! Però è proprio per questa aria di mare, per questa distesa blu a portata d'occhio che si ritorna qui. Non certo per il lavoro, per i servizi, per la gente. No. Alla fine si ritorna per il cielo azzurro e per il mare.
E alla fine ci sono ritornato anche io, come volevasi dimostrare.

Paradossalmente tutto va bene. Il lavoro, gli affetti...tra poco l'indipendenza. Eppure quell'insopprimibile voglia di scappare mi resta appiccicata addosso...e nonostante cerchi di scrollarmela di dosso, non viene via. Mi verrebbe di parafrasare la duchessa di "Corte Sconta detta Arcana" che direbbe: "Io amo quella città....abbattetela!"
 

4 set 2008

John Truby rewiews The Dark Knight!

"The Dark Knight is a writer’s genre movie, even a transcendent one, and screenwriters would do well to study it closely." John Truby on The Dark Knight.

Penso che questa recensione strattemente "tecnica" possa essere interessante per tutti quelli che hanno amato il film di Nolan, ma anche per quelli che l'hanno criticato. Ovviamente ci sono degli spoiler sulla trama, quindi assicuratevi di avere visto prima il film (Si, lo so: l'ho visto e non ne ho detto niente; Si: mi è piaciuto, ma non come avrei voluto). Quelli tra voi che bazzicano l'orgogliosa arte della sceneggiatura lo troveranno particolarmente interessante.

John Truby è considerato uno dei guru americani dello screenwriting, insieme a nomi come John Vogler, Linda Seger, Sid Field e Robert McKee, solo per citare i più noti in Italia, i cui libri sono tradotti anche da noi. Io ho avuto modo di studiare molti di loro, sia durante il master a Rai Fiction, sia per la mia breve esperienza di scrittura nell'animazione, e vi assicuro che sono una lettura fondamentale per ogni sceneggiatore che si definisca tale.

25 lug 2008

Lui, Lei e il Falcone Maltese.


Marasma completo nella mia vita, in questi giorni. Giorni buoni per mettersi a pensare, rimuginare, sognare. Giorni in cui, senza volerlo, nella dormiveglia emergono episodi, ricordi, sogni ad occhi aperti. Immagino scene e situazioni che non si sono verificate, che si potrebbero verificare o che non si verificheranno mai. Ricordo strani momenti che se avessi avuto un computer a portata di mano, avrei passato subito sul blog. Uno di questi momenti mi è ritornato in mente proprio oggi, subito dopo pranzo...

Io e Lei, di sera, sdraiati sul letto a vedere la tele dopo una giornata di lavoro. Lei, sul punto di crollare, non bada neanche a quello che passa la tv. Io, in una di quelle serate in cui il sonno è peggio di una puttana tradita: non viene neanche se la paghi! Nello zapping furioso, a metà tra il tentativo di autoipnosi e il tenere occupato il cervello, un'apparizione!
In uno dei mille scogniti canali locali, l'inconfondibile bianco e nero d'altri tempi e poi lui, uno dei miei attori preferiti in assoluto: Humphrey Bogart! Una rapida occhiata al suo look e agli ambienti per focalizzare senza indugio il film...

- Amore! Guarda qua! "Il Falcone Maltese"!
- Il Falcone...?!
- Il Falcone Maltese...ma in Italia credo sia uscito come "Il Mistero del Falco". Con Sam Spade, l'investigatore privato...tratto da un romanzo di Dashiel Hammet!
- Ma lui non faceva quell'altro...come si chiama?
- Philip Marlowe?
- Si, quello.
- E' un altro personaggio...sempre investigatore privato, ma di Raymond Chandler. Erano contemporanei. I film di Marlowe sono meravigliosi, ma il "Falcone Maltese" è un capolavoro del genere!
- Mah...
(E in questo "mah" c'erano tutte le differenze di miti e cultura tra Me e Lei; lei che magari conosce tutti gli Scamarcio e i Gioè, e io non so neanche chi sono. Lei che mi porta a vedere film strani italiani che non dicono niente, ma poi mi accompagna a vedere tutti i film di supereroi, per non sentirmi lamentare tutta la sera di avere buttato soldi, di quanto fa schifo il cinema italiano, di quanti attori cani che abbiamo, etc, etc ;-)

Poi Lei si addormenta. Io rimango rapito dai dialoghi secchi, dalla mimica essenziale di Bogart. Per arrivare infine a quelle battute finali che mi fanno venire sempre la pelle d'oca...
Poliziotto: Bene...perchè non lo scendi nella hall?
Spade: E' pesante.
Poliziotto: Ma di cosa è?
Spade: Della materia di cui sono fatti i sogni.
(tradotto dalla sceneggiatura originale trovata in rete)

Dio mio....mi vengono i brividi solo a scriverla. Grande Bogart. Immenso. Meraviglioso.

19 mag 2008

Ipse dixit: Mara Carfagna

Nel 2006 a un intervistatore che le chiedeva le ragioni del suo rifiuto a recitare in un film diretto da Tinto Brass, Mara Carfagna ha dichiarato di essere timida e credere «in certi valori».

Il 15 febbraio 2007 al seminario "Donna, vita e famiglia", da lei stessa organizzato, la deputata Carfagna afferma che «non c'è nessuna ragione per la quale lo Stato debba riconoscere le coppie omosessuali, visto che costituzionalmente sono sterili» e che «per volersi bene il requisito fondamentale è poter procreare». Dall'8 maggio 2008 è Ministro per le Pari Opportunità, ed è notizia di oggi che ha rifiutato il patrocinio del suo dicastero al Gay Pride. 

«Non sono raccomandata. Da tre anni lavoro per Azzurro Donna, da due sono coordinatrice regionale campana. Non mi hanno scelto per la bellezza. Posso capire i malumori degli esclusi ma non sono piazzata lì per caso, non sono cascata dal cielo». Noooo...figuriamoci.