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6 nov 2008
...e Lucca coi suoi fumettari!
Dopo un intenso periodo di lavoro extrafumettistico, e cambiamenti più o meno epocali nella mia vita, è tornato il Matta. Soprattutto è tornato il Matta fumettaro. Si, perchè dopo un paio d'anni spesi solo a concentrarmi su una collaborazione con Bonelli, sentivo il bisogno di riaprirmi al mondo del fumetto con alcuni progetti "congelati" che secondo me avevano qualcosa da dire.
Quindi era doveroso un ritorno a Lucca Comics, dopo la latitanza dello scorso anno. Quest'anno Lucca è stata un pò particolare: due giorni di pioggia infinita, con umidità e mal di testa per il sottoscritto, e due giorni di ressa disumana che hanno funestato qualunque tipo di contatto umano e professionale dentro i padiglioni. Ma alla fine qualcosa si è combinato lo stesso. Mi sento carico, ho voglia di scrivere, riprendere in mano vecchi soggetti e progetti che adesso, sembra abbiano trovato il loro posto sul mercato.
Senza dilungarmi troppo vi elenco gli eventi clou a cui ho partecipato:
1. L'arrivo nell'appartamento regale che ha ospitato me, Gianluca, Roberto e Rossana. Roba da siuri, come direbbe Max Bunker. Io e Roberto, che siamo stati i primi a metterci piede, abbiamo passato ore a osservare la strana collezione di portauova da tutto il mondo, alcuni misteriosi gusci giganti di uova (forse di struzzo, di cammello, di rinoceronte, non lo so), ed un enorme quadro contemporaneo, illuminato da un suo faretto personale, che non siamo riusciti a capire se era una crosta a cui erano affezionati i padroni, o un inestimabile capolavoro.
2. Il mio orgoglioso ingresso a ritirare il pass (di un'altra persona, in quanto ne aveva due), solo per vedermelo reclamato dalla stessa dopo poche ore, perchè l'altro era stato bloccato. Colpa mia che non l'avevo richiesto prima, che avevo creduto al favore di qualcuno, che ancora non mi rendo conto di quanta gente si imbuca con sta cosa dei pass. Ma io dico: entro gratis ad Angouleme soltanto dichiarando che sono un autore (magari portando una prova, anche un giornalino fotocopiato) e poi devo combattere a Lucca che fino a quando non pubblichi qualche cosa che "fa il botto", rimani sempre un giovane e sconosciuto autore?! Comunque poi si è risolto tutto per il meglio. Mi sembra che pranzando, cenando, bivaccando e bevendo caffè per 4 giorni si contribuisca abbastanza al PIL di Lucca, senza dover pure pagare i pedaggi all'ingresso.
3. Il dialogo surreale tra me, Susanna Raule con il sacchetto della spesa in testa e Diego Cajelli che arriva, saluta, risponde al tel e ci pianta mentre noi aspettavamo di rispondergli...
4. Direttamente connesso al primo episodio: avere conosciuto oltre che il buon Armando Rossi, sia Susanna che Alex Crippa. Abbiamo tutti e tre qualcosa in comune (io meno di loro, ancora. Ma vedrò di mettermi in pari), e non vedevo l'ora di scambiare due chiacchere con loro in merito. Di Susanna ho preso Ford Ravenstock 2: L'allegria dei Naufragi, e si conferma come uno dei personaggi più ben delineati e interessanti del panorama fumettistico "indipendente" italiano.
5. Il premio "Gran Guinigi" come miglior sceneggiatore a Diego Cajelli, con annessa ovazione spontanea di tutti gli amici presenti e performance del Diego, che si inchina ostentando il piatto per raccogliere il plauso del pubblico in delirio. Era ora, dico io!
6. La fatica fatta a cercare di tenere il conto di quanti siciliani, e palermitani in particolare, bazzicassero in quel di Lucca. Tra amici, colleghi, docenti, alunni ed ex-alunni della Scuola del Fumetto....almeno una cinquantina!!! Cazzo, quanti siamo! Se ne sono accorti in molti, a dire il vero. Anche perchè, con tutti i premi che stiamo (stanno) raccattando, non passiamo proprio inosservati.
7. La mia caccia al SOMMO durata quasi tre giorni. Al fine, quasi sconfitto per non riuscire a beccarlo, stavo gettando la spugna. Poi all'altoparlante annunciano una conferenza con LUI come ospite! Lo incontro, importunandolo in seconda fila durante la conferenza, e lui, il SOMMO, mi confida che nulla ancora è stato fatto, e che tutte le mie soluzioni per accelerare i tempi non sono valide. Il momento con l'umore più basso di tutta la manifestazione...
8. La ressa diabolica allo stand del Vernacoliere per farsi fare un disegno sul volume di Don Zaucker da quei due Paguri di Caluri & Pagani! Tanto diabolica da farmi mollare la presa! Incrocio Caluri almeno altre 5-6 volte, e tra quelle in cui andavo di fretta, e quelle in cui era al tel non sono riuscito neanche a presentarmi...figuriamoci a farmi fare un disegno! E questa cosa mi è dispiaciuta molto...
9. Il dialogo scherzoso tra me, Alfio Buscaglia e Giovanni Di Gregorio. Alla fine emerge il fatto che quando Alfio rifiuta un progetto si rivela un bestseller. Intuendo la prospettiva, gliene propongo due sedutastante...che lui ovviamente rifiuta. Quindi il successo mi arriderà prestissimo! :-D Grazie Alfio, sei un amico!
10. La festa Self-Comics che, in odore di mega-pacco, è diventata per noi riunione in Piazza Anfiteatro. Qui assisto ad una trattativa "amichevole" tra Giorgio Pontrelli ed uno sconosciuto, che mi sembrava fosse solo un fan accanito, per uno scambio di tavole. E invece era Raoul Cestaro, disegnatore di Tex. Testa sotto le scarpe infangate...e fuga a prendere una birra per evitare inutili balbettii di giustificazione.
11. Francesco Ripoli e il suo 1890 per le Edizioni BD. Meraviglioso incontrarlo e complimentarmi con lui, schivo come sempre e restio a mettersi a disegnare davanti le persone. E allora via ad imboscarsi per fumare una sigaretta. E dopo che lunedì ho potuto vedere anche l'edizione originale francese del volume, era ancora più commosso. Le Edizioni BD avevano un catalogo davvero da fare invidia, soprattutto la sezione romanzi. Un'interessante deviazione dal mercato fumettistico da tenere sott'occhio, secondo me.
12. Vedere Giuseppe Franzella (autore di Brendon) che firma le stampe allo stand Bonelli dopo dieci anni di mancanza da Lucca, e che gongola dopo avere scambiato due sue tavole per una di Mari e una di Dell'Agnol. E' stato un piacere tale rivederlo così carico, così convinto a continuare la sua carriera di disegnatore, che mi si è aperto il cuore...
13. Cena Red Whale "da Giulio, in Conceria". Uno stormo di amici e collaboratori di Katja e Co (tra cui quella pazzerella di Mariantonia), tra vino, scherzi, lazzi e sollazzi. Ho conosciuto di persona Davide De Cubellis: un uomo che ammiro tanto. Vediamo in anteprima la brochure della RED: meravigliosa, con un sacco di bei progetti dentro. Se tutto va come deve andare, ci sarà da lavorare parecchio...;-)
14. Momento di massima invidia. Susanna e Palumbo, ospiti allo stand della Scuola del Fumetto, che disegnano una tavola da mettere all'asta. Susanna concentrata e quasi imbarazzata dalla presenza del maestro, e Palumbo che sforna quelle meravigliose vignette direttamente a pennello...che solo lui sa come diavolo fa!
15. Un editore che mi chiama per propormi un'opera titanica. Difficile, perchè argomento già ampiamente trattato, ma con ancora grandi spunti di narrazione. Ci sto riflettendo...è una cosa che potrebbe tenermi occupato anche un intero anno. Al disegnatore anche di più. Mah!
16. Pranzo "Da Francesco". Su consiglio di Andrea Domestici, mi godo la migliore mangiata "toscana" da quando vado a Lucca. Io, Ripoli, Andrea, Stefano e altri amici extrafumetto tra un buon bicchiere di vino rosso, due risate e tante piccole idee che possono venire fuori solo fuori dala ressa dei padiglioni.
17. Lorenzo Bartoli in cerca del suo pass, che chiede a me (cioè...a ME!) di farlo entrare allo stand per ritirarlo. Detto questo, con azione felina, mi sguscia dietro mentre io esibisco il mio, e lui entra senza problemi. Io, ammirato e basito (F5) mi dileguo nella coltre di umidità del padiglione.
18. L'incontro per dare seguito ad un mio progetto, tanto maltrattato in Italia che mi ha fatto quasi pena, ma con grandi potenzialità per qualche editore lungimirante. E' tutto bello e veloce: stanno partendo i plichi e noi stiamo firmando un contratto. Cose di pazzi! Dopo due anni!
19. L'amara constatazione di avere visto molte meno cosplayer del solito. A parte la solita Giorgia vestita da PonPon, sulla cui mise già si sono scatenati pettegolezzi in rete (vedi blog di Alex), e un paio di strane Fate o Diavolette allo stand Arcadia. Non capivo se erano lì per attirare l'attenzione o per farsi fare un disegno esclusivo dal fortunato di turno.
20. Il ritorno in macchina verso roma con Federica Manfredi, Andrea Domestici, Stefano e Don con riflessioni toutcourt sul perchè fare fumetti, perchè farlo in Italia con editori che ancora si ostinano a definirsi tali, visto che non pagano (tranne i soliti 5-6), e la definizione concordata di "editori" e "pubblicatori". Inutile stare qui a rimarcare le differenze....;-).
NdA: aggiornato con tutti i link, qualche commento in più e qualche errore di battituta in meno il 9/11/08.
26 giu 2008
Opera prima.
Ricevo e pubblico con piacere: "La Grafimated Cartoon- Scuola del Fumetto di Palermo in collaborazione con l’Associazione Aiamola è lieta di invitarvi alla presentazione del volume a fumetti "la Tonnara di Mondello", che si terrà presso la torre della Tonnara di Mondello nei giorni di sabato 28 e 29 giugno dalle ore 11.00 alle ore 19.00. Il fumetto di 24 pagine, da un soggetto di Angelo Agnello che ne realizzerà la sceneggiatura insieme alla figlia Fabrizia, e' stato affidato ai disegni di Lelio Bonaccorso, giovane fumettista messinese diplomatosi presso la Scuola del Fumetto di Palermo, che attraverso uno stile di disegno evocativo e dinamico ricostruisce momenti di vita quotidiana vissuti all’interno dell’antico manufatto edificato per proteggere la tonnara di Mondello dagli attacchi dei pirati. Sarà prevista una mostra delle tavole originali e al contempo, l’autore del fumetto sarà disponibile nella stessa sede ad accogliere il pubblico intervenuto, con un'estemporanea di disegno dal vivo . La mostra sarà aperta al pubblico il 28 e 29 giugno dalle 11:00 alle 19:00 e saranno presenti alcuni allievi della scuola che omaggeranno gli intervenuti con disegni estemporanei. Il volume inoltre sarà distribuito in abbinamento con il Giornale di Sicilia, domenica 29 giugno."La storia riportata ne "la Tonnara di Mondello" è ispirata ad un avvenimento realmente accaduto alla fine del ‘700: Il borgo marinaro di Mondello nasce attorno ad una tonnara. Li la vita era dura e pericolosa, costellata da attacchi pirateschi che incutevano il terrore tra i pescatori e gli abitanti del villaggio. Maria e Salvatore vivono queste paure sino al momento estremo in cui perdono un amico, allora il peso di quella vita diventa insopportabile e Maria prende la sua decisione.
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NOTA del MATTA: Diavolo d'un Lelio. La sua opera prima completa, dopo le tante collaborazioni estemporanee con Tunuè e Becco Giallo. Bravissimo davvero. Io ci sarò, per prendere l'albo e per farmi fare un disegnino dal vivo.
9 mag 2007
Quello che i fumettari non dicono.
8 mag 2007
Brancaccio e Il Giocatore
Per tornare ad un altra annosa questione che un pò di tempo fa imperversava per i blog ("Che cosa è un graphic novel?") in questo post vi parlo di due libri a fumetti, entrambi realizzati da autori siciliani doc. E solo per questo varrebbe la pena comprarli, no?! ;-)
Il primo è quello di cui qui sotto potete l'invito alla presentazione. Se siete a Palermo non potete farvi sfuggire l'occasione. Il libro si chiama Il Giocatore, ed è il primo esperimento di graphic novel della casa editrice Frassinelli: un'opera firmata dalla regista Roberta Torre (Tano da morire, Sud Side Stori, etc) e dal poliedrico Gianni Allegra (vignettista de la Repubblica Palermo, oltre che di Linus, Cuore, Comix e Smemoranda, solo per citare alcune collaborazione eccellenti), recentemente presentata in anteprima a NapoliComicon. Nel blog di Sergio trovate anche un commento al riguardo ed una rapida galleria fotografica.

Per chi non lo conoscesse, riassumere in due parole la carriera di Gianni è impresa quasi impossibile. Illustratore, vignettista, pittore, ideatore di cartoni animati, fumettista: un talento eclettico, votato alla nona arte, di cui potrete saperne di più passando da qui.
Le strade professionali ci hanno fatto incrociare almeno un paio di volte, ma in nessuno dei due casi si è concretizzato nulla. Se non un fantastico rapporto umano, un pò mentore-allievo se vogliamo, sempre carico di stimoli reciproci, voglia di continuare a fare, e migliorarsi in ogni opera e idea.
Sul secondo libro che dire. Ne hanno parlato tutti in lungo e in largo. Ma voglio dirlo anche io. Perchè i due autori sono più che colleghi...sono amici!
Brancaccio, Storie di Mafia Quotidiana (Di Gregorio/Stassi, Beccogiallo, 2006) ha vinto il premio Attilio Micheluzzi 2007 come "migliore sceneggiatura per un romanzo grafico". Ritira il premio Claudio Stassi. Applauso, please ;-)
Io ero presente, come tutto il resto della banda siciliana, alla premiazione. Commozione. Emozione. Non per il premio in se, ma per quello che per noi tutti significa. Abbiamo condiviso sogni e speranze, frustrazioni e delusioni. Il successo di uno di noi è un successo per tutti.
Ero commosso allora, e lo sono anche adesso che scrivo queste righe. Altre istantanee della premiazione le trovate qui.
Il primo è quello di cui qui sotto potete l'invito alla presentazione. Se siete a Palermo non potete farvi sfuggire l'occasione. Il libro si chiama Il Giocatore, ed è il primo esperimento di graphic novel della casa editrice Frassinelli: un'opera firmata dalla regista Roberta Torre (Tano da morire, Sud Side Stori, etc) e dal poliedrico Gianni Allegra (vignettista de la Repubblica Palermo, oltre che di Linus, Cuore, Comix e Smemoranda, solo per citare alcune collaborazione eccellenti), recentemente presentata in anteprima a NapoliComicon. Nel blog di Sergio trovate anche un commento al riguardo ed una rapida galleria fotografica.

Per chi non lo conoscesse, riassumere in due parole la carriera di Gianni è impresa quasi impossibile. Illustratore, vignettista, pittore, ideatore di cartoni animati, fumettista: un talento eclettico, votato alla nona arte, di cui potrete saperne di più passando da qui.
Le strade professionali ci hanno fatto incrociare almeno un paio di volte, ma in nessuno dei due casi si è concretizzato nulla. Se non un fantastico rapporto umano, un pò mentore-allievo se vogliamo, sempre carico di stimoli reciproci, voglia di continuare a fare, e migliorarsi in ogni opera e idea.
Sul secondo libro che dire. Ne hanno parlato tutti in lungo e in largo. Ma voglio dirlo anche io. Perchè i due autori sono più che colleghi...sono amici!Brancaccio, Storie di Mafia Quotidiana (Di Gregorio/Stassi, Beccogiallo, 2006) ha vinto il premio Attilio Micheluzzi 2007 come "migliore sceneggiatura per un romanzo grafico". Ritira il premio Claudio Stassi. Applauso, please ;-)
Io ero presente, come tutto il resto della banda siciliana, alla premiazione. Commozione. Emozione. Non per il premio in se, ma per quello che per noi tutti significa. Abbiamo condiviso sogni e speranze, frustrazioni e delusioni. Il successo di uno di noi è un successo per tutti.
Ero commosso allora, e lo sono anche adesso che scrivo queste righe. Altre istantanee della premiazione le trovate qui.
6 mag 2007
Napoli polemicon!
Nonostante se ne sia (s)parlato abbastanza nei blog dico anche io la mia, come sempre in ritardo, sul Comicon di quest'anno. Un paio di post fa dicevo: "riviste (parola pericolosa di questi tempi in Italia ma, a quanto pare, a noi fumettari amiamo il rischio)".A quanto pare ci avevo visto giusto. Le due novità collettive più attese e al centro dell'attenzione sono state le riviste Mono n. 2 e Motel n. 1. Pioggia di critiche sull'una e sull'altra, manco fossero state le nuove testate di punta, che so, della Bonelli e dell'Eura!
Dico la mia perchè sono (stato, nel caso di Mono) coinvolto in entrambe. Da molti è stato messo in discussione proprio il concetto di rivista (su tutti: Ottokin), ma in alcuni casi si andava oltre e si usava la rivista per criticare l'operato delle persone che ci stanno dietro. E questo fa parte di quella "guerra dei poveri" che Giorgio Messina sottolineava in un suo lucido intervento nel blog di Ottokin. E chi mi conosce, sa bene che peso specifico abbia per me questa affermazione: ma bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare. La paupuerorum bellum è un modus vivendi dell'Italia tutta....figuriamoci se dobbiamo sorprendercene nel mondo del fumetto. Il concetto alla base della PB è che meno soldi e prospettive ci sono in ballo, più si sta lì ad accapigliarsi. Ma torniamo a noi (che poi mi accusano di diventare prolisso e polemico come Rrobe ;-)
Se Motel addirittura è stata paragonata ad una fanzine ben fatta (anzi, neanche quello!), di Mono, pur constatandone la buona fattura (sempre basandosi sul concetto di "rivista") se ne contesta addirittura lo scopo, e la speculazione economica che secondo alcuni ci starebbe dietro. Molto saggiamente, nel blog di Mono di cui sopra, editore e curatori spiegano, conti alla mano, le loro scelte editoriali, che io condivido, conoscendone fin dall'inizio i retroscena. E se in parte accetto le osservazioni fatte da Roberto, dico anche che il "controllo sui materiali" non dovrebbe neanche esserci da parte dei curatori, perchè tutti gli autori sono invitati, e non precettati, a partecipare. E nella mia etica professionale se non mi sento, non mi va o non mi viene in mente niente da raccontare, proprio perchè è gratis e lo devo fare per piacere e non per dovere, non accetto l'invito. Se lo accetto è anche per sfidarmi sul poter raccontare qualcosa che abbia un senso in una sola tavola. Poi posso scoprire che ho perso la sfida (e avere fatto una tavola "furba"), ma il concetto di accettare o meno la collaborazione e sforzarsi quindi di garantire un prodotto che prima di tutto soddisfi l'autore, e quindi l'editore, non dovrebbe essere messo in discussione.Per quanto riguarda Motel la butto per un attimo sul personale. La mia storiella "Giustizia Cieca", apparsa su Motel 1, è stata definita da Ausonia addirittura "triste". Vabbè..non mi scompongo. Anche Jek Vans è piaciuto molto ad alcuni, e per altri era solo una piacevole storiella magari raccontata neanche troppo bene. De gustibus, ragazzi. E' anche vero poi che l'etica professionale alla base del lavoro mio e di Ausonia è profondamente diversa: facciamo fumetto in modo diverso, con scopi diversi e per pubblici diversi. Se sui gusti non di disputa, quello che un pò mi ha dato fastidio è stato l'attaccare il principio e la volontà che entrambi i curatori e gli editori hanno messo, nel bene e nel male, nella realizzazione di entrambe le riviste. Ognuno con i suoi mezzi e, diciamocelo pure senza malignità, con i suoi limiti.
Tra il fare benino e il non fare, in questo paese sembra che sia sempre meglio non fare. Perchè se provi a fare qualcosa, con i tuoi mezzi e con tutta l'onestà intellettuale di provarci, tutti a starti addosso perchè non sei stato il supermegaultrafico che tutti si aspettavano che fossi. Ovviamente fatto salvo il discorso che si provino a vendere fischi per fiaschi (credo la delusione alla base della critica di Ottokin): o per ingenuità intellettuale (ogni scarrafone è bello a mamma sò) o per furbizia. Doveroso rimanere delusi in entrambi i casi, di più nel secondo. E io credo che per Motel rientriamo nel primo caso.
Adesso non starò lì a tirar morale sull'una e l'altra questione. Ho detto la mia su quello che, secondo me, è il problema "intelletuale" alla base di entrambe le critiche. Per come sono fatto io, se a me non piace l'operato di qualcuno, lo critico. E finchè siamo in un paese libero possiamo farlo. Posso anche, sempre per carattere, essere portato a vedere il lato positivo delle cose (e avere fatto per breve tempo l'imprenditore mi ha insegnato che se non fai così, alla prima difficoltà ti viene di mollare tutto, e amen), e quindi addolcire le critiche.
Se poi non mi piace la persona, come si comporta, come lavora, non sto neanche lì a sparare a zero su quello che "produce". Se quello che fa è la proiezione di come è, preferisco non averci a che fare. Quello del fumetto è un piccolo orticello. Per la mia sanità mentale, amo essere "amico" di pochi colleghi, e "collega" di molti amici. Per esempio, pur nutrendo immensa stima personale e professionale nei confronti di Diego, non potrei mai affermare di essere suo amico. E anche lui la pensa così. Non abbiamo fatto il militare insieme, non abbiamo avuto la stessa comitiva, non mi ha mai chiesto aiuto nel momento del bisogno. Ma so che è un collega su cui posso contare, se avrò bisogno di un consiglio, o di qualunque altra cosa che riguardi il nostro legame professionale (almeno lo spero, vero Diè ;-)
Sulla più enorme questione del concetto di rivista, posso dirvi come la penso io. Cosa sono le riviste a fumetti? Una cosa che non esiste più. E come tale, è rimasta idealizzata nelle mente di tutti quelli che l'hanno vissuta. Faccio l'esempio di Arthur King di Bartoli e Domestici. Ma per spingermi oltre, è come se ipotizzassimo che Dylan Dog ha chiuso al 100, e qualche anno dopo qualche altro editore tentasse coraggiosamente di riprenderne la pubblicazione.Tutti a stare lì a dire che come quei 100 numeri non c'è ne sono, etc. Ecco, è lo stesso parlare "a memoria".
Gli editori, ma soprattutto il pubblico e gli autori che le facevano, fanno parte di un pezzo di fumetto italiano che non c'è più. Adesso, per leggere qualcosa che probabilmente in altri tempi sarebbe finito su una delle gloriose, dobbiamo andare a comprare un volume Coconino, Bd, o altro.
Adesso ci dobbiamo accontentare, con i numeri che il pubblico e il mercato dei lettori permettono, di piccoli e coraggiosi tentativi, non sempre riusciti ma almeno migliorabili, come possono essere Mono e Motel. E io mi sento orgoglioso di avere partecipato ad entrambi questi piccoli laboratori di creatività. Con storie e racconti che, ovviamente, possono essere piaciuti o meno.
PS: se siete arrivati a leggere tutto fin qua, senza saltare nulla, siete dei coraggiosi. Alla prossima fiera vi offro una birra. Nel prossimo post vi parlo delle emozioni del Comicon.
4 mag 2007
In quel di Lanciano c'ero anche io!
Ok, cominciamo dal remoto passato, visto che sono passati quasi 15 giorni, con il reportage di Lanciano Fumetto!Partenza domenica 22 aprile in clamoroso ritardo alle ore 12:00 (prevista era 10:30-11:00) con sveglione fantozziano del sottoscritto completamente vanificato.
Brigata automunita formata dal sottoscritto, che sfoggia orgogliosamente la maglietta dell'Omino Bufo di Castelli, Pontrelli, Keison e Torti Jr.
Attraversamento perpendicolare dell'Italia quasi alla velocità della luce (180 o giù di lì). Era emozionante vedere gli animaletti volanti che si spalmavano sul parabrezza a velocità fotonica.
Quindi arrivo e sistemazione in lussuosissimo alberghetto fuori Lanciano, con insperati benefit riservati solo ai grandi vips (frigorifero da svuotare e altre cose che non si possono dire...almeno senza provocare le ire delle rispettive fidanzate).
Da infiltrato ho assistito alla book review fatta in una grande sala riunioni da Sergio Toppi, Angelo Stano, Andrea Di Vito, Pongio, Keison & Torti (che sagome: una strana coppia tipo Ale & Franz prestata al fumetto). Io ero il sostituto della fidanzata di Pongio (nessuna ilarità, please ;-) e quindi, mentendo sulla mia appartenenza alla scuderia Eura (perdonami Lorenzo...), mi infiltravo discretamente nelle sale gremite e inaccessibili di Lanciano Fumetto. La grande serenità e pacatezza di persone come Toppi, o la severa lucidità di uno Stano in gran forma (mai sentito Stano parlare così tanto...) erano prima che una lezione di disegno, una lezione di vita. E quando ti ritrovi fino alle tre di notte a vagare per una cittadina dormiente, ridendo delle più solenni minchiate ("Frankie! Frankie!") in compagnia di alcuni dei sopracitati, più Andrea Plazzi e Paolo Bacilieri, ti rendi conto che ogni tanto fa bene "fare il fumettaro tra i fumettisti" (Anonimo del basso Mattalianesimo, 1345 dC ca).
Chiaramente parlo delle persone con cui sono stato maggiormente, ma a Lanciano avevamo ospiti del calibro di Steve McNiven ("Stiv Miniven" qualcuno diceva), oltre vari autori di Zagor tra cui Chiarolla, Laurenti e Verni. Strana gente, gli autori di Zagor: tutti eterni Peter Pan che hanno realizzato il sogno di disegnare il personaggio della loro infanzia.Ma sicuramente quello che è stato considerato il matto di turno era questo strano tipo qua, che tutto bardato alla Blade Runner con portatile, macchina fotografica, Ipod e altre diavolerie tutte attaccate addosso, si aggirava furtivo per i corridoi e nessuno riusciva a capire cosa stesse facendo esattamente. E l'ho sentito anche ribadirlo con tracotanza ad una povera hostess: "Ma lei sa cosa sto facendo?! No? E allora mi lasci fare!" Voi non l'avreste preso per pazzo? E poi dite che noi fumettari siamo gente strana. Mah!
Se osservate con attenzione la foto qui accanto troverete un esterefatto Keison che si chiede: "Aò, ma per chi m'ha preso?! Per malato? Daje ste porzioni ar gatto e portame il resto der trancio!" (trascrizione a cura del Matta). Ma la battuta da ricordare è stata quella del congedo dalla cena di Toppi:Pongio: "Arrivederci maestro, grazie di tutto".
Toppi: "Se mi chiami ancora maestro non ti saluto".
E mentre Angelo Stano si alzava il bavero della giacca e scompariva tra le ombre di un vicolo, novello Dylan Dog, noi ci buttavano esausti nelle nostre brande, pronti per ritornare nella capitale. Segue reportage Napoli Comicon.
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