6 giu 2007

Stradivari vale, ma Del gesù vale di più!

Internet è una droga, dobbiamo ammetterlo, ma ha anche una sua funzione sociale.
Leggendo il sito ANSA scopro una notizia curiosa: a Vienna è stato recuperato uno Stradivari, rubato qualche settimana prima, del valore di circa 2,5 milioni di euro. Qui la notizia.

Allora cerco subito su Internet qualche notizia su Antonio Stradivari, il mitico costruttore di questi violini. "Chissà che non ci scappi lo spunto per una storia...magari di MM" mi sono detto. Affidandomi come sempre, per una prima infornata di notizia da verificare, a Wikipedia, scopro con enorme sorpresa che lo stesso Stradivari contende il primato di migliore liutaio del mondo con un altro italiano...come sempre conosciuto solo dagli addetti ai lavori: Giuseppe Guarneri Del Gesù. Un violino di questo maestro liutaio era stato scelto da un tizio chiamato Arturo Paganini, e attualmente il maestro Uto Ughi utilizza un Guarneri del Gesù nei suoi concerti.

Stradivari in circolazione ne esistono più di 600. In buone condizione, riportano le notizie, non più di una cinquantina. Anche se battuti a prezzi folli, fino a 3,4 milioni di euro, paradossalmente non riescono a battere i Del Gesù. Riporto da Wikipedia: "Alla mostra di Cremona del 2006 è stato esposto un violino Guarneri del Gesù considerato il più costoso violino del mondo: stimato circa 5 milioni di euro".

Non contento vi linko il simpatico "racconto" di un liutaio sulla smania di volersi ritrovare a tutti i costi uno Stradivari in soffitta. Lo trovate qui.
Ma quante cose interessanti che si imparano cazzeggiando per la rete ;-)

4 giu 2007

Metti un giorno il Matta ad un concerto metal...

Ebbene si, cari colleghi giurati. Abbiamo finalmente le prove: il Matta che partecipa ad un festival metal! Immortalato, o dovrei dire sorpreso, con la mia magliettina bianca (che idiota eh?! ;-), in mezzo a tutte quelle magliette rigorosamente nere, sudate e puzzose di birra, mentre "testiavo" seguendo il sound delle band sul palco, a momenti improbabile, a momenti spaccatimpani, non potevo tenere nascosta questa cosa ancora per molto.
Tutto avvenne in quel di maggio, sabato 26 per la precisione, quando il mio amico Romilar, calato apposta da Milano, mi ha portato a vedere lo Stonen Hand of Doom!

Per un resoconto della serata, improbabile ma divertente, vi rimando qui. Io non avrei saputo raccontarla meglio. E se volete vedere che razza di gente suonava (sul palco) e pogava (sotto il palco) andate qua. A mia discolpa posso solo dire che non sono un fan del metal, ma Romilar lo è sempre stato. E accompagnarlo al Jailbreak mi ha fatto fare un salto indietro nel tempo di tanti anni, quando a Palermo ogni tanto lo seguivo ai concerti dei suoi amici. Tutti suonatori carichi di sogni e belle speranze, che volevano fare della loro passione la loro professione. E chi meglio di me poteva capirli in quegli anni....

In conclusione potrei parlarvi di porchette e sorchette, darkettine e fighettine, ma non mi sembra il caso. Le nostre "Big Sisters" ci osservano ;-). Comunque....un weekend passato a magnari, viviri, e ascoltare musica. Cosa si vuole di più dalla vita?! Un Lucano?!
No, è finito. E' rimasta solo l'acquaragia ;-) Enjoy the metal!

2 giu 2007

Planeta vs Panini: Round 1 Part 1

Basta. Mi arrendo.
Lo so. Non bisogna mollare.
Ma ci sto provando da stamattina (ma quando inizia 'sto periodo sabbatico?).
Dovrei scrivere l'inizio di una sequenza (due tavole...dico due!) ambientata a Japantown (o Little Tokio, è lo stesso) a, diciamo, Los Angeles. Non riesco a farmi uscire dalla testa niente che non sia stato visto nell'ordine su:
- Arma Letale 4
- Black Rain
- Blade Runner
- Chinatown
Quindi, per sciacquare il cervello, vi posto due considerazioni su fumetti letti di recente. Panini vs Planeta, of course. Gong d'inizio e cominciamo con...

I RITORNI IN GRANDE STILE
Due albi Planeta e due Panini a confronto.
Partiamo dai Planeta. "Lanterna Verde: Rinascita" e "Il Ritorno di Donna Troy". Ovvero: per renderli interessanti prima li ammazzano e poi li risorgono...in continuazione!

Su quello di LV niente da dire. E' veramente una bella storia di supereroi in classico stile DC, che mette l'accento su tutti gli elementi del grande personaggio che era Hal Jordan, facendo ritornare in scena tutti i grandi comprimari della sua saga: da Carol Ferris a Sinestro, da Freccia Verde a Ganthet, passando per John Stewart, Kyle Rainer e Guy Gardner, ovvero le tre Lanterne Verdi della terra che negli anni lo avevano sostituito.
Il tutto con uno stile che sa molto di quello del John Byrne dei tempi d'oro, che non buttava via niente e ricuciva anni di continuity bistrattata in poche pagine. Con uno stile epico e drammatico, ma ironico e malinconico allo stesso tempo, Geoff Johns imbastisce una trama che rispolvera l'essenza stessa del personaggio Lanterva Verde/Hal Jordan, indagando sul significato di mille particolari presenti nelle sue vecchie storie e motivando determinati avvenimenti dalla sua follia dopo la distruzione di Coast City in poi (per dirne una: viene finalmente svelato il mistero dell’impurità gialla degli anelli!). Insomma, soldi spesi bene per un volumetto che, devo dirvi, fa venire voglia di essere riletto sia da un nerd incallito che da un entusiasta neofita.
GIUDIZIO: PERLA RARA NEL MARASMA EPICO DELLA DC.

Sul volume di Donna Troy non posso dire la stessa cosa.
Qua siamo sempre alle solite: la spada di Damocle di Crisis (la prima...l'originale!) che incombe sulle continuity dei personaggi e gli sceneggiatori devono fare i salti mortali per spiegare questa e quest'altra cosa. Donna Troy ha un passato alle spalle che sembra quello di Ms Marvel o Donna Ragno per la Marvel: ex Wonder Girl, ex Dark Star, ex Giovane Titana, ex altre cose che non ricordo. Affondando nel suo recente passato e nelle pieghe di Crisis, Jimenez la riporta in scena perchè lei sarà uno dei pilastri di Infinity Crisis. Con tutta la sarabanda di eroi ed ex compagni di squadra dei Titani e degli Outsiders a riempire (come al solito nella DC) le pagine del volume. Graficamente il volume si fa guardare eccome, ma perchè anche qui abbiamo uno spettro di Crisis: Perez che inchiostra le tavole di Garcia Lopez. E in fondo, se avete un minimo di curiosità sul personaggio, si fa anche leggere.
Comunque il ritorno di Hal Jordan ha un senso, perchè si recupera l'essenza stessa del personaggio prima che la sua utilità narrativa. Nel volume di Donna Troy succede esattamente il contrario, con un dubbio che ti viene spontaneo: ma perchè l'hanno ammazzata? La sua morte aveva una valenza narrativa specifica di cambiamento, o era solo un banale colpo di scena mozzafiato (non ho letto il volume della morte, lo dico)? Quindi sapevano che l'avrebbero resuscitata dopo poco, o no? Non posso dire che non mi sia dispiaciuto, ma non so se e quando lo rileggerò.
GIUDIZIO: DA LEGGERE, MA SE VE LO FATE PRESTARE E' MEGLIO.

Fatemi sentire la vostra su questi volumi: non sono fan hadrcore della DC e il poter confrontare i suoi miti con quelli Marvel mi stimola molto. Vi anticipo che i volumi Panini a confronto saranno: "100% Marvel: Nextwave" e 100% Marvel: Moon Knight".

Il Mattapensiero: lavori in corso

Non fate caso a quello che succederà nelle prossime notti nel mio blog.
Sto sperimentando a tempo perso le novità di Blogger 2.0.
Un'immagine qua, una giffetta là. Ma la metà di queste o mi fanno schifo, o non mi funzionano. In questi casi allora ci vuole la gnocca. Così vi distraete un attimo e io lavoro tranquillo ;-)

Ah, un'altra cosa. Visto che per ora la notte dormo poco e leggo molto, ho fatto scorpacciata di fumetti. Prossimamente un clamoroso post "Planeta vs Panini: novità a confronto".

29 mag 2007

Forse mi prendo un semestre sabbatico...

Intanto ho deciso che starò a Palermo tutta l'estate.
A ritrovare alcuni pezzi di me stesso che ora, alla luce di alcuni cambiamenti della mia vita, mi mancano come non mi erano mai mancati in questi due anni romani.

Prima però ho alcune cose da portare a termine.
Progetti su cui lavorare per dargli l'ultima spintarella, provini vari e soggetti che aspettano solo di essere riscritti per dargli una forma degna di tal nome.

Tra le tante: una cosina per la Francia che langue da un pezzo e che forse, speriamo, ha trovato il suo Signore di Pennello in quest'uomo buono che io ammiro tanto.

Poi un'altra cosina, di cui vedete una favolosa immagine qui a fianco, con la complicità del Gugliotta nazionale. Dopo l'esperienza di Jek Vans avevamo voglia di fare qualcosa insieme che avesse un pò più di respiro. Un editore ci sembra interessato. Devo sbattermi ancora un pò sulla trama, che non mi convince, ma siamo quasi in dirittura d'arrivo. Se JV è stata una delle cose che ho scitto di cui sono più fiero...questa dovrà essere una spanna sopra!

Poi c'è la tavola per Mono 3, che se va bene faccio per un autore bonelliano ai massimi livelli. Non lo nomino perchè ci dobbiamo ancora mettere d'accordo, ma mi sa che ci siamo.
E in ultimo, ma non ultimo, un paio di soggetti per Martin Mystère che forse mi prenderanno il resto dell'estate, ma che farò con calma, per averli pronti a settembre. Non vedo l'ora di portarmi in spiaggia i numeri da rileggere e scribacchiare appunti sotto il sole.

Comunque, soggetti a parte, il tutto dovrebbe starci in un mese-meseemezzo di lavoro. Poi potrebbero arrivare delle commissioni.
E ovviamente le farò. Ma credo che per il resto, dopo avere messo un punto a questi impegni, mi prenderò un periodo sabbatico.
C'è un trasloco in vista, un ennesimo cambio di vita, una serie di cose da prendere in mano, tra cui la mia vita. E per ora sembra che le mie strade personali e professionali non vogliano coincidere. Devo prendere entrambe per le corna, ma una alla volta mi sa.

Sembra paradossale, ma per ora è un periodo un pò così. Vorrei ritrovare quel sano e vigoroso entusiasmo detatto dalle scadenze, dalla responsabilità di un progetto nelle tue mani, dalla necessità di scrivere una sceneggiatura che contenga tutto quello che vorresti dire. Un entusiamo che per ora, purtroppo, latita. Per questo e per altri motivi, forse, si necessita quel semestre sabbatico di cui sopra.

Forse anche dal blog. Non so.
Forse tornerò a parlare più di libri e di cinema, che di fumetti.
Forse.

28 mag 2007

Mettete un giorno un matrimonio in quel di Londra....


...e vi potreste ritrovare invitati (o imboscati) alla cerimonia di un tipetto barbuto che risponde al nome di Alan Moore.
Eh già, il mago di Northampton si è sposato con Melinda Gebbie. Ci sono alcune foto del lieto evento sul blog di neil Gaiman, che era uno degli invitati.
Il pazzo Moore ha fatto tutto stile ottocentesco: dagli abiti (come si vede nella foto), alle carrozze, alla funzione.
E qualche amico di Gaiman ha scattato questa.
Che meraviglia. Se la fisso anche per pochi secondi mi commuovo.

23 mag 2007

"Atè logo, rapaz!": lunga vita a Mister No

Purtroppo siamo sempre qui a parlare di chiusure.
Ma, per fortuna, stavolta anche di riedizioni.

Nel dicembre scorso la testata di Mister No ha chiuso con il 379: numero conclusivo dell'ultima lunga grande saga del personaggio, durata ben 16 numeri e scritta per intero da Guido Nolitta/Sergio Bonelli, il quale non scriveva le avventure del suo pilota da non so più quanti anni (e forse alla fine questa cosa ha avuto il suo peso ;-). Vi confesso che non ho avuto neanche il coraggio di comprare e leggere l'ultimo numero. Mister No ha la mia età. Vederlo chiudere è stato come se un pezzo della mia vita da fumettaro se ne fosse andata a cachì.
La chiusura di personaggi come Gregory Hunter, Nick Raider, Jonathan Steele, etc, poteva avere un senso: testate giovani, che non hanno avuto il tempo di entrare nel cuore dei lettori. Ma Mister No. Cazzo, Mister No. Uno dei personaggi popolari più innovativi del fumetto italiano. Sulla breccia dal 1975. Eppure, forse, troppo figlio del suo tempo. Che poteva contare, come sempre in Bonelli, su uno zoccolo duro di lettori, anche se orami non sufficienti a tenerlo in edicola. Un personaggio che gli autori successivi a Nolitta, forse, non sono riusciti ad "adattare" al mondo che cambiava intorno a lui: come è successo, invece, a Martin Mystère, ma come hanno giustamente sottolineato i tipi di UBCfumetti nel più bel coccodrillo per una testata a fumetti che abbia mai letto.

Ma se allora non ne ho parlato è per un motivo ben preciso.
Aspettavo che uscisse in edicola l'annunciata riedizione della serie per i tipi delle Edizioni If. Riedizione fatta sulla falsa riga di quella di Nick Raider, realizzata a sua volta copiando il format inaugurato da PaniniComics per Ken Parker Collection: due avventure a numero, rubriche fisse, articoli di approfondimento (a firma di Davide Castellazzi) e copertine originali all'interno. Un formato che, vivaddio, in edicola regge e ci (si, mi ci metto pure io) sta dando la possibilità di (ri)leggere saghe indimenticabili del fumetto italiano come quelle di Lungo Fucile, della Compagnia della Forca e, non ultima, quella di Mister No.

Ristampa che è solo l'ultimo tassello di questo maledetto e schizofrenico mercato italiano, che sta vivendo un momento felicissimo nella riproposta al grande pubblico di autori come Pratt, Pazienza, Magnus, e Crepax, ma che trova sempre più difficoltà nel creare nuove proposte. E quando le crea sono, tranne in rari casi, piccoli benefit ad appannaggio di autori già affermati.
Perchè purtroppo, per rieducare una generazione di lettori, servono sia le ristampe dei grandi classici, che le nuove produzioni. Ma non quei bei volumi da libreria che vendono, bene che vada, qualche migliaio di copie. E che diventano quindi l'affermazione del lavoro di UN solo autore...o di uno sparuto team. No. Servono le produzioni seriali. O semi-seriali, almeno. Produzioni che facciano crescere nuovi lettori, ma anche nuovi professionisti. E quindi applaudite al coraggio di editori come Salvatore Taormina, alla tenacia della Star Comics, alla caparbia dell'Eura, alla professionalità illuminata della Red Whale. E non snobbatele perchè non vi approvano i vostri progetti di serie autoriale.
Il mercato italiano ha bisogno di meno divi e più professionisti: autori che non si fanno vedere alle fiere e agli incontri ma che portano avanti un discorso qualitativo e professionale quasi invisibile agli operatori, ma ben visibile (si spera) ai lettori. Nomi? Francesco Artibani. Bruno Enna. Giovanni Di Gregorio (metto anche lui, anche se ogni tanto si fa vedere). E questo per parlare degli sceneggiatori. Stesso discorso vale per i disegnatori.

In questo inizio di anno, molto difficile professionalmente, questa cosa l'ho capita. E mi sto dando da fare per diventare un professionista prima che un autore. Uno sceneggiatore che oggi scrive questo, domani quell'altro. Con la stessa professionalità e dignità. Con lo scopo non di autocelebrarsi, ma di mettersi al servizio del mezzo. Da questo la mia timida collaborazione a Martin Mystère, le prove per la Red Whale, e qualcos'altro che spero arriverà nel corso dell'anno. Certo, nel cassetto anche qualche progetto, retaggio di anni precedenti. E la volete sapere una cosa? Me la passavo meglio quando vendevo a destra e a manca i miei progetti. Perchè questa è la strada più difficile e meno ovvia. Ma è quella che vorrei percorrere. Quella che forse mi farà vivere della professione che mi sono scelto.

Tutto questo per dirvi che: IO COMPRERO' MISTER NO Riedizione.
E l'aspetterò in edicola con la stessa trepidazione con cui aspetto Martin Mystère e Dago Ristampa (altro personaggio su cui ci sarebbe parecchio da riflettere). Perchè oltre che essere una lettura piacevole e divertente a 31 anni di distanza (molto più di certe ultime novità che mi stancano ancora prima di finire di leggerle), è un pezzo di storia del fumetto italiano che bisogna conoscere. E la Bonelli, da par suo, continuerà a presentarci avventure inedite del personaggio in vari speciali a cadenza semestrale. Quindi, lunga vita a Mister No.