28 mag 2007

Mettete un giorno un matrimonio in quel di Londra....


...e vi potreste ritrovare invitati (o imboscati) alla cerimonia di un tipetto barbuto che risponde al nome di Alan Moore.
Eh già, il mago di Northampton si è sposato con Melinda Gebbie. Ci sono alcune foto del lieto evento sul blog di neil Gaiman, che era uno degli invitati.
Il pazzo Moore ha fatto tutto stile ottocentesco: dagli abiti (come si vede nella foto), alle carrozze, alla funzione.
E qualche amico di Gaiman ha scattato questa.
Che meraviglia. Se la fisso anche per pochi secondi mi commuovo.

23 mag 2007

"Atè logo, rapaz!": lunga vita a Mister No

Purtroppo siamo sempre qui a parlare di chiusure.
Ma, per fortuna, stavolta anche di riedizioni.

Nel dicembre scorso la testata di Mister No ha chiuso con il 379: numero conclusivo dell'ultima lunga grande saga del personaggio, durata ben 16 numeri e scritta per intero da Guido Nolitta/Sergio Bonelli, il quale non scriveva le avventure del suo pilota da non so più quanti anni (e forse alla fine questa cosa ha avuto il suo peso ;-). Vi confesso che non ho avuto neanche il coraggio di comprare e leggere l'ultimo numero. Mister No ha la mia età. Vederlo chiudere è stato come se un pezzo della mia vita da fumettaro se ne fosse andata a cachì.
La chiusura di personaggi come Gregory Hunter, Nick Raider, Jonathan Steele, etc, poteva avere un senso: testate giovani, che non hanno avuto il tempo di entrare nel cuore dei lettori. Ma Mister No. Cazzo, Mister No. Uno dei personaggi popolari più innovativi del fumetto italiano. Sulla breccia dal 1975. Eppure, forse, troppo figlio del suo tempo. Che poteva contare, come sempre in Bonelli, su uno zoccolo duro di lettori, anche se orami non sufficienti a tenerlo in edicola. Un personaggio che gli autori successivi a Nolitta, forse, non sono riusciti ad "adattare" al mondo che cambiava intorno a lui: come è successo, invece, a Martin Mystère, ma come hanno giustamente sottolineato i tipi di UBCfumetti nel più bel coccodrillo per una testata a fumetti che abbia mai letto.

Ma se allora non ne ho parlato è per un motivo ben preciso.
Aspettavo che uscisse in edicola l'annunciata riedizione della serie per i tipi delle Edizioni If. Riedizione fatta sulla falsa riga di quella di Nick Raider, realizzata a sua volta copiando il format inaugurato da PaniniComics per Ken Parker Collection: due avventure a numero, rubriche fisse, articoli di approfondimento (a firma di Davide Castellazzi) e copertine originali all'interno. Un formato che, vivaddio, in edicola regge e ci (si, mi ci metto pure io) sta dando la possibilità di (ri)leggere saghe indimenticabili del fumetto italiano come quelle di Lungo Fucile, della Compagnia della Forca e, non ultima, quella di Mister No.

Ristampa che è solo l'ultimo tassello di questo maledetto e schizofrenico mercato italiano, che sta vivendo un momento felicissimo nella riproposta al grande pubblico di autori come Pratt, Pazienza, Magnus, e Crepax, ma che trova sempre più difficoltà nel creare nuove proposte. E quando le crea sono, tranne in rari casi, piccoli benefit ad appannaggio di autori già affermati.
Perchè purtroppo, per rieducare una generazione di lettori, servono sia le ristampe dei grandi classici, che le nuove produzioni. Ma non quei bei volumi da libreria che vendono, bene che vada, qualche migliaio di copie. E che diventano quindi l'affermazione del lavoro di UN solo autore...o di uno sparuto team. No. Servono le produzioni seriali. O semi-seriali, almeno. Produzioni che facciano crescere nuovi lettori, ma anche nuovi professionisti. E quindi applaudite al coraggio di editori come Salvatore Taormina, alla tenacia della Star Comics, alla caparbia dell'Eura, alla professionalità illuminata della Red Whale. E non snobbatele perchè non vi approvano i vostri progetti di serie autoriale.
Il mercato italiano ha bisogno di meno divi e più professionisti: autori che non si fanno vedere alle fiere e agli incontri ma che portano avanti un discorso qualitativo e professionale quasi invisibile agli operatori, ma ben visibile (si spera) ai lettori. Nomi? Francesco Artibani. Bruno Enna. Giovanni Di Gregorio (metto anche lui, anche se ogni tanto si fa vedere). E questo per parlare degli sceneggiatori. Stesso discorso vale per i disegnatori.

In questo inizio di anno, molto difficile professionalmente, questa cosa l'ho capita. E mi sto dando da fare per diventare un professionista prima che un autore. Uno sceneggiatore che oggi scrive questo, domani quell'altro. Con la stessa professionalità e dignità. Con lo scopo non di autocelebrarsi, ma di mettersi al servizio del mezzo. Da questo la mia timida collaborazione a Martin Mystère, le prove per la Red Whale, e qualcos'altro che spero arriverà nel corso dell'anno. Certo, nel cassetto anche qualche progetto, retaggio di anni precedenti. E la volete sapere una cosa? Me la passavo meglio quando vendevo a destra e a manca i miei progetti. Perchè questa è la strada più difficile e meno ovvia. Ma è quella che vorrei percorrere. Quella che forse mi farà vivere della professione che mi sono scelto.

Tutto questo per dirvi che: IO COMPRERO' MISTER NO Riedizione.
E l'aspetterò in edicola con la stessa trepidazione con cui aspetto Martin Mystère e Dago Ristampa (altro personaggio su cui ci sarebbe parecchio da riflettere). Perchè oltre che essere una lettura piacevole e divertente a 31 anni di distanza (molto più di certe ultime novità che mi stancano ancora prima di finire di leggerle), è un pezzo di storia del fumetto italiano che bisogna conoscere. E la Bonelli, da par suo, continuerà a presentarci avventure inedite del personaggio in vari speciali a cadenza semestrale. Quindi, lunga vita a Mister No.

22 mag 2007

Facezie, amenità e divertissement (1)

Dopo l'amaro schiaffo in faccia della chiusura di Prezzemolo, volevo provocare le italiche folle con un'altra amara riflessione, riguardante stavolta i miei gusti personali, parlando della storica chiusura della serie di Mister No. Ma è da due giorni che la vis polemica si è un pò inaridita. In attesa di una sua ripresa, oggi ci dilettiamo con l'inaugurazione di una nuova rubrica: quella del titolo.

Per questo numero segnaliamo:

- Il blog ufficiale di Lino Banfi: per chi come me è cresciuto a pane e disgrazieto maledetto, un imperdibile punto di riferimento, con il nostro beneamato Lino nazionale sospeso tra la serietà di Nonno Libero e l'ironia di Oronzo Canà. Un must del trash sul web.

- Il sito delle Tigri di Carta: un esperimento di serial-movie scritto da un collega, che siccome non si firma non nominerò. Una cosa fighissima, di cui non vedo l'ora di vedere il seguito, realizzata con grande spiegamento di mezzi. 30/05: ultim'ora: le illustrazioni di Daniel Zezely e il sito completo con cast, storia e modalità di partecipazione!

- Il blog che tutti aspettavano: Papaltrove. Sospesi tra ironia dissacrante e lucida intelligenza, un gruppo di ferventi anticlericali dice la sua sull'unico stato che si professa laico, ma che non può fare a meno di consentire le ingerenze del Vaticano in tutti gli aspetti della sua vita politica e sociale: l'Italia.

- Sempre sull'onda della serietà, il blog di Gery Palazzotto: giornalista e scrittore palermitano, ironico fustigatore della sicilianità e lucido osservatore della realtà che ci circonda. Lo conosco, l'ho sentito parlare, e sono sicuro che quello che scrive verrà condiviso da molti.

16 mag 2007

Prezzemolo e la petizione salva-Prezzemolo

Ne hanno già parlato alcuni blog e io aspettavo un momento di calma per parlarne.
Prezzemolo, storico giornalino per bambini legato al parco di Gardaland, in edicola da 10 anni, anche se snobbato completamente dalla "critica" e dai lettori, chiude i battenti. E non perchè non vende. Semplicemnete perchè la nuova proprietà del parco ha deciso che come strumento di diffusione dell'immagine del parco è superfluo. Anche se ogni mese da marzo a ottobre (si, non esce tutti i mesi, ma solo quelli di apertura del parco) arriva in edicola con 35.000 copie, è in attivo, ci lavorano almeno 30 autori, ed è l'unico giornalino che compete (nel suo piccolo) nello stesso mercato di Topolino. E su questo Goria, che su Afnews si lamenta sempre che in Italia non ci sono più fumetti per bambini, avrà di che incazzarsi.

Io su Prezzemolo ho cominciato la mia carriera di professionista. Quella che vedete è la copertina del primo numero con una mia storia (settembre 2002). E' stata un'esperienza interessante, e pagata!
Lo sottolineo perchè non si creda che questo sia un fumetto della nostra solita italietta che si fa bella con il lavoro non pagato delle persone. I compensi di questo giornalino erano più che dignitosi. Molto più di tante case editrici che sbandierano che pagano "bene" gli autori. Adesso, con un colpo di spugna, arrivederci e grazie! Magari qualche coraggiosa casa editrice vuole acquisire i diritti in forma di licensing e continuare la pubblicazione? Dove i coraggiosi editori che vogliono cambiare il mercato del fumetto quando se ne ha davvero bisogno?
Leggete l'amaro e lucido commento di Michele Medda QUI, e firmate la petizione per salvare il giornalino QUI. Poi tornate qui e lasciate un commento. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi, che nella maggior parte dei casi siete attenti lettori o colleghi autori.

11 mag 2007

Non c'è due senza tre. Purtroppo...

"Il nemico più grande si nasconde dentro di te."
Si, nella voglia spasmodica di sbancare i botteghini, anche non avendo una storia degna di essere raccontata.
La maledizione del terzo capitolo, purtroppo, colpisce anche Spiderman. Come ho detto più volte ai miei amici, in questo gorgo si salva solo, una spanna sopra tutti, Indiana Jones. E di molto più sotto, salvato solo dall'epicità drammatica della trama, StarWars Episodio III.
Non starò qui a fare spoiler su SM3, ma se vi sono piaciuti il primo e il secondo, il terzo non vi potrà MAI piacere.
Emo nel suo blog l'ha calpestato abbastanza, e io non voglio infierire oltre.
Solo una nota a margine: come tutti i film bruttini, aveva picchi di dignità e picchi di indegnità. I primi sono gli unici due momenti davvero esilaranti della storia: le pillole per la pressione di JJ Jameson, e la scena al ristorante francese con Bruce Campbell nei panni del maitre.
I secondi sono le scene di salvataggio troooooppo alla post 11 settembre con poliziotti, pompieri, vigili, guardaspiaggia, e chi più ne ha ne metta, tutti sorridenti ed emozionati all'arrivo di Spidey, e poi il passaggio dell'eroe davanti la bandiera Usa (bleaaghh). Tralascio ovviamente tutte le (troppe) scene melensi. Sarà anche che sono cresciuto a pane, fumetti e marmellata, ma io ho sempre odiato le soap-opera. E questo non era un film di supereroi con delle trame soap: era una soap mascherata da film di supereroi!
Lo so. Bisogna andare a vederlo, per difendere il nostro orgoglio nerd. Ma sappiate che poi ve ne pentirete.

9 mag 2007

Quello che i fumettari non dicono.

Meditate, gente. Meditate. E assecondando la giusta posizione che GiPi ha espresso nel suo blog, propongo più fatti e meno parole. Quindi, andiamo a lavurà, che è meglio. Sic est.

8 mag 2007

Brancaccio e Il Giocatore

Per tornare ad un altra annosa questione che un pò di tempo fa imperversava per i blog ("Che cosa è un graphic novel?") in questo post vi parlo di due libri a fumetti, entrambi realizzati da autori siciliani doc. E solo per questo varrebbe la pena comprarli, no?! ;-)

Il primo è quello di cui qui sotto potete l'invito alla presentazione. Se siete a Palermo non potete farvi sfuggire l'occasione. Il libro si chiama Il Giocatore, ed è il primo esperimento di graphic novel della casa editrice Frassinelli: un'opera firmata dalla regista Roberta Torre (Tano da morire, Sud Side Stori, etc) e dal poliedrico Gianni Allegra (vignettista de la Repubblica Palermo, oltre che di Linus, Cuore, Comix e Smemoranda, solo per citare alcune collaborazione eccellenti), recentemente presentata in anteprima a NapoliComicon. Nel blog di Sergio trovate anche un commento al riguardo ed una rapida galleria fotografica.


Per chi non lo conoscesse, riassumere in due parole la carriera di Gianni è impresa quasi impossibile. Illustratore, vignettista, pittore, ideatore di cartoni animati, fumettista: un talento eclettico, votato alla nona arte, di cui potrete saperne di più passando da qui.
Le strade professionali ci hanno fatto incrociare almeno un paio di volte, ma in nessuno dei due casi si è concretizzato nulla. Se non un fantastico rapporto umano, un pò mentore-allievo se vogliamo, sempre carico di stimoli reciproci, voglia di continuare a fare, e migliorarsi in ogni opera e idea.

Sul secondo libro che dire. Ne hanno parlato tutti in lungo e in largo. Ma voglio dirlo anche io. Perchè i due autori sono più che colleghi...sono amici!

Brancaccio, Storie di Mafia Quotidiana (Di Gregorio/Stassi, Beccogiallo, 2006) ha vinto il premio Attilio Micheluzzi 2007 come "migliore sceneggiatura per un romanzo grafico". Ritira il premio Claudio Stassi. Applauso, please ;-)

Io ero presente, come tutto il resto della banda siciliana, alla premiazione. Commozione. Emozione. Non per il premio in se, ma per quello che per noi tutti significa. Abbiamo condiviso sogni e speranze, frustrazioni e delusioni. Il successo di uno di noi è un successo per tutti.
Ero commosso allora, e lo sono anche adesso che scrivo queste righe. Altre istantanee della premiazione le trovate qui.