12 feb 2007

Storie vissute di persona

Giorni di lavoro intenso. Concentrato su mille fronti diversi, si profilano all'orizzonte parecchie occasioni interessanti. Sto cercando di buttare giù una saga con la complicità del maestro Gugliotta, già autore di JEK VANS, in cui sto riversando alcune delle mie passioni narrative. Un editore già è interessato. Spero diventi uno dei lavori di cui andrò più orgoglioso. Tutto questo a parte provini, progetti e storie brevi. Insomma, ne abbiamo per tutti i gusti.

Comunque in questi giorni ho avuto modo di incrociare sulla mia strada alcuni personaggi interessanti. Il primo è Guy Delisle, di cui ho appena letto il suo Pyongyang (Internazionale: Fusi Orari, 2006; 176 pp, euro 16,00). Un libro a fumetti che, per tanti versi, fa il paio con Persepolis di Mariane Satrapi. Il volume è la cronaca a fumetti di un viaggio di lavoro di due mesi dell'autore nella capitale della Corea del Nord. E' stato spedito lì a seguire alcuni progetti d'animazione, uno dei pochi settori che permette l'ingresso di occidentali nella capitale. La Corea del Nord è uno stato ai limiti dell'immaginazione: è Pyonyang ne rappresenta l'essenza. Una spietata dittatura comunista che vive in isolamento quasi completo, immersa nel culto di Kim Il-sung, nominato "presidente eterno" dopo la sua morte, e di suo figlio, il "caro leader" Kim Jong-il. Per gli stranieri è difficilissimo entrare e praticamente impossibile avere contatti con gli abitanti. Uno sguardo ironico ma drammatico sulla chiusura (fisica e mentale) di un popolo che vive una distopia alla 1984 e forse ancora non se n'è accorto. Il volume, tra parentesi, non è neanche troppo conosciuto tra i fumettari perchè è stato pubblicato da una casa editrice che di fumetti non se ne occupa. Recuperatelo. Non ve ne pentirete.

Sabato sera invece ho assistito alla performance di un ottantaduenne che ci arrivassi io con quella lucidità a quell'età: Remo Remotti, un ex matto che è più lucido di tutti noi messi insieme. Tra imprecazioni e parolacce, con quel gusto genuino e disincantato che non te le fa pesare, ha recitato questa cosa qua e ha strappato un lunghissimo applauso alla platea.
Remo Remotti nella sua vita ha vissuto mille vite: attore, pittore, poeta, scrittore, cantastorie, adesso conduttore radiofonico su RadioRock. Lui che è stato tre volte in manicomio (in Perù e nella «Grande Germania» dove si è spogliato nudo tra la folla), lui che è diventato attore a 50 anni, ha fatto una figlia a 64 e ha vissuto la più intensa storia d’amore sui settanta (così almeno dichiara), lui che è stato povero tutta la vita e adesso l’ha messa «nel culo a tutti». Un antimito contemporaneo che se potessi, inviterei a casa mia un giorno si e uno no: chissà quante storie avrebbe da raccontare...

4 feb 2007

Inutili oggetti quotidiani...

...di cui non puoi più fare a meno dopo che li usi.
Ecco perchè dopo che la Claudia mi ha tirato fuori dalla sua valigia il levapelucchi io l'ho guardato strano, rigirandomelo tra le mani come se fosse un cucciolo di venusiano. Lei a sua volta, mi ha guardato come un alieno: "Come? Non sai cos'è il levapelucchi?". Io: "Lo so. Nel senso che ci arrivo: il levapelucchi è una cosa che leva i pelucchi. Giusto?". Lei non mi ha risposto. Ha preso alcuni dei miei maglioni da casa, pieni appunto di pelucchi, e in meno di cinque minuti li ha trasformati in magnifici pullover da sfoggiare ancora con orgoglio al di fuori delle mura casalinghe. Io, come un bambino quando scopre un giocattolo nuovo, mi sono messo a spelucchiare giacche, maglioni, giubbotti. Tutto quello che trovavo. E' stato meraviglioso: vedevo crescere la lanugine colorata dentro la teca di plastica a più non posso. Verde, rosso, blu, bianco. Tutti i ciuffi di lana e i pelucchi vari che si accumulavano in fantastiche forme colorate. Come potevo vivere senza il levapelucchi? Me lo chiedo ancora la notte. Se fossi un cantastorie come Marco Carena (chi se lo ricorda?) ci scriverei su una canzone. Levatemi tutto, ma non il mio levapelucchi!

1 feb 2007

Broken Time!

Ed ecco in anteprima uno dei progetti in cui mi sono impicciato in queste ultime settimane. Una storia ideata quest'estate da Giuliano Piccininno che mi sono permesso di abbracciare, condividendo con lui la stesura del soggetto e dei testi, per proporla in giro agli editori. Una di quelle storie che sanno di tutto pur partendo da uno spunto originale. Una di quelle storie che ti entusiasma e ti diverte leggere. Appena ne ho letto la sinossi me ne sono innamorato. Nei prossimi giorni passerò alla stesura definitiva del soggetto insieme a Giuliano. Intanto godetevi le prime tavole e diteci che ve ne pare.
Titolo di lavoro: Broken Time; Autori: Giuliano Piccininno (disegni), Davide Corsi (colori).

31 gen 2007

Nuove dai soliti noti (e non).

Il bello di conoscere gli autori di fumetti è quello di sapere i retroscena delle storie che realizzano. Io, per esempio, di Last Travel Inc. ho assistito a tutta la genesi: fin da quando Giovanni Di Gregorio ha contattato Marco Hasmann, fresco di diploma alla Scuola del Fumetto di Milano. Anche se Giovanni ormai sta diventando più prolifico di Tito Faraci (eh, Giovanni ;-), per fortuna si tiene ancora lontano dal diventare banale o scontato. O dal riproporre sempre gli stessi schemi narrativi dopo avere scoperto una "ricetta" che funziona.
Dopo il best-seller Brancaccio, eccolo che torna in libreria con una storia che faticheresti ad associare allo stesso autore della drammatica storia del quartiere di Palermo. Last Travel Inc. è una divertente e rocambolesca space opera in cui astrobecchini dovranno levarsi dagli impicci in un gioco più grande di loro, in cui magnati spaziali corrotti e bellissime prostitute (o allietatrici, come le rinomina Giovanni nella storia) fanno il loro gioco per recuperare un bel cadavere stecchito, ma di grande importanza. Un divertissement che piacerà sicuramente agli appasisonati di fantascienza, belle donne e soprattutto fumetti e telefilm americani. Io l'ho letto qualche notte fa prima di andare a letto. E vi assicuro che mi sono fatto davvero due risate. Sceneggiatura da commedia all'americana, disegni da tanto di cappello per un esordiente. Io quest'uomo lo amo. E lui sa che non gli nascondo la mia sconfinata ammirazione per il suo lavoro. Un giorno lo uccido e mi trapianto il suo cervello ;-)

Di Mayapan 2 credo ci sia davvero poco da dire. Anche ammettendo di non averlo neanche comprato. Ma conosco anche in questo caso gli autori, Flavio Troisi e Joseph Vig, e il primo tomo dell'opera mi era piaciuto molto. Anche se risentiva di uno stile di scrittura troppo "all'italiana", con sovrabbondanda di dialoghi che però non corrispondevano ad altrettante spiegazioni, sfogliare le tavole di Joseph era un piacere per gli occhi. Dalle anteprime credo che abbiamo corretto il tiro della narrazione. Le tavole di Joseph sono anche più curate e ariose di quelle del primo tomo, e non c'è sovraffollamento di dialoghi. Uno di quegli acquisti a scatola chiusa che fanno parte dell'essere appassionato di buoni fumetti. Entrambi i volumi sono già in libreria.

Abbiamo parlato di:
LAST TRAVEL INC. Autori: Giovanni Di Gregorio (testi), Marco Hasmann (disegni e colori); Vittorio Pavesio Production 2007, cartonato 48pp a colori, euro 15,99

MAYAPAN 2. Autori: Flavio Troisi (testi), Joseph Vig (disegni e colori); Vittorio Pavesio Production 2006, cartonato 48pp a colori, euro 15,99

26 gen 2007

Il mio nome è Doe. John Doe. (1)

L'avevo promesso a Pongio. Da una sua copertina inedita, un mio divertimento notturno. Il primo desktop di John Doe fatto in casa, con citazione ammiccante anche a 007. Trovate versione PC e Mac, entrambe 1280x1024. Se avete i monitor a risoluzione inferiore basta che lo ridimensionate in Photoshop. Se vi secca, ditemelo che lo faccio io e li pubblico anche 800x600 e 1024x680. Presto altri wallpaper serie JD-007. Buon download.

25 gen 2007

Altri chiari di luna

Ok, tutto è concluso. La comarca romano-palermitana è partita per Angouleme. Io quest'anno, per scelta, non ci sono andato. E dopo le frenesie progettuali della partenza, si tira il respiro. E si torna a riflettere su come è iniziato quest'anno lavorativo.
Male, se devo essere sincero. E questo mi sconforta, visti i fasti degli ultimi mesi del 2006.
Ma non perchè non arrivi lavoro. Chissà perchè per ora arriva lavoro non pagato. O pagato molto così così. Quindi, con un minimo di coscienza professionale, io dico non pagato.
Comunque, visti i chiari di luna e visto che avevo voglia di sfogare la mia vena creativa su qualcosa di nuovo, ho accetato un paio di collaborazioni. Una piccola e divertente, l'altra più impegnativa ma molto più stimolante. Perchè?
Perchè ho voglia di raccontare storie diverse. Storie nuove. E lo faccio con l'entusiasmo di un wannabe alle prime armi: perchè non puoi stare troppo tempo fermo senza uno sfogo creativo. E quando ci stai, ti prudono le mani sulla tastiera. E soprattutto il cervello ti parte in mille voli pindarici d'infelici riflessioni esistenziali sul mestiere. Che sono sempre in agguato. E che vorrei rifuggire come la peste, almeno per i primi mesi dell'anno.
Rimasugli di gennaio più febbraio dedicati quindi a collaborazioni amene e nuovi e vecchi progetti che da troppo tempo avevano bisogno di qualche attenzione per essere portati avanti.
Presto scioglierò qualche riserva e vi farò qualche anteprima. Auguratemi in bocca al lupo.

23 gen 2007

Chiari di luna

Due donne. Due fumetti. Il vecchio e il nuovo.
Il classico e le nuove tendenze. Il primo volume dell'integrale Valentina di Crepax (Paninicomics-Corsera) e Lis della Red Whale-Rainbow. Le mie ultime letture fumettistiche. Sulle quali adesso vi stramazzo un pò i maroni.

Valentina
è come Corto Maltese. Un personaggio che per quanto se ne parli tanto, si conosce poco. Ho letto tutti gli episodi dei Classici di Repubblica, anche a rischio di qualche mal di testa per le impaginazioni (sia dei volumi, che delle tavole di Crepax), e mi sono piaciuti molto. Definirlo erotico nel 2006 fa ridere, e questo mi piace. Perchè smitizza una inutile etichetta, e ti fa godere appieno le storie: oniriche, visionarie, barocche ma nello stesso tempo "classiche". Puoi anche maledire l'autore, può anche non piacerti, ma il brivido ingenuo delle prime avventure, quando Neutron usa i suoi poteri, è una cosa che solo i "vecchi" fumetti, fatti con onestà e voglia di raccontare, possono ancora darti.
E tutto questo non fa che aumentare la mia convinzione che noi, generazione degli enta, dovremmo leggere molte più opere dei classici del fumetto di quanto non facciamo. Invece di guardare sempre avanti, e ricercare la novità che deve ancora uscire, dovremmo prendere un bel volume di Crepax, Giardino o Pratt, solo per fare qualche esempio, e tuffarci nei loro mondi e nella loro onesta e insuperabile capacità di raccontare storie. Imperdibile.

LYS è il nuovo prodotto della Red Whale di Katja Centomo e Francesco Artibani. Il mio collega Fabrizio già sbandiera che ci lavora. Se è per questo ci lavora anche il mio amico Giovanni Di Gregorio ma, se devo essere sincero, per essere il numero uno di una nuova serie l'ho trovato meno brillante di quanto mi aspettassi. Fermo restando che l'idea di fondo della serie è ottima ci sono un paio di cosette che mi perplidono.
Le tematiche sono interessanti, attuali e coraggiose: l'ecologia sullo sfondo e il passaggio della protagonista da bambina a donna (ci siamo capiti) in primo piano. Di contro abbiamo i "soliti" misteri sui genitori e i "soliti" poteri che stavolta, al contrario di Monster Allergy, sono già dati per scontati fin dalla prima storia. Mossa che mi ha lasciato perplesso.
Antonello Dalena è un mostro di bravura, ma mi perdonerà se gli dico che lo storytelling delle tavole non mi ha entusiasmato. Nella prima metà della storia apertura delle tavole con grandi vignette, e poi molti avvenimenti costretti in molte vignette più piccole. Per raccontare l'entrata in scena dei personaggi avrei scelto una divisione delle tavole più equilibrata.
Ovviamente tutto questo non sminuisce la qualità complessiva di questo nuovo fumetto che trovo, come tutti quelli che nascono da Red Whale, di livello superiore alla media. E se Katja e Francesco leggeranno queste righe spero mi perdoneranno la franchezza. Comunque, accattativillo!