11 giu 2006

Annunciazione! Annunciazione!

Et voilà! La succosa preview di cui vi avevo accennato qualche giorno fa è arrivata. Ho aspettato che sul sito Bonelli fosse disponibile la copertina in formato grande per partecipare con voi di questo gioioso esordio.
Nel Maxi Dylan Dog in edicola questo mese esordisce sulle pagine dylaniate il mio amico e compagno d'avventure Giovanni Di Gregorio, in una storia che secondo me piacerà molto ai fan della prima ora di Dylan. E non fatemi aggiungere altro, altrimenti Giovanni mi taglia la testa con un'accetta!
Titolo: IL PASSO DEL GAMBERO. Disegni: i veterani Montanari & Grassani, che come sapete da molti anni si dedicano esclusivamente alla realizzazione di questo albone estivo.

Il Di Gregorio nazionale, ormai lanciato tra Bonelli e Red Whale, è finito suo malgrado anche tra gli ospiti di Palermo Fumetto 2006. Suo malgrado non perchè non volesse, sia chiaro. Ma perchè lui è un "anacoreta", come ama dire. Non gli piace farsi vedere, farsi conoscere, non gliene frega niente che si parli di lui e dei suoi lavori. Vuole solo lavorare in santa pace nella sua camera, mangiare con gli amici, e creare nuove storie. E io ho sempre ammirato questa sua atarassia...che non riesco in nessuno modo a replicare, sia chiaro!

E questo mi porta ad un'ultima riflessione sul mio lavoro: scrivere è un mestiere, ma è anche una passione. Quanto un autore può aspirare all'originalità e all'artisticità (scusate l'orrendo termine) delle sue opere, nel limite imposto dalle collaborazioni che si intraprendono?! Quanto deve venire fuori la "poetica" di ogni autore in quello che scrive?! Può venire fuori in ogni cosa che scrive?! Si potrà dire che questo Dylan Dog è un Di Gregorio, piuttosto che un Medda o uno della Barbato? E io, riesco a fare lo stesso?! Quanto c'è del Matta-style in AVALONIA, piuttosto che in JEK VANS?! Non lo so. Sto cercando di capire...e capirmi. In bilico tra un amico "minatore" , Giovanni, (che sia chiaro, ha anche lui le sue belle idee, ma tutte al servizio della storia e del personaggio), ed un amico con "velleità artistiche", Stefano, io forse mi sento a metà: un artigiano con velleità artistiche al servizio del mercato e degli editori (non si spiegherebbe altrimenti la voglia che continuo ad avere di creare serie mie per i vari editori). Un dualismo che certe volte mi mette in conflitto anche con me stesso. E che incide, ovviamente, sul mio ritmo di produzione e sulla mia creatività. A Stefano, e in generale a tutti i miei occasionali alunni dei corsi di sceneggiatura, predico l'uso dell'Idea Forte. Quante Idee Forti ci sono nei miei albi?! Non lo so...perchè anche io certe volte mi lascio andare all'uso dell'Idea Debole. Perche spesso uso il mestiere prima della creatività. La razionalità prima della creatività.

Ma questa ambivalenza credo faccia parte del mio segno, a metà, appunto, tra razionalità e creatività. Dovrò consultare la mia astrologa preferita per avere dei chiarimenti...ma dovrò aspettare 15 giorni, dannazione! Attivo il conto alla rovescia nel telefonino...e intanto torno a scrivere! E comprate il Maxi Dylan Dog, ovviamente!

4 giu 2006

Maledetta primavera!

E 100! Cento post in questo blog...e come festeggio?! Con maledizioni e imprecazioni! Vogliamo mettere che sono sceso a Palermo 4 giorni per godermi un pò di sole...e piove da quando sono arrivato?!
Vogliamo mettere che in questi giorni molti dei miei amici fumettari sono partiti per vari lidi di piacere e di lavoro?!
Vogliamo mettere che senza macchina anche uscire a compare le sigarette è deprimente, visto il freddo e la pioggia quasi invernali?!
Vogliamo mettere che volevo finire un soggetto per Martin Mystere ma il mio cervello si rifiuta di mettere nero su bianco quel crogiolo di idee che mi razzolano nel cervello?!
Vogliamo mettere che ho incontrato un'altra Claudia...e anche stavolta me ne andrò dopo un paio di giorni (poi, forse, un giorno vi spiegherò)?!
Vogliamo mettere che ho passato questi giorni su internet, su msn, e a leggere invece di scorazzare per la città sotto il sole?!
Vogliamo mettere che non sono rientrato a casa ogni sera non prima delle tre e mezza/quattro, e il giorno mi sveglio non prima di mezzogiorno?!
Vogliamo mettere che mi girano un poco i maroni?! Ecco. Si. Mettiamola così.

Ho riletto però queste due cose qua: alcuni tra i pochi veri libri a fumetti editi da case editrici non fumettistiche. Due grandi libri a fumetti, se me lo concedete. Il primo è una splendida raccolta di fumetti noir usciti in questi anni, che spaziano dalla Milano Criminale di Cajelli al buon vecchio Battaglia di Recchioni.
Il secondo è romanzo a fumetti originale di Valerio Evangelisti (non tratto cioé da nessun suo libro), con protagonista il solito inquisitore Nicholas Eymerich, personaggio letterario che io adoro e di cui sto leggendo tutti i romanzi. Questo qui, nello specifico, è una sensazionale storia scritta in maniera così appassionante e intensa che ti stupisce sia stata scritta da un romanziere. E quasi non ci fai caso ai disegni, ahimé, abbastanza medriocri di Francesco Mattioli. Niente a che vedere con la potenza di Palumbo, che doveva realizzare anni fa un volume mai uscito. Ma di cui potete vedere qualche immagine d'archivio qui! Consigliatissimi entrambi a chi ha voglia ogni tanto di leggere qualche buon fumetto, non allineato in nessuna serie, genere o altro.
Vado a fare un danza della pioggia per fare smettere di piovere, e per ingraziarmi gli dei, prima che le mie maledizioni mi facciano inimicare dalle Alte Sfere...

31 mag 2006

Di premi, d'anteprime e di viaggi!

Mentre la colonna dei "Siti Amici" sfiora quota 30, con importanti new entry come il sito personale di uno dei miei disegnatori di fiducia di questo ultimo periodo, Maurizio Campidelli, ho appena scoperto che la passione e la totale follia del mio editore Salvatore Taormina cominciano ad essere notate da qualcuno. Riporto queste news trovate sul sito ufficiale dell'ANAFI:

"Premio Albertarelli:[Ad un giovane disegnatore affermatosi nel corso dell’anno precedente]: Per aver costituito un concreto sodalizio, capace di dedicarsi ad attività variamente articolate, con il definitivo approdo a una serie fumettistica collaudata qual è Desdy Metus l’Insonne, nella quale hanno apportato il segno di una matura professionalità, alle sorelle Francesca e Michela Da Sacco (NdMatta: che sono state entrambe autrici dello staff di AVALONIA, per poi passare a MIS, e creare quindi l'imminente GALAXIES).

Per l’instancabile attivismo che, partendo da una attività di semplice appassionato lo ha condotto a realizzare iniziative e prodotti editoriali di apprezzabile professionalità, all’editore amatoriale Salvatore Taormina."

Beh, accidenti, era ora, no?! Salvatore ha cominciato a pubblicare nel 2003, esordendo a Lucca. Non sono passati neanche 3 anni e da timidi albetti in b/n siamo passati al colore e al formato 32pp. Da questo autunno si proverà anche la strada dei 48pp brossurati. E nel corso del 2006/2007 usciranno ben 3 (e dico TRE!) nuove serie. Tutte realizzate da giovani autori emergenti, ma secondo me degni di più di una attenzione! In questo devo riconoscere tuto il coraggio e forse l'incoscienza di un editore mosso prima di tutto dalla passione: moltissimi autori bravi, che magari non avrebbero possobilità di farsi notare dalle grandi, con Salvatore hanno la possibilità di fare esperienza, anche pagata. Poco...ma pagata. Che è sempre giusto, al contrario di come la pensano altri editori.
In fondo sulle pagine degli albi di Taormina io stesso ho potuto mettere alla prova e "scoprire" autori come Roberto Di Salvo e Gianluca Gugliotta. Abbiamo fatto esordire coloristi come Fabio Bonechi, che adesso lavora con Red Whale, e via dicendo. Sceneggiatori dalle grandi potenzialità, come Rossana Baldanza, hanno avuto la possibilità di farsi le ossa (e anzi la sua serie, AVATAR, è stata tra i best seller del 2005). Insomma, una sorta di fucina dei talenti che forma sceneggiatori, disegnatori e ora anche coloristi.
E scusate il momento di incensamento dell'editore. Nei suoi confronti ne ho sentite parecchie, ma se in Italia ce ne fosse almeno altri 2/3 come lui, l'ingresso e la possibilità di entrare a lavorare profesisonalmente in questo settore sarebbe per tutti più facile.
La cover che vedete a fianco è quella del numero 4 di Avatar, che ho scritto io. Una collaborazione più che sentita, visto che in qualche modo ho contribuito anche io alla nascita di questa serie, che ha tutte le potenzialità per sfondare, ne sono sicuro.


Le tavole che vedete qui sopra, invece sono l'anteprima di un altro esperimento: la prima storia in formato pdf di AVALONIA, realizzata in esclusiva per il sito Cronaca di Topolinia. Disegnata e colorata dall'ottimo Maurizio Campidelli, spero aprirà la strada ad una serie di iniziative analoghe per le altre serie, in modo da portare a conoscenza del maggior numero di lettori possibile le pubblicazioni del nostro editore! E con questo per oggi è tutto! Dalla Sicilia vi saluto e benedico a vossia!

29 mag 2006

Brand New 4 è uscito!

Lasciamo un attimo da parte il "Codice da Vinci" e facciamo un pò di consigli per gli acquisti. E' stato avvistato nelle edicole della penisola Brand New 4, dove il sottoscritto e Gialuca Gugliotta vi deliziano con la seconda parte di JEK VANS. Ma se questo non fosse motivo sufficiente per invitarvi all'acquisto, non potete perdere l'esordio in grande stile di PIANETA ROSSO, serial di fantascienza realizzato da due compagni e amici del Gruppo Trinacria: Marco Rizzo e Roberto di Salvo. E vi posso dire, avendo letto in anteprima le prime tavole, che sarà davvero una bella storia. La moltitudine invasiva del Gruppo Trinacria non conosce confini...;-))

Aggiungo anche che tra pochi giorni ci sarà un ben più importante consiglio per gli acquisti...e riguarda ancora una volta uno dei miei amici del Gruppo, ma qua si parla di cose serie come Dylan Dog! Ma, lo ripeto, dovrete aspettare ancora qualche giorno. Intanto, però, potete cercare qui tutti gli indizi del caso....magari segnandovi per prossime letture questa frase: un "normalissimo" caso di cronaca nera, che sembra vedere protagonista il "solito" serial killer, nasconde, in realtà, tenebrosi risvolti soprannaturali. E non dico altro! E vi prego, voi che leggete e che sapete, non anticipate nulla!

28 mag 2006

Il Codice Da Vinci....

...è una TAVANATA GALATTICA!!!!! 35 minuti di applausi in piedi! Scende il delirio collettivo quando qualcuno, con le braccia già anchilosate, ancora aumentava il ritmo per chiedere il bis. E allora il Matta, ecumenicamente rispondeva: "Se fanno il seguito....COL CAZZO che lo vado a vedere! Già si sono ciullati 7,50 euro dalle mie tasche! Non ne avranno altri! Mai più!" E dopo alcune ovazioni in latino, che appellavano il Matta come il nuovo "Rector", la folla isterica pian piano si disperdeva. Era l'1:30 del mattino, di sabato 26 maggio 2006. E anche il Matta tornava a riposare le sue membra sotto i cieli stellati di Roma.

Ecco. Inutile che Tom mi guardi con quel suo sguardo fintamente perplesso, perchè è così! Io non avevo letto il libro. Volutamente. Sia perchè per mia abitudine da lettore un pò snob, non amo leggere le cose lette da milioni di persone, sia perchè le tematiche del Codice mi stavano un pò sui maroni, visto che si gridava alla "rivelazione"...ma su Martin Mystère Alfredo Castelli scrive da più di vent'anni storie dello stesso tipo. Certo... non è mai arrivato a raccontare che Martin scopre l'erede vivente di Gesù...ma in compenso ha scoperto molte basi nascoste di Atlantide. E, scusatemi l'accostamento...ma visto il modo ridicolo, senza pathos, senza spiegazioni e passaggi logici degni di nota, con cui nel film si arriva a dire che Sofhie è l'erede (cosa perarltro scontata fin dall'inizio, in cui appare 'sto personaggio da nulla e non si sa chi è, cosa fa, e come cacchio arriva sulla scena del crimine)....certe volte sono meglio i racconti documentati e ricchi di ricostruzioni storiche, e ovviamente leggendarie, della serie Martin Mystére.
Perchè sono andato a vedere il film?! Perchè cullavo l'idea che al cinema, certe idee fantastoriche spacciate per verità, che il Codice cerca di sbrodolare da ogni pagina, potessero avere un filtro adeguato....una patina di finzione in celluloide che le rendesse più "vere" nella loro "invenzione". Come, per fare un esempio, Indiana Jones e l'ultima Crociata. Invece il film è il trionfo delle banalità! Tutti i passaggi storici e leggendari sono trattati enpassant...credo che nessuno di questi potrebbe mai instillare dubbi di fede ad alcuno, al contrario di come si dice abbia fatto il libro. E purtroppo diventano talmente banali che, al paragone, Indiana Jones appunto, o, per spararla grossa, Il Tesoro del Templari con Nicolas Cage, sono entrambi molto più convincenti. Per un attimo ci credi che ci sia l'Arca dell'Alleanza sotto il deserto, o il Graal a Petra, o il tesoro di vattelapesca in culonia! Il patto di "sospensione dell'incredulità" c'è, e funziona fino alla fine. Nel Codice altro che "contratto con lo spettatore": qua siamo allo "presa per il culo dello spettatore". Ok, ok, basta dare addosso gratuitamente. Facciamo qualche commento oggettivo sul film.

Qua sopra abbiamo il cast. Non faccio il critico, quindi mi soffermo solo sulle due interpretazioni più eclatanti...nel bene e nel male. Tom Hanks forse nella sua peggiore interpretazione: a parte la sceneggiatura da fare pietà, l'approfondimento psicologico del personaggio è degno di una capra del balcani. Un protagonista che non viene mai fuori per prendere in mano la situazione, ma vi si lascia solo trascinare. Di contro, l'unico attore degno di nota è l'ormai solito Ian McKellen (Gandalf e Magneto, per dirne due), che riesce a mettere pathos in ogni sua interpretazione.
A questo punto però, sono costretto a calare le corna: dovrò leggere il libro. Perchè il paragone con il film DEVO farlo. Assolutamente. Non posso credere che 40 milioni di idioti nel mondo si sono lasciati trasportare da quattro panzane messe in croce, come nel film. Spero, e mi auguro, che il libro sia un pò più documentato, riflettuto, del film; che i passaggi storici e leggendari siano trattati con dovizia di particolari; e che Langdon faccia la sua porca figura di protagonista molto più che nel film. Quando lo leggerò, riapriremo la questione. Per ora aspetto solo che venga mercoledì sera: perchè mi andrò a vedere X-MEN 3: CONFLITTO FINALE, che sicuramente ne varrà la pena più di questo ammasso di chiacchierate da "teoria del complotto", degne di quattro Uomini in Nero da operetta...e non certo tali da scomodare Priorati di Sion vari, frange estremiste del Vaticano, Opus Dei, e compagni a briscola. Visto anche che nel film (mi dice chi ha letto il libro), gli autori hanno più volte messo le mani avanti su questo tema, evitando di condannare tutti indiscriminatamente. Mentre il volume, mi dicono, non si concede mezze misure. Mah. Ne riparliamo...
Ad maiora
Il Matta, Rector honoris causa pro tempore ad interim Sputtanandum Codices da Vincis Prioratii

24 mag 2006

Ogni tanto un buon fumetto!

Ci sono due tipi di bei fumetti. Quelli di cui parlano tutti, e quelli di cui non parla nessuno. Io amo soprattutto la seconda categoria. Mi piace infatti cercare, nel mucchio delle pubblicazioni in fumetteria o alle fiere, quelle strane, quelle particolari, che mi colpiscono per i disegni, o perchè ne conosco gli autori.
Qualche tempo fa, se vi ricordate, vi ho parlato di Genetic Grunge (due volumi per la Free-Books). Adesso, a distanza di mesi, vi parlo di un altra scoperta. IL FARO di Paco Roca, edito dalla Tunuè. In questo periodo leggo poca roba...i soliti mensili americani, qualche volume qui e li, i miei primi manga (ebbene si!), ma niente che valesse la pena di essere commentato pubblicamente. Per "Il Faro" invece, bisogna spendere due parole...e possibilmente due lirette per comprarselo.
Erano forse anni che non leggevo qualcosa di così semplice, ma nello stesso tempo intenso come il fumetto di Paco Roca. Forse, anche se in modo completamente diverso, le stesse emozioni le ho provate quando lessi per la prima volta Blacksad. Ma qui non ci sono ne delitti, ne investigatori e dark lady. No. Qui ci sono un ragazzo spagnolo che fugge dalla guerra civile spagnola e raggiunge un vecchio faro in disuso. E con il suo custode, Telmo, condivide una speranza di libertà....al di là del mare. Un utopia che grazie all'aiuto di Ulisse, Gulliver, Simbad, e tutti i personaggi che hanno navigato oltre l'orizzonte per inseguire un sogno, forse si realizzerà. Sinceramente non voglio aggiungere altro. IL FARO è un viaggio fantastico che non potrà non appassionarvi, e forse anche commuovervi. Ce ne fossero una mezza dozzina di fumetti così ogni anno, e credo che questo medium potrebbe risollevarsi dalla crisi in cui versa. Ogni tanto bisogna lasciare da parte investigatori, vendette e inseguimenti per spalancare le porte dei sentimenti...
Io torno ad accarezzare quella fantastica copertina lucida, quelle fantastiche pagine in mezza tinta, per lasciarmi trasportare al di là del mare...a voi posso solo augurare buona lettura.

18 mag 2006

Un ricordo di Ferdinando Tacconi

© Eredi Tacconi
Non amo fare apologie gratuite o retrologie scontate sui grandi autori. Soprattutto quando li conosco poco. Tacconi, che ci ha lasciato qualche giorno fa, era uno di quegli autori. Prima di scrivere qualche riga mi sono informato su cosa avesse fatto, per scoprire se avessi letto qualcosa di suo...ma a parte qualche episodio de "Gli Aristocratici", una serie creata con Alfredo Castelli, e un paio di albi Bonelli sbirciati qui e li, la mia ignoranza sulle sue opere era totale. Colpa di una adolescenza legata al fumetto commerciale come strumento di intrattenimento e basta. Solo in questi anni, infatti, mi sto avvicinando ad autori come Pratt, Crepax, Giardino o Micheluzzi, tanto per citare i primi che mi vengono in mente, apprezzandoli davvero per quello che meritano. Per fare un esempio, non potevo nascondere la mia sorpresa ed emozione dopo aver letto SIBERIA, di Attilio Micheluzzi, qualche anno fa. Ecco, di Tacconi purtroppo mi manca anche quell'emozione e quella sorpresa. Ecco perchè, tra tutte le cose che ha fatto, credo che cercherò i suoi due volumi per la collana "Un Uomo, Un'avventura", forse la più più importante operazione di sdoganamento del fumetto "popolare" che Bonelli abbia mai tentato, visto che affidò i disegni della serie a gente del calibro di Pratt, Manara, Crepax, e ovviamente Ferdinando Tacconi.
© Eredi Tacconi
Tra le tante sue opere che ho trovato in rete, per non mettere le solite vignette a caso che già ho visto corredare parecchi epitaffi su vari siti, ho scelto due illustrazioni di copertina realizzate a tempera. Una per un libro di Renzo Barbieri degli anni 70, e la seconda tratta da un volume della sua serie forse più nota, Gli Aristocratici, appunto. La potenza di queste illustrazioni mi ha veramente colpito. L'espressività dei personaggi è veramente incredibile, e dopo aver visto anche alcune tavole delle sue storie di guerra, quelle che prediligeva, mi sono reso conto di quanti autori italiani ci sono che meriterebbero di essere conosciuti al grande pubblico, prima che il loro lavoro e il loro ricordo venga facogitato dagli onnipresenti autori feticcio americani e giapponesi. Con tutto il rispetto, ovviamente, per entrambe queste scuole, visto che io leggo americani dai primissimi anni 80. E di autori americani feticcio anche io ne ho parecchi. Ma dopo aver letto, ad esempio, Max Friedman di Vittorio Giardino, oppure una qualunque Valentina di Crepax...mi rendo conto che la pigrizia intellettuale degli amanti del fumetto certe volte raggiunge picchi di cecità culturale pazzesca! Da oggi so che devo scoprire e conoscere meglio un altro autore italiano che merita di essere letto: Ferdinando Tacconi. E come sempre mi dolgo dannatamente di averlo capito troppo tardi!